Umorismo | Kolòt-Voci

Tag: Umorismo

Primo film tedesco che ride del nazismo

Dani Levy ironizza su Hitler e sull’ideologia che produsse la Shoah. In Germania la pellicola uscirà la settimana prossima: polemiche in agguato

BERLINO – Si può ridere sul nazismo. Non è un paradosso ma un film. Si intitola Mio Führer. La vera autentica verità su Adolf Hitler. Ed è diretto da un regista ebreo. In Germania uscirà l’11 gennaio, e le polemiche sono in agguato. Cosa c’è che fa sorridere nel sanguinario dittatore tedesco? Vederlo giocare a battaglia navale con dei modellini mentre fa il bagno nella vasca tra le bolle. O osservarlo mentre si aggira depresso, immalinconito e stordito dalle droghe in mezzo ai suoi fedeli gerarchi. O mentre abbiglia il suo cane – un pastore tedesco naturalmente – con l’uniforme nazista. Tutto questo è nel primo film di produzione tedesca che dileggia il Führer e l’ideologia che portò alla Shoah. Continua a leggere »

E Zucker di Dani Levy prende in giro gli ebrei!

“La vita è un gioco e io sono un giocatore nato”: è questo il principio secondo il quale Jaeckie Zucker (Henry Hübchen) vive la sua vita. Il vero nome di Jaeckie, nato nel 1947, è Jakob Zuckermann ma lui non ha più nulla a che fare con il club ebraico dal 1961, quando è stato costruito il muro. Continua a leggere »

Umorismo ebraico

Daniel Fishman

Ogni popolo, cultura e civiltà ha tradizionalmente scelto, tra le diverse discipline, quelle che meglio potessero esprimere le sue credenze, i suoi valori, le sue emozioni. Come comunicare la propria concezione dell’identità personale, del rapporto tra gli uomini ed i suoi simili? Come definire i legami tra i singoli e le Autorità o con l’Assoluto? Come manifestare adesione o critica, incutere timore o esprimere odio, dimostrare devozione e rispetto? In tante maniere; dai tatuaggi al rugby, dalla mitologia alle ceramiche, dalla Cerimonia del Tè alle processioni. Ogni scelta espressiva trova sempre una sua spiegazione storica, religiosa, culturale, ambientale. Continua a leggere »

Crisi rabbinica a Quarto Oggiaro

Valeriana Angius*

da Nuovi orizzonti della fede, Novembre 2004, per gentile concessione

“E’ stato difficile liberarsene, ma ora siamo più sereni e guardiamo con ottimismo il futuro” così commenta uno dei dirigenti comunitari –che vuole rimanere anonimo- la tormentata vicenda che ha portato al precoce licenziamento della rabbina e ha aperto una crisi al buio. Finisce così il suo mandato rabbinico nella vivace e litigiosa comunità ebraica di Quarto Oggiaro la cinquantenne Addolorata Pacelli. Donna di aspetto minuto, ma di spiccata personalità, non priva di civetterie femminili a stento tollerate dalla sua compagna (“trovo di pessimo gusto l’accostamento di colori sgargianti nella sua Kippà- il tradizionale copricapo- ad uncinetto” , così sembra avesse commentato imbarazzata in occasione di una manifestazione pubblica; “e poi, quel fiocco rosa sul lulav –il ramo di palma della festa delle Capanne- ce n’era proprio bisogno?”). Continua a leggere »

L’amico ebreo di un sacco di gente

Lev

Mi sto facendo lentamente la convinzione che esista da qualche parte un gruppo di persone specializzate nell’essere l’amico ebreo di un sacco di gente, e nel pensarla esattamente come loro. Se avessi visto gente che dice “ho un sacco di amici ebrei e qualcuno mi da’ torto”, allora potrei pensare che, essendo l’ebreo statisticamente diffuso nella popolazione, sia possibile che la gente conosca sempre almeno un ebreo.

Invece, tutti questi signori hanno un amico ebreo con le seguenti caratteristiche sistematiche:

1) L’amico ebreo la pensa come te quando pensi male degli ebrei, pardon di Israele. Continua a leggere »

Le vere differenze tra Natale e Chanukkà

1) Natale dura un solo giorno, lo stesso giorno ogni anno: il 25 dicembre. Anche gli ebrei amano il 25 dicembre. È un altro giorno retribuito in cui non si lavora. Andiamo al cinema e al ristorante cinese oppure ai balli israeliani. Chanukkà dura otto giorni, inizia la sera del 24 di kislev, e quando capita, capita. Nessuno è mai sicuro. Gli ebrei non sanno mai quando è Chanukkà fino a quando un amico non-ebreo gli chiede quando inizia Chanukkà, costringendoci a consultare un calendario per non fare la figura degli idioti. Tutti abbiamo lo stesso calendario, ricevuto in omaggio facendo un’offerta al Keren Kayemet, al macellaio kasher, o a “La Casa del Funerale Ebraico”. Continua a leggere »