Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

In ogni crocevia della storia c’è un ebreo: grazie, Arturo Schwarz

Libraio, editore, mercante, collezionista ed esegeta di Marcel Duchamp, nonché poeta errante poliglotta. È stato un campione del pensiero laico e indipendente. Il ricordo di Gian Enzo Sperone

Gian Enzo Sperone

I fili imperscrutabili che legano le vite degli umani sono per l’appunto imperscrutabili. Da bambino frequentavo diligentemente l’oratorio della mia parrocchia, del resto che altro c’era da fare alla fine degli anni ’40 in un’Italia distrutta dalla guerra, in cui solo la chiesa cattolica aveva mantenuto quasi intatta la sua organizzazione e la sua rete di pastori d’anime. Chiedevo dopo la messa al teologo: Che cos’è il mistero della Trinità? Per sentirmi rispondere dal buon dottore della scienza di Dio: «Ma è un mistero o no? E allora cosa vuoi che ti risponda?».

Negli stessi anni Arturo Schwarz era ancora al Cairo (in Egitto era nato nel 1924, ebreo tedesco il padre, madre italiana) dove se l’era vista brutta, bruttissima. Incarcerato e seviziato prima di accedere alla forca cui era stato condannato per attività politica, sovversiva e «prima di farsela nei pantaloni» (parole sue) con il cappio già al collo, tramortito dallo strazio, aveva assistito incredulo al primo miracolo, forse l’unico della sua vita di ateo: era arrivata la grazia e insieme l’espulsione dall’Egitto. Da allora non avrebbe mai più indossato una cravatta.

Continua a leggere »

26 Lug 2021 Comunità Ebraiche

L’ascolto, la visione e la parola

Parashà di Vaetchannàn

Rav Scialom Bahbout

La Parashà di Vaetchannan, la prima che leggiamo subito dopo l’invito della conquista della Terra promessa in cui Israele avrebbe dovuto stanziarsi e applicare la Torà,  contiene aspetti importanti delle leggi che avrebbero regolamentato la vita del popolo nella Terra promessa. In questo non è certamente unica, ma ciò che la caratterizza è che in essa troviamo due dei brani più importanti della Torà, intesa come legge e come pensiero cui deve ispirarsi la vita del singolo e della società ebraica: il Decalogo e lo Shemà’.  Non c’è dubbio che la rivelazione del Decalogo rappresenti il momento più significativo nella vita dell’ebreo e del Mondo; tuttavia la tradizione ha riservato proprio allo Shemà’ un ruolo preminente nella giornata dell’ebreo: la sua lettura per due volte al giorno e la sua declamazione nei momenti più importanti della vita: al risveglio e nel momento della morte. Di fatto lo Shemà’ rappresenta la quintessenza dell’identità ebraica, la dichiarazione di fede dell’ebreo.

Nel Tempio di Gerusalemme ogni mattina si leggevano prima i Dieci comandamenti e poi lo Shemà’. Da quando una setta, sorta nel senso del popolo ebraico, iniziò a predicare che il solo Decalogo era di origine divina e non il resto della Torà, i Maestri decisero di eliminarne la lettura e di lasciare solo allo Shemà’ il ruolo di preghiera simbolo della Torà: questo il motivo per cui i Maestri esclusero la lettura del Decalogo dalle preghiere quotidiane.

Continua a leggere »

23 Lug 2021 Comunità Ebraiche

I preservativi Fromm e i nazisti

Erano stati inventati da un ebreo. Vennero espropriati dal regime per una cifra risibile. Cartoncini per i timidi: «Vorrei una scatola di Fromm»

Ancora dopo il ’68. In farmacia in Germania si chiedeva discretamente «ein Frommie», un pacchetto di preservativi con i tradizionali colori giallo e rosso. Le generazioni passano, e i nomi scompaiono, ma sono sempre in vendita con il nome «Mapa». E’ un paradosso del III Reich: i Fromm erano un’invenzione ebrea, un prodotto immorale che minava la società tedesca, e sabotava l’ordine di Hitler di produrre figli maschi per l’esercito che avrebbe conquistato il mondo, ma era un’azienda che guadagnava milioni di marchi, e la espropriarono. Una piccola storia nella grande storia raccontata dallo storico Gütz Galy con il giornalista Michael

Sontheimer nel saggio Fromms.Wie der jüdische Kondomfabrikant Juius F. unter die deutschen Raüber fiel, «Come il fabbricante ebreo di preservativi Juiu F. cadde vittima dei predoni tedeschi» (Fischer Verlag; 224 pag.; 19,90 euro).

Continua a leggere »

22 Lug 2021 Comunità Ebraiche

Parigi, 16 luglio 1942: il rastrellamento del Velodromo d’Inverno

Giorgio Giannini

Nel giugno 1940, dopo poche settimane di guerra, la Francia è sconfitta dai nazisti. La parte settentrionale è occupata militarmente dai tedeschi mentre nella parte meridionale si costituisce uno stato collaborazionista, con capitale la cittadina termale di Vichy (per cui è chiamato Regime di Vichy), di cui è presidente il Maresciallo Philippe Pétain (eroe della Prima guerra mondiale) e primo ministro Pierre Laval. Il 21 settembre 1940 un’ordinanza nazista dispone il censimento di tutti gli ebrei francesi, anche nello stato fantoccio di Vichy, dove è incaricato di eseguire il provvedimento l’ispettore di polizia André Tulard. In pochi mesi tutti gli ebrei sono schedati, con l’indicazione della loro professione e del loro indirizzo, in un lungo elenco, chiamato Dossier Tulard. 

Continua a leggere »

20 Lug 2021 Comunità Ebraiche

Gli Ebrei in Sardegna. Ogni sardo ha del sangue ebreo che scorre nelle sue vene

Giuliana Mallei

Con la deriva fondamentalista islamica, si sta nuovamente parlando di antisemitismo. Quest’ultimo è un atteggiamento di intolleranza nei confronti del popolo ebraico, anche se le popolazioni semitiche sono tutte quelle che linguisticamente sono collegate al comune ceppo linguistico semitico: Ebrei, Arabi, Cananeo-Fenici, Maltesi, Cartaginesi. Anche qui in Sardegna non è raro incontrare persone che mantengono un atteggiamento di disprezzo nei confronti degli Ebrei; eppure tutti i Sardi hanno parecchio sangue ebraico nelle loro vene. I popoli semitici, lungo i secoli, hanno spesso raggiunto la Sardegna, pensiamo ai Fenici e ai Cartaginesi, e qui hanno sempre trovato accoglienza. Le notizie documentarie attestanti la presenza degli Ebrei in Sardegna partono dal I secolo d.C con lo storico Giuseppe Flavio, poi ne parla Svetonio (75 – 150 d.C), quindi Tacito (114 d.C) e Dione Cassio (II – III secolo d.C.).

Continua a leggere »

19 Lug 2021 Comunità Ebraiche

Il corpo e il cuore

Parashà di Devarìm

Rav Scialom Bahbout

Il libro di Devarim contiene i discorsi fatti da Mosè nell’ultimo mese prima dell’ingresso nella Terra promessa ai patriarchi e che ora dovevano apprestarsi a conquistare. Una delle parti fondamentali del primo discorso di Mosè è in sostanza un excursus sulle vicende che hanno caratterizzato quella terra e i popoli che l’hanno via via occupata. Mosè passa in rassegna tutti i popoli con cui Israele è venuto in contatto nel suo viaggio per arrivare alla Terra promessa: riserva un’attenzione particolare ai  popoli con cui esisteva un rapporto di “parentela”: i discendenti di Esaù e dei figli di Lot (Moav e Ammon). Per dettato divino, Israele non poteva fare guerra con queste popolazioni, anche se le loro terre derivavano da conquiste di terre appartenute ad altri popoli: gli Emim, popolazione dalle dimensioni gigantesche, conquistati dai discendenti di Moav;  i Chorim conquistati dai discendenti di Esaù; i Refaim, chiamati anche Zamzumim, conquistati da Amon; gli ‘Avvim, che abitavano vicino a Gaza, conquistati dai Kaftoriti. Insomma Mosè descrive ciò che accade normalmente nella storia dell’uomo: ogni terra è stata teatro di lotte e conquiste e viene occupata da popolazioni diverse. Ora Israele si apprestava a fare la stessa cosa e anche la terra d’Israele avrebbe potuto seguire lo stesso destino: una terra promessa, ma conquistata, un giorno avrebbe potuto subire la stessa sorte, essere conquistata da un altro popolo. Così avrebbe dovuto essere, se come dice Machiavelli, si applica a tutti gli eventi umani l’antica massima “historia magistra vitae”:  nel presente si riscontrano situazioni analoghe a quelle passate, da cui è possibile cogliere insegnamento.

Continua a leggere »

16 Lug 2021 Comunità Ebraiche

Decreto Zan, inutilmente complicato

Leggi a confronto

Emanuele Calò

Nel novembre 2016, il legislatore francese ebbe a modificare il codice penale, introducendo questa novellazione: Art.225 – 1 «Constitue une discrimination toute distinction opérée entre les personnes physiques sur le fondement de leur origine, de leur sexe, de leur situation de famille, de leur grossesse, de leur apparence physique, de la particulière vulnérabilité résultant de leur situation économique, apparente ou connue de son auteur, de leur patronyme, de leur lieu de résidence, de leur état de santé, de leur perte d’autonomie, de leur handicap, de leurs caractéristiques génétiques, de leurs mœurs, de leur orientation sexuelle, de leur identité de genre, de leur âge, de leurs opinions politiques, de leurs activités syndicales, de leur capacité à s’exprimer dans une langue autre que le français, de leur appartenance ou de leur non-appartenance, vraie ou supposée, à une ethnie, une Nation, une prétendue race ou une religion déterminée.

Continua a leggere »

14 Lug 2021 Comunità Ebraiche