Umorismo | Kolòt-Voci

Tag: Umorismo

Ma cosa abbiamo da ridere, poi?

Sempre controcorrente, un vivace Volli tenta di demolire qualche luogo comune sul quale sono state costruite le fortune di molti odiatori di sé. Anche in Italia.

Ugo Volli

E’ stato ampiamente annunciato: domenica 2 settembre, si svolgerà la tradizionale giornata europea della cultura ebraica, che avrà come oggetto l’umorismo. Come accade abbastanza spesso con questi appuntamenti decisi su qualche tavolino europeo, con rapporti piuttosto vaghi e indiretti con la produzione e la conservazione reale della cultura viva del popolo ebraico, si tratta di un tema discutibile, che sembra rispondere più che alla sfida dell’elaborazione dei tratti più propri e più vitali di un popolo, a un’idea di cultura come intrattenimento o industria culturale o al massimo produzione antropologica. Ma forse proprio per questo, per la sua indiscutibile facilità e per il suo probabile successo, esso richiede di essere almeno un po’ pensato e discusso.

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Il talmudista in treno

Una vecchia storiella ancora buona

Dopo mesi di negoziazioni con le autorita’, a un talmudista di Odessa viene concessa l’autorizzazione a visitare Mosca. Sale sul treno e trova un posto libero. Alla fermata successiva un giovanotto sale e si siede vicino a lui. Lo studioso osserva il giovane e pensa: “Non sembra un paesano, e se non e’ un paesano probabilmente viene da questo distretto.

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Per il Popolo Eletto – Il nostro programma Rea Lista

Parodia di proposte elettorali per il Congresso UCEI 2010

Gabriele Di Segni

Delocalizzare i Dipartimenti dell’Unione

• il Corso di Laurea ad Ajaccio (Corsica), dato che lì sono tutti corsi;

• il DEC decentrato a Decimoputzu (Cagliari) perché solo su un’isola si possono recuperare gli ebrei lost;

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Desaparecidos e prostitute: il karma ebraico di Englander

Il meretricio? Un ottimo rimedio «per alleviare insopportabili impulsi». Ma scoprirsi hijos de puta è una «condanna da cancellare». Come i cittadini argentini scomparsi, il cui ricordo è stato annullato dal “Ministero dei casi speciali”. E l’Italia? «Molto confortevole per uno scrittore, avete il Papa e il Papi…»

Luca Mastrantonio

Ebreo-americano da Mayflower, cioè di quarta generazione, Nathan Englander mescola umorismo yiddish ed erotismo cerebrale da newyorkese, Philip Roth e Woody Allen, la letteratura russa e quella israeliana. Ospite last minute, ma di casa alle Conversazioni di Capri – gia due anni fa partecipò all’appuntamento organizzato da Antonio Monda e Davide Azzolini – ci racconta divertito di come si trovi perfettamente a suo agio nell’Italia di oggi, di cui gli parlano i suoi colleghi giornalisti, in particolare Rachel Donadio del New York Times. Perché? Perché nell’opera di Englander la prostituzione è un ottimo rimedio Per alleviare insopportabili impulsi, come si intitola un suo racconto e la raccolta d’esordio, e restare fedele alla propria mogliettina.

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Ridere della Shoah si può. Ma che rimanga in famiglia

Arriva anche da noi «Tutto il resto è di primaria importanza» di Eva Menasse, saga famigliare ebrea nella quale la nonna ha vissuto l’Olocausto, il padre vuole dimenticare e la zia si converte al cristianesimo

Luigi Reitani

Accolto con notevole successo nel mondo di lingua tedesca, arriva anche da noi Tutto il resto è di primaria importanza (pp. 400 pagine, euro 18,00, Frassinelli) il primo romanzo di Eva Menasse, brillante giornalista austriaca che vive da qualche anno a Berlino. Si tratta di una saga familiare prettamente viennese, con forti tratti autobiografici, che racchiude la storia di almeno tre generazioni. Al centro vi è la figura del padre della narratrice: un noto calciatore austriaco in tempi in cui questo sport non assicurava ancora ricchezza economica e aveva bisogno di essere integrato da una qualche attività lavorativa. Vorrebbe armonizzare ogni conflitto, l’ex calciatore arguto e sempre charmant, la cui frase preferita è «tutto a posto?», e soprattutto vorrebbe esorcizzare ogni aspetto problematico del passato, trascorrendo tutto il suo tempo libero al circolo del tennis.

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Sacha il comico che toglie il sorriso a Bush

Marco De Martino – 20/10/2006

Il comico inglese Sacha Baron Cohen, in «Borat», storia di un giornalista kazaco in giro per l’America alla ricerca di Pamela Anderson. Chi è il comico inglese che, nei panni di un giornalista, va offendendo femministe, gay, ebrei. Ha creato una crisi diplomatica tra Usa e Kazakistan. E sbeffeggia il presidente. Il suo film Borat debutta al Festival capitolino.

Gira l’America in un camioncino dei gelati alla ricerca di Pamela Anderson, che vuole sposare dopo avere fatto «una esplosione di amore cosmico sul suo seno». Si stupisce che i gay americani non indossino un cappellino blu come quello che devono mettersi in Kazakistan, il paese che lo ha mandato in missione a esplorare gli Stati Uniti. Continua a leggere »

(E)Mozioni proposte al V° Congresso dell’Unione Comunista Ebraica Italiana

Gabriele Di Segni

Commissione Bilancia

Il Congresso, nell’ambito della più vasta opera di sensibilizzazione e di lotta contro ogni forma di discriminazione, chiede al Consiglio di non limitarsi ad esaminare solo le voci di Bilancia, ma a prestare ascolto anche ai restanti segni zodiacali.

Commissione Coltura

Il quinto Congresso dell’UCEI viste le delusioni e la scarsità di risultati che ogni nuovo anno si incontrano in campo colturale chiede al Consiglio di organizzare dei corsi di formazione di base o di aggiornamento sulle strategie ottimali per far crescere le piantine di Grano e Granturco per Rosh haShanà. Continua a leggere »