Tishà Beàv | Kolòt-Voci

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Chi è gradito agli uomini, è gradito anche a Dio

Col digiuno di Tishà Beàv che inizia sabato sera si conclude il periodo luttuoso estivo.

Alfredo Mordechai Rabello 

Alla domanda del popolo di cosa si debba dare al Signore per espiazione, viene la risposta divina per bocca del Profeta Michà (6,8): “Uomo, il Signore ti ha detto che cosa è bene e che cosa Egli richiede da te se non che tu operi con giustizia (‘asot mishpat), ami la bontà (ahavat chesed) e proceda umilmente con il tuo D-o”. Splendida introduzione alle tre settimane di lutto ed al digiuno del 9 di av…: l’insegnamento è universale ed  i nostri Maestri non lasciano posto a dubbi: “non è detto: Cohen, Levì, Israel, ma adam, uomo; hai appreso che anche il non ebreo” è tenuto a fare il bene e ne è per questo ricompensato (Sifrà; TB Bava Kamà 38a).

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Se Tishà Beàv cade di shabbat

Alberto Moshe Somekh

Quest’anno la data del 9 Av (Tishà Beàv) viene a cadere di Shabbat, giorno in cui sono in linea di massima proibiti il digiuno e molte manifestazioni di lutto. Ciò comporta dover spostare tali osservanze in altro giorno. A deroga del principio generale per cui si tende ad attuare le Mitzwòt prima possibile e quindi ad anticipare, nel nostro caso il Digiuno viene posticipato al giorno successivo, domenica 10 Av. Il motivo addotto dai Maestri è che “non si anticipa mai una punizione” per subire la quale c’è sempre tempo. Questa evenienza crea di fatto due serie di particolarità: 1) quelle legate alla posticipazione del Digiuno al giorno dopo e 2) quelle legate al fatto di osservare il Digiuno a Motzaè Shabbat. Ma vediamo le principali ad una ad una.

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