Stato | Kolòt-Voci

Tag: Stato

Sul suicidio assistito dell’ebraismo italiano

Molti ebrei che non hanno potuto (e in molti casi non hanno voluto) frequentare la scuola ebraica, sollevano da decenni nobili questioni di principio del tipo “Se abbiamo vantaggi per le scuole ebraiche, li avranno anche quelle cattoliche, quindi meglio quelle statali”. Qui una bella risposta da parte di uno che le scuole ebraiche le ha invece frequentate

Daniel Funaro

Sarei abbastanza curioso di comprendere secondo quale ordine e ragione qualcuno pretenda di scegliere i valori che lo Stato italiano dovrebbe trasmettere a tutti i giovani italiani. Non mi pare che questa classificazione esista per davvero e mi sembra che chi la esplicita abbia scelto un po’ quello che preferiva. Ma in questi ragionamenti faccio davvero fatica a trovarne un senso. A prescindere però da questo, bisogna chiedersi se è davvero compito di uno Stato quello di trasmettere valori, o se forse questo compito non spetti invece ai genitori. Perché oltre alla volontà di far confusione, ciò di cui si sta parlando è ben altro. Se lo Stato sceglie di non erogare più neanche quel minimo di fondi che destinava alle scuole paritarie queste saranno costrette a chiudere. Creando così un monopolio dell’educazione che, de facto, impedisce a forme alternative di educazione di avere luogo nel Paese.

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Nei tribunali si parla troppo di valori e si uccidono i diritti

L’esempio israeliano: i rapporti tra Stato e religione

David Kretzmer

David Kretzmer è stato vicepresidente del Comitato sui diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, ed è professore emerito di diritto internazionale presso la Hebrew University di Gerusalemme. Al Meeting di Rimini parlerà oggi in un incontro dal titolo I diritti umani sono ancora diritto?Ilsussidiario.net lo ha incontrato per fargli alcune domande sui diritti dell’uomo, sulla loro efficacia e sulla coesistenza tra religione e stato laico.

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Etica e politica

Alberto Moshe Somekh

Per una “piattaforma” dell’Ebraismo Italiano

Leggo su Kolòt l’intervento dell’Avv. Guido Fubini di Torino. E’ una replica importante, tutt’altro che dettata dall’occasione, “degna di colui che l’ha pronunciata” (come si dice da noi), persona che del resto stimo molto da anni, in tutta sincerità. Egli capisce che gli spunti satirici servono non a dividere, bensì ad unire. Mi spiegherò meglio. Ho in casa il libro del Rabb. Gilles Bernheim di Parigi “Un Rabbin dans la citè”, l’ho letto, l’ho meditato, e ha ragione Fubini quando intuisce (perché non mi risulta averne mai parlato con lui finora) che l’ho apprezzato. Uomo di grande cultura rabbinica e scientifica, il Rabbino Bernheim si trova a presiedere la Consulta di Bioetica del Concistoro Rabbinico di Francia. Egli rappresenta una corrente oggi “minoritaria” del Rabbinato (ortodosso) del suo paese, che peraltro in passato ha annoverato l’allora Gran Rabbino Renè Samuel Sirat. Continua a leggere »

L’illusione dello Stato laico neutrale – L’esempio Usa

Donato Grosser

Nella sua lettera sulla “Questione Buttiglione” Giorgio Gomel cita Amos Luzzatto che in un’intervista al Corriere aveva affermato che “la morale religiosa non può essere a fondamento del diritto pubblico”.

L’affermazione che la morale religiosa non può essere fondamento del diritto pubblico lascia aperta la questione di quale debba essere il fondamento del diritto pubblico. L’autore della lettera si limita a scrivere che lo stato laico deve mantenere un neutrale rispetto delle diversità religiose. Se è vero che lo Stato può essere neutrale nel senso di non favorire questa o quell’altra religione, il concetto che uno Stato laico sia neutrale è un’illusione. Continua a leggere »

Il rapporto tra Stato e religioni

Scialom Bahbout

Vorrei iniziare col denunciare una situazione generale. Le religioni monoteistiche, in quanto ritengono di essere portatrici di verità assolute, sono normalmente e naturalmente portate alla sopraffazione, all’eliminazione dell’altro, in quanto viene ritenuto portatore di idee e comportamenti diversi: l’altro quindi o si converte oppure non deve esistere. Questa è cronaca che appartiene alla storia umana per molti secoli. Le religioni monoteistiche contengono in sé un elemento di intolleranza che è difficile da eliminare, una sorta di peccato originale alla base delle singole religioni. Continua a leggere »

Stato e religione

Yeshayahu Leibowitz z”l

a) Enunciati

1) Lo Stato non ha un significato intrinseco, bensì un significato esclusivamente strumentale. Detto enunciato è comune sia alla concezione religiosa (teocentrica) sia a quella umanistica (antropocentrica). Considerare lo Stato un valore è l’essenza della concezione fascista.

Lo Stato è in sé il nemico dell’uomo, costituendo, per sua stessa natura, un ingranaggio di violenza e coercizione. Non essendo altro che un siffatto ingranaggio esso non è atto a realizzare “valori” (in nessuno dei sensi in cui è adoperato il termine “valore”): ciò che ha “valore” è conseguito soltanto da uomini e non dallo “Stato” (ossia dall’ingranaggio del potere), e per conseguirlo gli uomini lottano gli uni contro gli altri nell’ambito dello Stato medesimo. Sui “valori” non v’è fra gli uomini, né può esservi, intesa; per cui lo Stato funge da campo di battaglia di lotte intestine. Continua a leggere »