Scienza | Kolòt-Voci

Tag: Scienza

Quello zoccolo di Platone

Ovvero, anche le interpretazioni vanno interpretate

David Gianfranco Di Segni

Nella puntata precedente abbiamo parlato di pulci e pidocchi e abbiamo visto come il rabbino e medico Isacco Lampronti (Ferrara 1679-1756) stabilisse la Halakhà in base alle cognizioni scientifiche del proprio tempo. All’epoca del Talmud si poteva credere che i pidocchi fossero creature diverse dalle altre, generate spontaneamente dal sudore della pelle, e perciò non fosse vietato ucciderle di Shabbat. Oggi, però – dice Lampronti –, sappiamo che anche i pidocchi sono animali che si riproducono “da un maschio e da una femmina”, come tutti gli altri, e quindi si deve vietarne l’uccisione.

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Sull’importanza di pulci e pidocchi

Halakhà e scienza a partire da una lettera sul processo di conversione

David Gianfranco Di Segni

Nel numero di luglio di Ha Keillah una lettera di Roberto Gandus parla delle difficoltà e lungaggini riscontrate nella Comunità di Roma per la procedura di conversione di suo figlio. Non entro nel merito della questione, in cui non sono affatto coinvolto. Sono però stato incuriosito da un riferimento che Gandus fa en passant sulle pulci e i pidocchi. Nelle lezioni di ebraismo ricevute dal ragazzo (e forse dal padre), infatti, non si parlava “di concetti filosofici: l’importante era sapere se al sabato si possono uccidere i pidocchi e non le pulci o viceversa; adesso questa regola l’ho già dimenticata, forse proprio perché per me l’ebraismo era altro”. Poiché mi sono recentemente occupato di questo argomento, anche se non credo che ciò abbia a che fare con le lezioni sentite da(i) Gandus, posso fornire qualche nozione di ebraismo su pulci e pidocchi dai risvolti filosofici.

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Torà e scienza: contro o insieme?

In occasione dell’inizio del corso tenuto da Gianfranco Di Segni su Torà e Scienza, nell’ambito del Programma Revivìm organizzato dalla Comunità ebraica di Milano (prossimo incontro giovedì 10 marzo 2011), vi presentiamo un suo intervento tratto da Alef-Dac, n. 21, 1984.

David Gianfranco Di Segni

Il problema dei rapporti fra Torà e Scienza si è riproposto in questo secolo in maniera ancor più pressante che in passato. Il ruolo dominante che la scienza e la tecnologia svolgono nella nostra vita quotidiana ha inevitabilmente accentuato il confronto fra due visioni del mondo che da secoli vengono considerate, spesso a torto, antitetiche. Motivi di conflitto fra la Torà (o, più generalmente, fra la fede in Dio creatore del mondo e immanente nella storia) e la scienza nascono spesso da un’incomprensione della reale essenza sia della concezione religiosa che di quella scientifica.

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L’età dell’Universo

Gianfranco Di Segni

Secondo la tradizione ebraica, il mondo fu creato 5771 anni fa mentre in base ai dati scientifici l’universo esiste da circa 14 miliardi di anni. Come risolvere questa contraddizione? Si può rispondere a questa domanda in diversi modi. Ne presentiamo alcuni.

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Kabbalà e Big Bang

David Gianfranco Di Segni

Le dottrine sulla creazione del mondo occupano un posto centrale nella Kabbalà, la dottrina mistica ebraica. I kabbalisti, riallacciandosi ad una catena ininterrotta di tradizioni trasmesse esotericamente da maestro ad allievo, hanno elaborato ardite concezioni su D-o e sulla nascita e struttura del mondo. È sorprendente come sia possibile individuare alcune analogie tra le concezioni kabbalistiche e i risultati ottenuti dalla scienza moderna.

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Quale rapporto tra ebraismo e cultura dominante?

Alfredo Mordechai Rabello

La preghiera ‘al hanissim ci offre in poche parole il significato di Hanukkah che i Chachamim volevano che ci portassimo dietro nei secoli; il regno della tirannide greca non era propriamente quello dei Greci, bensì dei Seleucidi (eredi di Alessandro Magno nella regione) che, nella loro tirannide, vollero “farci dimenticare la Tua Torah e far trasgredire gli statuti della Tua volontà”. Non sospettiamo i Seleucidi di essere dei proseliti di Socrate, Platone o Aristotele, e del resto quanti ebrei allora potevano essere sotto questa influenza?

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Torà e scienza: due conoscenze complementari

Nani sulle spalle di giganti

Gianfranco Di Segni

La caratteristica principale dell’Uomo è l’essere stato creato “a immagine e somiglianza” di D-o (Genesi 1: 27). In che cosa l’uomo – nella sua duplice fisionomia di maschio e femmina – è simile a D-o? Un’analisi del racconto della Genesi ci rivela che D-o è il Creatore dell’universo, che la creazione è da Lui stesso definita “buona” (tov) e che Egli si comporta con amore (chèsed) con le Sue creature. Queste caratteristiche devono quindi essere il punto di riferimento anche per il comportamento dell’uomo. L’uomo può e deve esercitare la propria capacità creativa, deve distinguere fra ciò che è bene e ciò che non lo è, e deve comportarsi con amore verso tutte le altre creature.

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