Sabato | Kolòt-Voci

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Raiz: Mai di Shabbat. Prendersi il tempo è una rivoluzione

Ruth Migliara

Gli Almamegretta sono un gruppo musicale napoletano formatosi nel 1988. La loro musica è una contaminazione di reggae, canzoni napoletane e nenie arabe. Ma non solo è solo il loro sound ad avere colpito il pubblico di Sanremo 2013. Gli Almamegretta si sono rifiutati di cantare dal vivo venerdì sera e hanno registrato invece la loro esibizione. Qual è il motivo? Gennaro Della Volpe, in arte Raiz, la voce del gruppo, si è convertito alla religione ebraica. È per l’appunto in osservanza dello shabbat, che il leader degli Almanegretta ha deciso di non esibirsi. Una scelta controcorrente che ha sorpreso e spiazzato un po’ tutti e che poteva addirittura causare l’esclusione da Sanremo del gruppo.

Abbiamo chiesto dunque proprio a  Raiz cause e conseguenze di una presa di posizione così coraggiosa, con un’intervista in esclusiva per il Bollettino della Comunità Ebraica di Milano.

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Il Sabato di una laica

Da una fedele lettrice di Kolòt

Vera Rauch

Un antidoto allo stress quotidiano, all’assuefazione al consumismo, al logorio per l’arrivismo, alla generale nevrosi della vita moderna: cerchiamo di osservare il Sabato, come ci hanno insegnato i Maestri. Non nascondo che provengo da una famiglia assimilata tanto assimilata che quasi volevo preparare l’albero di Natale come facevano le mie amichette nell’anno 1945, quando mio padre mi disse con voce calma e persuasiva: Ma no… noi siamo ebrei e non facciamo l’albero di natale…

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Chi accenderà le candele del sabato al posto della nonna?

Saada Aharon aveva solo 20 anni quando, insieme ai suoi genitori, inizio’ ad impacchettare i suoi effetti personali. Era il 1952 e le porte dello Yemen si erano finalmente aperte per permettere loro di salire in Terrasanta. Il modesto villaggio che Saada chiamava “casa” non era solo il suo luogo di nascita, ma anche quello dei suoi genitori e dei suoi nonni. Le abitudini e la tradizione di osservare la Torah e i suoi comandamenti erano state tramandate di generazione in generazione, anche quando vivevano sotto la severa – spesso repressiva – dominazione araba. Il viaggio verso la Terrasanta fu lungo ma toccante. Saada si stabili’ con i suoi genitori in un insediamento insieme a migliaia di altri ebrei che erano arrivati dallo Yemen, dal Marocco e dall’Algeria nel corso dell’operazione Tappeto Magico, nome con cui viene chiamata l’immigrazione di massa di quel periodo. Continua a leggere »