Rav Shlomo Wolbe | Kolòt-Voci

Tag: Rav Shlomo Wolbe

Non c’è teshuvà con la depressione

Una lezione tratta dagli insegnamenti di rav Shlomo Wolbe (1914-2005) uno degli ultimi maestri del movimento del Mussàr, che con una forte caratterizzazione psicologica, pone l’etica e i rapporti interpersonali al centro della vita ebraica

Rav Shlomo Wolbe

Rav Shlomo Wolbe

Dopo la festa di Rosh Hashana e durante il cosiddetto periodo dei “Dieci terribili giorni di pentimento”, molte persone possono cadere in un leggero stato di depressione semplicemente pensando che la data di Yom Kippùr si sta rapidamente avvicinando. Queste persone sanno bene che cosa ci si aspetta da loro, ma semplicemente sentono che non riescono a vivere seguendo le regole dettate da Dio, oppure si sono convinte che il loro livello di spiritualità sia così basso da impedire che mai le loro colpe potranno essere perdonate.

È però sicuro che il primo passo nel processo di pentimento si può concretizzare solo con il totale annullamento dei questi due concetti; è vero che ognuno viene giudicato e ritenuto responsabile delle proprie azioni, ma è altrettanto vero che nessuno può raggiungere il punto oltre il quale non si possa più correggere la propria situazione.

Continua a leggere »

Ogni figlio è un pegno

In anteprima per Kolot, un brano dal libro tradotto da rav Colombo: “Seminare e costruire nell’educazione” di rav Shlomo Wolbe, un educatore di grande sensibilità. Il libro verrà presentato giovedì a Milano nell’ambito del Progetto Kèsher

Rav Shlomo Wolbe

WolbeSe guardo il Tuo cielo, opera delle Tue dita, la luna e le stelle che Tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché Te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché Te ne curi?34 (Salmi 8, 4, 5)

Quando il re Davìd guardò l’immenso Creato chiese con stupore: “Quali meriti ha mai l’uomo perché il Signore lo abbia tanto in considerazione e lo reputi degno di un ruolo sì importante da affidargli un pikadòn – un pegno?”

Il pegno che il Signore dà all’uomo non è altro che un figlio. Quando un uomo diventa padre deve rendersi conto che ciò è una dimostrazione di fiducia da parte del Santo, benedetto sia, che crede in lui e per questo gli ha affidato un bambino da custodire e curare.

Continua a leggere »