Popolo Ebraico | Kolòt-Voci

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Riflessioni su Yeshayahu Leibowitz

Dalla rivista SeFeR dell’aprile-giugno 1995 un bel ritratto del controverso maestro il cui libro verrà presentato a Milano questo giovedì 24 febbraio (vedi sotto).

Massimo Giuliani

Da più voci Yeshayahu Leibowitz, che la morte ha sorpreso nel sonno nell’agosto dell’anno scorso (1994 NdR), è stato commemorato come il più famoso e controverso filosofo della società israeliana, come un profeta contemporaneo, come un grande spirito e una benedizione per il popolo ebraico.

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Se Israele non è lo stato del popolo ebraico

Amnon Rubinstein

Se Israele non è lo stato del popolo ebraico, allora non può chiamarsi Israele perché popolo d’Israele è sinonimo di popolo ebraico.

Se Israele non è lo stato del popolo ebraico, allora la sua Dichiarazione di Indipendenza deve essere annullata, perché parla della fondazione di uno stato per il popolo ebraico chiamato Israele.

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Percorsi fatti e questioni aperte nei rapporti ebraico-cristiani oggi

Riccardo Di Segni

Roma, 19 ottobre 2004, 5 Cheshwan 5765, presso la Pontificia Università Gregoriana

Ringrazio l’amico prof. Joseph Sievers, direttore del Centro “cardinale Bea” per gli Studi Giudaici, organizzatore di questo importante corso, per l’onore che mi ha fatto invitandomi a parlare in questa prestigiosa sede, insieme a S. Em. il card. Walter Kasper. Saluto….. e in particolare, tra il pubblico presente, le delegazioni della Commissione Vaticana per le relazioni religiose con gli ebrei e della Commissione di Rabbini capi israeliani per il dialogo Ebraico-Cristiano; delegazioni che si stanno riunendo, in un nuovo incontro, proprio in questi giorni nella villa Cavalletti vicino a Roma. E’ proprio il lavoro di queste due delegazioni uno dei segni più indicativi dei progressi compiuti nel dialogo ebraico–cristiano. Non solo per la presenza di una rappresentanza ufficiale di un organismo dello Stato d’Israele; ma anche e soprattutto per il coinvolgimento di una parte del mondo rabbinico ortodosso ad un livello che sarebbe stato impensabile ancora pochi anni fa; dal punto di vista ebraico questo è probabilmente uno dei segni più importanti, se non il più importante, di una mutata percezione rabbinica dei termini del problema. Continua a leggere »

Stato e religione

Yeshayahu Leibowitz z”l

a) Enunciati

1) Lo Stato non ha un significato intrinseco, bensì un significato esclusivamente strumentale. Detto enunciato è comune sia alla concezione religiosa (teocentrica) sia a quella umanistica (antropocentrica). Considerare lo Stato un valore è l’essenza della concezione fascista.

Lo Stato è in sé il nemico dell’uomo, costituendo, per sua stessa natura, un ingranaggio di violenza e coercizione. Non essendo altro che un siffatto ingranaggio esso non è atto a realizzare “valori” (in nessuno dei sensi in cui è adoperato il termine “valore”): ciò che ha “valore” è conseguito soltanto da uomini e non dallo “Stato” (ossia dall’ingranaggio del potere), e per conseguirlo gli uomini lottano gli uni contro gli altri nell’ambito dello Stato medesimo. Sui “valori” non v’è fra gli uomini, né può esservi, intesa; per cui lo Stato funge da campo di battaglia di lotte intestine. Continua a leggere »