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Bologna, scoperta la più antica Torah del mondo

Catalogato come modesto manoscritto del XVII secolo, in realtà era stato compilato 850 anni fa

Paolo Salom  

Era lì, in un archivio, da secoli. Quasi dimenticato. Certamente non considerato quanto avrebbe dovuto. Perché un «tesoro» come il rotolo della Torah — la Bibbia ebraica — conservato alla biblioteca dell’Università di Bologna meritava ben altro. Come ha infine compreso il professor Mauro Perani: catalogato come un modesto manoscritto risalente al XVII secolo, in realtà sarebbe stato compilato all’incirca 850 anni or sono. E dunque si tratterebbe del più antico rotolo completo del mondo. Un reperto dal valore immenso, culturale e non solo. Continua a leggere »

Non possiamo dimenticare

Paolo Salom

Ho letto con attenzione il botta e risposta tra Giorgio Israel e Luciano Belli Paci scaturito da un’intervista a Haaretz data da Gunther Grass. Ora, lasciando da parte per un attimo lo scrittore tedesco che – a me almeno – è parso tendenzioso piuttosto che “ambiguo” (non ha nulla di incerto paragonare i morti ebrei nell’Olocausto ai morti tedeschi – quanti soldati? – significa semplicemente voler confondere vittime e carnefici e dunque mondarsi del Male), vale la pena tornare sul punto in questione: la presunta (negata) sacralità, o unicità, della Shoah. Non desidero approfondire la polemica. E nemmeno scansarla dicendo che in entrambe le posizioni si possono trovare punti di verità. Credo invece che l’occasione confermi quanto sia necessario elaborare una visione condivisa di ciò che è stato. Come scrive David Bidussa nel suo saggio Dopo l’ultimo testimone (Einaudi), stiamo per entrare in un’era in cui il passato potrà vivere soltanto nei racconti registrati di persone appartenenti a un altro tempo, ormai invisibili. E la natura di questa memoria (pensiamo al vaticinio di Primo Levi) è tutt’altro che univoca, universalmente accettata, sicura.

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