Morashà | Kolòt-Voci

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Prima si bruciava il Talmud, poi l’eretico

Letture per il 9 di av … Affinché sappiano le vostre generazioni… (Levitico 19, 42)

Jehudà Nello Pavoncello (z”l)

Il 9 settembre 1953 si compivano quattro secoli dal giorno in cui venne dato alle fiamme il Talmud pubblicamente in Piazza Campo di Fiori a Roma, dove alcuni anni dopo verrà arso vivo il marrano Josef Saralvo e dove dopo più di mezzo secolo subirà la stessa sorte il pensatore e filosofo Giordano Bruno (v. «dai Canti d’Israele in Italia» a cura di Sh. Bernstein, Gerusalemme 1939 (in ebraico), pp. 47-53). In Italia quella data passò pressoché inosservata, né i giornali e le Riviste allora esistenti ne fecero parola. Non così avvenne in Erez Israel, dove la nefasta data non passò sotto silenzio. In quell’anno, infatti, lo studioso e bibliografico A. Ja’ari, dava alle stampe un volumetto, in lingua ebraica, dal titolo: «Il rogo del Talmud in Italia nel compiersi 400 anni dall’accaduto», nel quale raccoglieva tutto il materiale storico, liturgico e letterario sull’argomento. Questo volumetto mi è stato di guida e di grande aiuto nella compilazione del presente articolo, che altra pretesa non vuole che portare a conoscenza di un pubblico ignaro della lingua ebraica e che non ha la fortuna di leggere i testi nella sua forma originale, i fatti e l’accaduto.

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Un libro di preghiere speciale

Il rabbino capo di Roma nella sua introduzione al nuovo siddùr di Morashà sottolinea l’importanza della lingua ebraica

Riccardo Shmuel Di Segni

Sfogliando alcuni libri popolari, come le haggadòt stampate nei secoli scorsi in Italia, si rimane stupiti da una strana cosa: accanto al testo originale c’è la traduzione, in italiano o ladino, ma i caratteri in cui è scritta sono ebraici. A quei tempi c’erano persone che avevano difficoltà a capire l’ebraico dei rabbini, la lingua che parlavano era quella locale, ma l’alfabeto che più conoscevano era quello ebraico; o perlomeno si considerava come una sorta di desacralizzazione l’uso di un altro alfabeto in un libro sacro.

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Presentazioni di libri

Centro di Cultura Ebraica – Adei – Libreria Kiryat Sefer

Serata con Ester Di Segni e Anna Arbib in occasione della pubblicazione del libro di Aliza Lavie: “Le preghiere della donna ebrea” di Morashà

La forza della preghiera femminile

Domenica 19.12.2010 ore 20.30 – Bet Shmuel – Via Garfagnana 4 – Roma Continua a leggere »

Il miracolo di Chanukkà non era nell’olio ma nella traccia nascosta che è in ogni ebreo

Dopo il video dei ragazzi di Yeud.im (se non lo vedi clicca qui), un brano tratto dal Sèfer Hatodaà – Il ciclo dell’anno ebraico Vol. 1, pubblicato da Morashà.

Approfondimenti su Chanukkà

Perché era necessario che accadesse il miracolo dell’olio? La Torà non stabilisce forse che si è esenti dall’obbligo di compiere una mitzvà se a impedirlo intervengono circostanze oltre il proprio controllo? Inoltre, perché il miracolo ebbe una portata limitata? Non avrebbero, invece, potuto scoprire miracolosamente una quantità d’olio sufficiente per tutti gli otto giorni?

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Le preghiere della donna ebrea

Le Preghiere della donna ebrea

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Machazòr di Rosh Hashanà

Indispensabile per gli ebrei tripolini, libanesi, egiziani!

Machazòr di Rosh Hashanà

Rito sefardita orientale con traduzione italiana a fianco

Disponibile presso le librerie: Kiriat Sefer (Roma), Davar e Claudiana (Milano).

Mishnà: Pubblicato Bavà Metzià

Un nuovo trattato, il sedicesimo, è stato pubblicato nell’ambito della nuova edizione italiana della Mishnà curata dall’Assemblea Rabbinica Italiana con il contributo e il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. La Mishnà (o Torà Orale) consiste nella grande e sistematica raccolta di insegnamenti dei Maestri dell’ebraismo, tramandati dapprima oralmente e poi messi per iscritto da Rabbi Yehudà Ha-Nasì alla fine del Secondo secolo. Nel Progetto sono coinvolti numerosi rabbini e studiosi di lingua italiana che vivono sia in Italia che in Israele e negli Stati Uniti d’America. Il Progetto, nato nel 2000, ha registrato un notevole successo presso le famiglie e le scuole ebraiche. In particolare, la nuova edizione italiana riscuote molta popolarità fra i giovani, che apprezzano l’ottima grafica e l’allestimento tipografico opera degli editori David Piazza (Morashà) e Ghidon Fiano (Lamed).

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