Lev Chadash | Kolòt-Voci

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Picchiata dalle compagne di scuola musulmane perché ebrea

Belgio: Aggredita e malmenata bambina di 13 anni da compagni di scuola al grido di “sporca ebrea”. Sotto invece trovate la minacciosa smentita di Lev Chadash al Kolot del 25/11 (clicca).

Emanuel Baroz

Bruxelles, 22 Novembre 2011 – Grande sconcerto in Belgio per l’aggressione antisemita subita venerdì scorso intorno alle ore 16:00 da una bambina di religione ebraica da parte di alcune sue compagne di scuola. Océane Sluijzer, 13 anni, aveva appena finito il suo allenamento presso il centro sportivo di Neder-Over-Heembeek, a nord di Bruxelles,quando è stata aggredita da cinque ragazze di origine marocchina più grandi di lei che l’hanno insultata al grido di “sporca ebrea” colpendola poi con almeno due schiaffi. Océane ha tentato invano di fuggire. Afferrata dalla banda di ragazze, è stata picchiata dopo aver sentito ripetere: “Sta’ zitta, sporca ebrea e torna al tuo paese.” La notizia è stata riportata dal giornale «La Dernière Heure».

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Atene e Sparta

Chi piange e chi non ride. Da una parte si discute su una sedicente rabbinessa ortodossa, dall’altra la congregazione riformata di Milano, Lev Chadash vive la sua prima spaccatura.

Riccardo Di Segni

La Gialappa’s band ha chiesto pubblicamente scusa per aver usato la parola “rabbino” come sinonimo di “tirchio”. Un uso evidentemente improprio e offensivo. Ma in altra forma, forse non offensiva, ma certamente impropria e perlomeno equivoca, si fa ampio uso anche da noi della parola rabbino. Dovrebbe essere chiaro che questo titolo compete a chi ha svolto un determinato percorso di studi e che si comporta coerentemente. Esistono tante scuole e tante regole, dentro e fuori dell’ortodossia, per cui dire rabbino spesso non basta.

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Unità e identità – Intimazioni e questioni di metodo

Ugo Volli

Mi sembra che la discussione su gli effetti dell’Unità sul mondo ebraico italiano suggerisca ancora una piccola riflessione: di metodo, questa volta. Chi l’ha seguita ha letto due intimazioni a non discutere di certi argomenti perché le parole che venivano usate per descriverle erano sbagliate: David Bidussa se l’è presa con l’uso del termine “identità”, sostenendo a torto che fosse un concetto solo contemporaneo: Anna Foa ha squalificato ogni discussione sull'”assimiliazione”.

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Identità ebraica forte ma attenta ai deboli

Bruto è uomo d’onore. Volli prima viene in soccorso di rav Di Segni, poi lo bacchetta. Ritorna il mito dei “pochi ma buoni”.

Ugo Volli

Il dibattito sugli effetti dell’emancipazione e dell’unità d’Italia sull’ebraismo italiano mi sembra richiedere qualche precisazione. Bisogna innanzitutto sforzarsi di uscire da questioni puramente verbali. Il problema non è certo se l’uscita dai ghetti potesse essere inquadrata a metà dell’Ottocento in termini di identità, di nazione o magari della wittgensteiniana “forma di vita”, ma se noi possiamo comprendere oggi quel che è accaduto, sulla base delle migliori categorie di cui disponiamo, buone o vecchie che siano.

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Il paese delle meraviglie

Continua il dibattito su riformati e Comunità ebraiche in Italia

David Piazza

Il pacato e rassicurante intervento su Kolot del 19/11 di Ugo Volli, presidente della sinagoga milanese riformata Lev Chadash, colpisce non tanto per le omissioni e le reticenze riguardo il suo movimento, quanto perché contraddice un principio che è alla base di ogni novità che si presenta su un palcoscenico già calpestato da vecchi attori, cioè quello della differenziazione. Come direbbe Veltroni, ogni novità deve portare portare una discontinuità. Continua a leggere »

Non siamo un’altra religione

L’intervento del presidente di Lev Chadash sul dibattito su riformati e Comunità italiane

Ugo Volli

Caro Piazza, come presidente della più vecchia e maggiore sinagoga riformata italiana, Lev Chadash di Milano, sento il dovere di intervenire nel dibattito che avet aperto con Claudio Canarutto. Non voglio entrare in grandi temi storici, filosofici e teologici, che meritano maggiore pacatezza e tranquillità, ma solo in quella che tu chiami “noioso problema istituzionale”.

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Vuoi diventare ebreo con i riformati? 300 Euro, anche a rate

Dal sito di Rabbi Barbara Aiello

Requisiti per chi vuole diventare ebreo:

• Avere due colloqui con rav Barbara Aiello, il primo all’inizio delle lezioni e l’altro prima del termine delle lezioni. Continua a leggere »