Davide Levy | Kolòt-Voci

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Perché le ONG europee e la Croce Rossa sono i reali nemici in Israele

L’autore scopre che la Terra promessa ha un problema tedesco

Tuvia Tenenbom – Traduzione Davide Levy

Tuvia TenenbomIl mio vero nome, per quelli che mi conoscono con altri nomi, è Tuvia. Sono nato in una comunità ebraica estremamente anti-sionista, ultra-ortodossa in Israele conosciuta come “Hazon-Ishnikes”, tra gente che è certa che loro sono il popolo più vicino a Dio e che loro sono gli unici suoi rappresentanti sulla Terra. Mettiamola facile, sono nato nell’élite dell’élite dell’ebraismo religioso odierno. Seguendo i passi dei miei avi, una lunga serie di rabbini, nella mia gioventù ho passato ogni momento da sveglio studiando le regole di Dio. Vero, la vita non era sempre perfetta, specialmente nei mesi estivi quando la temperatura raggiungeva i 100 gradi (fahrenheit, circa 40 gradi Celsius n.d.t) e dovevo andare in giro con quello che i miei maestri mi insegnavano essere i “vestiti ebraici”, un cappotto di lana nero e un cappello pesante, ma oltre a questo, onestamente, la vita era non meglio che perfetta.

Ma poi, in un freddo giorno invernale, ho avuto nelle mie mani tutti i tipi di libri e immagini e ho trovato che mi avevano mentito. I nostri vestiti neri da “ebrei” mi facevano spaventosamente sembrare come i nobili non ebrei polacchi e i borghesi austriaci di due secoli fa; la glorificazione nella nostra comunità delle vergini era più in linea con le idee nelle società islamiche; e il modo in cui i miei rabbini mi prevenivano da ogni interesse verso la sessualità, “tu non devi mai guardate le femmine” mi ricordavano sempre, mi sembrava più di radice cattolica che ebraica.

In linea con la mia natura di rappresentante di Dio, ho consultato il cielo e ho lasciato il movimento ultra ortodosso. Mi sono unito al mondo Modern Orthodox e, nel processo, sono diventato un fervente sionista di destra. E con il passare di qualche anno mi sono arruolato nell’esercito israeliano. Come soldato, mi sono sentito un vero padrone. Guidavo carri armati nel deserto e portavo un grosso fucile d’assalto quando ero in città. Un giorno, quando camminavo nelle strade di Gerusalemme, credendo di essere il Re David della bibbia, i miei occhi incontrarono quelli di una ragazzina araba vestita in un lungo vestito bianco che stava sul tetto della sua casa. Lei stava là, in piedi e fiera. Mi guardò e poi cantò una piacevole canzone in arabo che catturò il mio cuore e la mia mente. La guardai anche io, una estrema bellezza, con una voce da angelo e mi innamorai di lei di colpo. La sua canzone, conclusi immediatamente, era molto più pericolosa di ogni mio proiettile.

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In democrazia

Davide Levy

Vorrei anch’io commentare tutto ciò che sta succedendo intorno alla candidatura di Sharon Nizza nelle liste del PDL in quanto ho dato spazio, in una pagina di Facebook che gestisco, alla lettera che invitava a non votarla. Ovviamente, ho dato anche spazio alla replica della suddetta. Pensavo che la cosa finisse lì, invece si sono scatenate le polemiche fuori e dentro la mia pagina. Perché?

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