Carlo Panella | Kolòt-Voci

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Antisemitismo islamico

Carlo Panella

Una consolidata tradizione storiografica vuole che gli ebrei nei paesi islamici abbiano sempre trovato una tolleranza e uno standard di vita incomparabilmente migliori, rispetto a quello dei paesi cristiani. Suffragata da documenti storici che -al di fuori di quelli della Genjza del Cairo- riguardano palesemente strati superiori delle comunità ebraiche (ricchi mercanti e rispettati rabbini in testa), questa tradizione configge radicalmente con la memoria storica di cui sono ancora oggi portatori gli ebrei sefarditi scacciati negli ultimi cinquanta anni dai paesi arabi. Continua a leggere »

L’alleanza Hitler-Sion

Piccola ma significativa antologia dell’antisemitismo arabo

Carlo Panella

L’ebreo può uccidervi e prendere il vostro sangue per impastare il suo pane sionista. Questa realtà apre davanti a noi una pagina ancora più orribile del crimine in se stesso: le credenze religiose degli ebrei e le perversioni che contengono, che si impiantano su un odio cupo verso tutto il genere umano e tutte le religioni”. Sarebbe bene leggere queste frasi deliranti prima di ognuna delle commemorazioni pubbliche della Shoah. Perché non sono state scritte settant’anni fa, sono state scritte oggi. Non sono di Adolf Hitler né di un fanatico cattolico dell’Ottocento convinto dei riti di “sacrificio umano” degli ebrei. Sono le parole di un leader arabo di un paese cui la diplomazia di molti Stati, purtroppo anche quella italiana, riconosce un’evoluzione moderata. Sono frasi del libro “Il pane azzimo di Sion”, pubblicato nel 1983 da Mustafa Tlas che, dal 1972, è l’uomo forte del regime siriano, che da allora, ininterrottamente è ministro della Difesa baathista della Siria, che garantisce oggi al presidente Beshar al Assad la fedeltà al regime delle forze armate. Con orgoglio la stampa siriana ricorda sovente che questo libro è un best seller. Con altrettanto orgoglio più di un serial televisivo ha tratto ispirazione da queste pagine: in una fiction si vede un povero arabo legato come un salame su un tavolo da cucina, circondato da famiglie di ebrei dal naso adunco che stanno per ucciderlo con coltellacci per usare il suo sangue per riti immondi. Continua a leggere »