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Il Ben Ish Chay: Il rabbino di Bagdad che voleva far studiare le donne

Il domenicale di Kolòt

Alberto M. Somekh

Ben Ish Chai“Vi sono due tipi di Decisori. C’è chi viene interrogato su un certo argomento e si dà da fare per consultare i libri di tutti gli autori precedenti, dai più antichi ai più recenti, al fine di conoscere l’opinione di ogni singolo Chakham che già si sia espresso sul tema oggetto della sua interrogazione. Questa è la via migliore. Primo, perché se trova anche solo un altro Chakham che la pensi come lui si troverà a dare una risposta condivisa e non sarà più “giudice unico” (Avot 4,8). In secondo luogo, per quanto egli sia dieci volte superiore all’autore di quel Responso precedente, può sempre capitare di trovarvi qualche fonte, argomentazione o ispirazione alla quale egli altrimenti non sarebbe mai pervenuto. A questa via si attengono i Chakhamim Sefarditi nei loro Responsi e Decisioni. Di essi è detto: “Si spargano le tue fonti al di fuori” (Mishlè 5,16).

Con queste parole R. Yossef Chayim di Baghdad (1834-1909) introduceva la raccolta dei suoi Responsi Rav Pe’alim. Per la scuola che egli rappresentava la letteratura halakhica non è semplicemente un repertorio di precedenti giuridici ai quali di volta in volta appellarsi, ma piuttosto un’attività intellettuale nel senso più elevato del termine. Affinché il Responso divenga un contributo originale allo sviluppo del diritto ebraico, è necessario che l’autore consulti tutto ciò che è già stato scritto in materia anche nel mondo ashkenazita. Ecco che i Chakhamim dell’Iraq in particolare, aprendosi alla cultura rabbinica europea, diedero ulteriore impulso a quell’universalismo di vedute che da secoli contraddistingue l’elaborazione della Halakhah nelle Comunità sefardite.

La Comunità Ebraica di Babilonia è probabilmente la più antica fuori da Eretz Israel, risalendo alla distruzione del primo Santuario (586 a.E.V.; 2Melakhim 24, 13-14). Settant’anni più tardi, quando agli Ebrei fu concesso il permesso di ritornare in Eretz Israel e ricostruire il Tempio non tutti fecero ritorno. Per tutta l’epoca del secondo Bet ha-Miqdash la Comunità di Babilonia fu grande quanto quella di Eretz Israel e godeva di autonomia locale. Allorché i Romani, con i loro decreti, colpirono duramente lo studio della Torah in Eretz Israel, fiorirono le Yeshivot in Babilonia che divennero per secoli il centro spirituale di tutto il mondo ebraico. Nel 1070 fu fondata a Baghdad una grande Yeshivah, che lentamente prese il posto di quelle più antiche. Un secolo più tardi, il viaggiatore Beniamino da Tutela narrava che vivevano in pace a Baghdad 40.000 Ebrei, fra cui numerosi dotti e ricchi. Continua a leggere »