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Se Tish’à Beàv cade di shabbàt (aggiornato)

Alberto Moshe Somekh

9 avQuest’anno la data del 9 Av (Tish’ah be-Av) viene a cadere di Shabbat, giorno in cui sono in linea di massima proibiti il digiuno e molte manifestazioni di lutto. Ciò comporta dover spostare tali osservanze in altro giorno. A deroga del principio generale per cui si tende ad attuare le Mitzwòt prima possibile e quindi ad anticipare, nel nostro caso il Digiuno viene posticipato al giorno successivo, domenica 10 Av. Il motivo addotto dai Maestri è che “non si anticipa mai una punizione” per subire la quale c’è sempre tempo. Questa evenienza crea di fatto due serie di particolarità: 1) quelle legate alla posticipazione del Digiuno al giorno dopo e 2) quelle legate al fatto di osservare il Digiuno a Motzaè Shabbat. Ma vediamo le principali ad una ad una.

Secondo l’opinione prevalente non sono quest’anno in vigore le restrizioni da osservarsi nella settimana in cui cade il 9 Av a partire da Motzaè Shabbat precedente fino a dopo il Digiuno, sebbene la data del 9 Av cada essa stessa di Shabbat e quindi a rigore dovrebbe trovarsi a conclusione di quella settimana. In realtà la Halakhah viene stabilita in modo facilitante: osservandosi il Digiuno di domenica si considera sotto questo profilo come se il 9 Av fosse appunto domenica e non Shabbat: all’inizio, dunque, e non alla fine della settimana. Ne consegue che quest’anno  i Sefaraditi potranno radersi, tagliarsi i capelli, lavarsi completamente con acqua calda, fare il bucato ed indossare abiti di bucato fino al venerdì pomeriggio, vigilia di Shabbat Chazòn 9 Av (gli Ashkenaziti, invece, usano rigore nel radersi e tagliarsi i capelli per tutte tre le settimane, e nel bagno e bucato a partire da Rosh Chòdesh).

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Il digiuno della frattura

Domani, dall’alba a sera, gli ebrei digiunano per il 17 di Tamuz che apre il periodo di lutto che si conclude con il digiuno del 9 di Av.

Riccardo Di Segni

Tamuz è un mese ebraico estivo. Il nome non è originariamente ebraico, deriva dalla lingua babilonese, che con lo stesso nome indicava un suo dio. Era il dio che con la sua morte e resurrezione in qualche modo rappresentava la ciclicità della natura. Le donne ne piangevano ritualmente la morte nel mese a lui dedicato, forse il giorno 18, e questo uso pagano si era radicato anche tra gli ebrei, alla vigilia della distruzione del primo Tempio, scatenando la riprovazione del profeta Ezechiele (8:14).

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Israele: Quanti osservano il 9 di av?

Secondo il sondaggio Ghesher-Ynet, su 550 intervistati, il 22% dichiara di digiunare e ben il 52% comunque non esce con gli amici quella sera. Peraltro la legge israeliana che vieta l’apertura dei locali è considerata dal 18% una forma di “costrizione religiosa”.

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Le tre settimane di fuoco

Con il digiuno di oggi, quello del 17 di Tamuz, inizia un periodo di lutto e di restrizioni che durerà fino al giorno dopo il digiuno del 9 di av (29-30 luglio, quest’anno). Le istruzioni per l’uso dell’Ufficio Rabbinico di Roma.

“Così dice il Signore delle schiere il digiuno del quarto mese (il 17 di Tammuz) e il digiuno del quinto mese (il 9 di Av) e il digiuno del settimo mese (il digiuno di Ghedalià) e il digiuno del decimo mese (il 10 di Tevet) diverranno per la casa di Giuda fonte di gioia e di allegria e ricorrenze buone; e voi amate la verità e la pace.” (Zaccaria 8, 19)

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