Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

La Corte di Giustizia chiude gli occhi davanti al pluralismo religioso dell’Europa di oggi?

Giorgio Sacerdoti

Lasciano perplessi, anzi preoccupati, le due sentenze della Corte di giustizia europea di Lussemburgo del 15 luglio che, come riferito anche dal Corriere del giorno successivo sotto il titolo “si può vietare il velo al lavoro,” ha sancito che “il divieto di indossare sul luogo di lavoro qualsiasi forma visibile di espressione delle convinzioni politiche, filosofiche o religiose può essere giustificato dall’esigenza del datore di lavoro di presentarsi in modo neutrale nei confronti dei clienti o di prevenire conflitti sociali”.

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28 Lug 2021 Comunità Ebraiche

Tsad Kadima: insieme per vincere

Claudia De Benedetti

“Quando Yoel è nato, nel 1994, nel giro di un anno abbiamo capito che la cerebrolesione lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Abbiamo cercato il migliore modo per aiutarlo a crescere, due anni dopo abbiamo trovato Tsad Kadima” Così Alessandrìo Viterbo racconta il suo impegno instancabile per l’associazione fondata più di trent’anni fa da un gruppo di genitori israeliani che avevano sentito parlare del metodo ungherese Peto per la cura delle lesioni cerebrali fin dalla nascita. I primi studenti sono partiti per Budapest e tanta strada è stata percorsa: dopo il centro di Rishon LeZion, nuovi centri piccoli e grandi sono nati in tutta Israele: dagli asili nido, agli asili, alle scuole, ai centri diurni, alle residenze per giovani. Ovunque vengono accolti bambini e ragazzi di ogni credo e provenienza, con il solo obiettivo di garantire a loro e alle loro famiglie strumenti di eccellenza, attrezzature speciali, piscine terapeutiche, software all’avanguardia. Yoel vive una vita limitata sul piano fisico ma molto ricca sotto tutti gli altri punti di vista. Ogni settimana trascorre una notte in compagnia dei suoi coetanei in una casa appositamente attrezzata.

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27 Lug 2021 Comunità Ebraiche

In ogni crocevia della storia c’è un ebreo: grazie, Arturo Schwarz

Libraio, editore, mercante, collezionista ed esegeta di Marcel Duchamp, nonché poeta errante poliglotta. È stato un campione del pensiero laico e indipendente. Il ricordo di Gian Enzo Sperone

Gian Enzo Sperone

I fili imperscrutabili che legano le vite degli umani sono per l’appunto imperscrutabili. Da bambino frequentavo diligentemente l’oratorio della mia parrocchia, del resto che altro c’era da fare alla fine degli anni ’40 in un’Italia distrutta dalla guerra, in cui solo la chiesa cattolica aveva mantenuto quasi intatta la sua organizzazione e la sua rete di pastori d’anime. Chiedevo dopo la messa al teologo: Che cos’è il mistero della Trinità? Per sentirmi rispondere dal buon dottore della scienza di Dio: «Ma è un mistero o no? E allora cosa vuoi che ti risponda?».

Negli stessi anni Arturo Schwarz era ancora al Cairo (in Egitto era nato nel 1924, ebreo tedesco il padre, madre italiana) dove se l’era vista brutta, bruttissima. Incarcerato e seviziato prima di accedere alla forca cui era stato condannato per attività politica, sovversiva e «prima di farsela nei pantaloni» (parole sue) con il cappio già al collo, tramortito dallo strazio, aveva assistito incredulo al primo miracolo, forse l’unico della sua vita di ateo: era arrivata la grazia e insieme l’espulsione dall’Egitto. Da allora non avrebbe mai più indossato una cravatta.

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26 Lug 2021 Comunità Ebraiche

L’ascolto, la visione e la parola

Parashà di Vaetchannàn

Rav Scialom Bahbout

La Parashà di Vaetchannan, la prima che leggiamo subito dopo l’invito della conquista della Terra promessa in cui Israele avrebbe dovuto stanziarsi e applicare la Torà,  contiene aspetti importanti delle leggi che avrebbero regolamentato la vita del popolo nella Terra promessa. In questo non è certamente unica, ma ciò che la caratterizza è che in essa troviamo due dei brani più importanti della Torà, intesa come legge e come pensiero cui deve ispirarsi la vita del singolo e della società ebraica: il Decalogo e lo Shemà’.  Non c’è dubbio che la rivelazione del Decalogo rappresenti il momento più significativo nella vita dell’ebreo e del Mondo; tuttavia la tradizione ha riservato proprio allo Shemà’ un ruolo preminente nella giornata dell’ebreo: la sua lettura per due volte al giorno e la sua declamazione nei momenti più importanti della vita: al risveglio e nel momento della morte. Di fatto lo Shemà’ rappresenta la quintessenza dell’identità ebraica, la dichiarazione di fede dell’ebreo.

Nel Tempio di Gerusalemme ogni mattina si leggevano prima i Dieci comandamenti e poi lo Shemà’. Da quando una setta, sorta nel senso del popolo ebraico, iniziò a predicare che il solo Decalogo era di origine divina e non il resto della Torà, i Maestri decisero di eliminarne la lettura e di lasciare solo allo Shemà’ il ruolo di preghiera simbolo della Torà: questo il motivo per cui i Maestri esclusero la lettura del Decalogo dalle preghiere quotidiane.

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23 Lug 2021 Comunità Ebraiche

I preservativi Fromm e i nazisti

Erano stati inventati da un ebreo. Vennero espropriati dal regime per una cifra risibile. Cartoncini per i timidi: «Vorrei una scatola di Fromm»

Ancora dopo il ’68. In farmacia in Germania si chiedeva discretamente «ein Frommie», un pacchetto di preservativi con i tradizionali colori giallo e rosso. Le generazioni passano, e i nomi scompaiono, ma sono sempre in vendita con il nome «Mapa». E’ un paradosso del III Reich: i Fromm erano un’invenzione ebrea, un prodotto immorale che minava la società tedesca, e sabotava l’ordine di Hitler di produrre figli maschi per l’esercito che avrebbe conquistato il mondo, ma era un’azienda che guadagnava milioni di marchi, e la espropriarono. Una piccola storia nella grande storia raccontata dallo storico Gütz Galy con il giornalista Michael

Sontheimer nel saggio Fromms.Wie der jüdische Kondomfabrikant Juius F. unter die deutschen Raüber fiel, «Come il fabbricante ebreo di preservativi Juiu F. cadde vittima dei predoni tedeschi» (Fischer Verlag; 224 pag.; 19,90 euro).

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22 Lug 2021 Comunità Ebraiche

Parigi, 16 luglio 1942: il rastrellamento del Velodromo d’Inverno

Giorgio Giannini

Nel giugno 1940, dopo poche settimane di guerra, la Francia è sconfitta dai nazisti. La parte settentrionale è occupata militarmente dai tedeschi mentre nella parte meridionale si costituisce uno stato collaborazionista, con capitale la cittadina termale di Vichy (per cui è chiamato Regime di Vichy), di cui è presidente il Maresciallo Philippe Pétain (eroe della Prima guerra mondiale) e primo ministro Pierre Laval. Il 21 settembre 1940 un’ordinanza nazista dispone il censimento di tutti gli ebrei francesi, anche nello stato fantoccio di Vichy, dove è incaricato di eseguire il provvedimento l’ispettore di polizia André Tulard. In pochi mesi tutti gli ebrei sono schedati, con l’indicazione della loro professione e del loro indirizzo, in un lungo elenco, chiamato Dossier Tulard. 

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20 Lug 2021 Comunità Ebraiche

Gli Ebrei in Sardegna. Ogni sardo ha del sangue ebreo che scorre nelle sue vene

Giuliana Mallei

Con la deriva fondamentalista islamica, si sta nuovamente parlando di antisemitismo. Quest’ultimo è un atteggiamento di intolleranza nei confronti del popolo ebraico, anche se le popolazioni semitiche sono tutte quelle che linguisticamente sono collegate al comune ceppo linguistico semitico: Ebrei, Arabi, Cananeo-Fenici, Maltesi, Cartaginesi. Anche qui in Sardegna non è raro incontrare persone che mantengono un atteggiamento di disprezzo nei confronti degli Ebrei; eppure tutti i Sardi hanno parecchio sangue ebraico nelle loro vene. I popoli semitici, lungo i secoli, hanno spesso raggiunto la Sardegna, pensiamo ai Fenici e ai Cartaginesi, e qui hanno sempre trovato accoglienza. Le notizie documentarie attestanti la presenza degli Ebrei in Sardegna partono dal I secolo d.C con lo storico Giuseppe Flavio, poi ne parla Svetonio (75 – 150 d.C), quindi Tacito (114 d.C) e Dione Cassio (II – III secolo d.C.).

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19 Lug 2021 Comunità Ebraiche