Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

“Quelle telefonate alle 3 di notte”, così Netanyahu convinse Pfizer a puntare su Israele come vetrina

Il Ceo Bourla rivela: ho parlato con diversi capi di Stato ma abbiamo scelto il paese ebraico non solo perché come altri ha popolazione ridotta e un eccellente sistema sanitario, ma anche per il livello di digitalizzazione con pochi confronti. E, dice, “per l’ossessione del premier: mi avrà chiamato trenta volte”

Sharon Nizza

In un’intervista esclusiva alla stampa israeliana giovedì, il Ceo di Pfizer Albert Bourla ha raccontato come si sono evoluti i contatti che hanno portato Israele a diventare una sorta di vetrina mondiale per l’efficacia del vaccino. “Cercavamo un Paese che avrebbe potuto dimostrare all’umanità l’impatto del vaccino sugli indici di salute ed economici” ha spiegato alla conduttrice Yonit Levy di Channel 12. “Ho parlato con diversi capi di Stato e Netanyahu mi ha convinto che in Israele avrei trovato tutte le condizioni necessarie”. Una popolazione relativamente ridotta (9,3 milioni di abitanti) e un eccellente sistema sanitario, non sono un unicum. Le peculiarità di Israele che si sono rivelate determinanti nella scelta di avviare la collaborazione, secondo Bourla, sono la digitalizzazione del sistema sanitario “che non molti Paesi hanno a questo livello”, la prontezza del Paese nella gestione delle emergenze per via della costante minaccia in cui vive e “l’ossessione di Netanyahu, che francamente mi ha colpito molto”.

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16 Mar 2021 Comunità Ebraiche

Decade il Consiglio della Comunità Ebraica di Milano

Il comunicato della lista “Milano Ebraica” e a seguire quello della lista “Wellcommunity”

Milano Ebraica

Milo Hasbani

Non ho parole. Ancora una volta al posto di dialogare si consegnano le dimissioni e questo in un momento difficilissimo per tutti senza il minimo senso di responsabilità. Così avevo iniziato la mia lettera domenica scorsa in risposta alle dimissioni di WellCommunity giunte solo al Consiglio.
Nel comunicato pubblicato da WC questa mattina manca però una parte importante presente in quello di settimana scorsa, che è stato omesso e che ritengo fondamentale riportare, per comprendere le motivazioni che stanno dietro questo scellerato gesto. Così scriveva Wellcommunity:

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15 Mar 2021 Comunità Ebraiche

Appello per le famiglie in difficoltà a Roma

Riccardo Pacifici

Shavua Tov APPELLO PER PESACH.
Care amiche e cari amici, ricevo questo appello dalla Deputazione Ebraica di Assistenza per organizzare distribuzione dei pacchi di Pesach.
Ringrazio personalmente tutti gli operatori del comparto Kosher della nostra Comunità che operano in silenzio e fuori dai riflettori per aiutare noi tutti a compiere questa importante mitzvà alla vigilia di Pesach.

Ecco l’appello:

La spesa minima per permettere ad una famiglia di tre/quattro persone di poter far la spesa di Pesach per otto giorni è di circa 300 euro (stima media a ribasso). Le famiglie da sostenere sono circa 300 (nuclei famigliari di uno fino a cinque persone e più) La Deputazione si farà carico di questa cifra, anche quest’anno ma con molta difficoltà. Aiutateci ad aiutare a far mettere in tavola un po’ di più che solo Matzot e vino. Grazie!! Tizkù le Mitzvot. Pesach Casher ve Sameach.
La Deputazione Ebraica di Assistenza Sociale

14 Mar 2021 Comunità Ebraiche

Shabbàt: il vero precetto del ricordo in tempo di pandemia

Parashà di Vayakkèl-Pekudè – Hachòdesh

Rav Scialom Bahbout

Mosè convocò tutta la radunanza dei figli d’Israele, e disse loro: ‘Queste sono le cose che l’Eterno ha ordinato di fare. Sei giorni sarà fatta Melakhà (lavoro creativo), ma il settimo giorno sarà per voi un giorno santo, un sabato di totale cessazione (dal lavoro), consacrato all’Eterno. Chiunque farà Melakhà (lavoro creativo) in esso sarà messo a morte. Non accenderete fuoco in alcuna delle vostre abitazioni il giorno del sabato. (Esodo 35: 1- 3)

Il sabato viene ricordato non meno di 15 volte nella Torà in contesti diversi. In questo caso il rapporto è chiaro: l’imminenza della costruzione del Tabernacolo necessitava di una dichiarazione chiara e univoca. La costruzione del luogo in cui il popolo doveva incontrare il Signore avrebbe potuto far pensare che era più importante dell’osservanza del sabato: questa dichiarazione  (come la precedente fatta alla fine della descrizione del progetto del Tabernacolo in Esodo 31: 12 -17)) dimostra che la santità del sabato ha la precedenza sulla costruzione del luogo che per definizione potremmo considerare il più sacro. 

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12 Mar 2021 Comunità Ebraiche

La Bolkenstein e gli ebrei romani ambulanti

Soluzioni intelligenti cercasi

Emanuele Calò

Frits Bolkestein, padre della normativa che viene chiamata col suo nome, si avvia ormai verso la novantina, ma anche la sua figliuola politica (Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno) non è di primo pelo. Questo significa che il tempo per agire c’è stato. Qual è l’oggetto cui ci si riferisce? Si tratta: a) del commercio su aree demaniali e, in ogni caso, pubbliche, b) di un nucleo di lavoratori da identificare e definire, c) delle possibili soluzioni, ammesso che ve ne siano.

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11 Mar 2021 Comunità Ebraiche

Il prete caritatevole che aiutò… i nazisti a scappare

A Termeno la prima tappa degli assassini degli Ebrei

Passarono da Termeno molti nazisti ricercati come criminali di guerra, in fuga dal Reich devastato e sconfitto, indirizzati in quel comune dal vicario della diocesi di Bressanone Alois Pompanin, per ricevere nuovi documenti di identità. Forse qualcuno fece un’ altra tappa – così alla fine degli anni Cinquanta René Preve Ceccon il segretario, anzi il federale del Msi trentino, raccontava al giornalista Massimo Infante capo servizio della redazione del giornale Alto Adige di Trento – anche nei silenti edifici del Seminario Minore. Poi alcuni si imbarcarono a Genova per sparire nell’America del Sud mentre quelli che provenivano dalle Waffen-SS o dalla Luftwaffe, comunque dalla Wehrmacht, presero la via dell’ Egitto o della Siria perché agli arabi interessava avere istruttori militari tedeschi per affrontare lo Stato di Israele. Qualcuno venne accolto negli Stati Uniti; era l’epoca della “guerra fredda” e agli americani serviva l’ esperienza dei soldati germanici che sapevano “trattare” i russi.

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10 Mar 2021 Comunità Ebraiche

Mara, una vita dietro le quinte del cimitero ebraico

Di solito non ci piace parlare di ebrei morti, ma per questa volta faremo un eccezione (Kolòt)

Pietro Marino

Dall’inizio di Via delle Vigne possiamo scorgere sulla linea dell’orizzonte, a chiudere la strada per la quale ci siamo incamminati, un imponente cancello di metallo incorniciato da pesanti pietre granitiche, poste lì quasi a voler incutere timore a chi si arrischi ad avvicinarsi: ci troviamo di fronte all’ingresso delcimitero ebraico di Ferrara. Se pure a prima vista possa dare l’impressione di trovarsi di fronte a un luogo inespugnabile, il cui ingresso sia riservato ai soli autorizzati, non ci si deve lasciare scoraggiare: dietro quel portale si celano, in realtà, prati fioriti, intrecci di rami, lapidi semplici e maestose che fanno di questo rettangolo di terra al lato delle mura estensi un piccolo scrigno pieno di meraviglie da scoprire.

Dimentichiamo, allora, la nostra prima impressione, l’ingresso maestoso e il timore riverenziale, volgiamo lo sguardo verso quella porta sulla destra, e iniziamo a sentirci in un luogo più famigliare. Sulla porta è appeso un cartello“Per visitare il cimitero ebraico suonare il campanello della custode”: come quando si deve fare visita ad un amico, ad un parente, per entrare nel cimitero ebraico suoniamo il campanello. Ad aprirci è un’anziana signora e, di nuovo, non ci si deve lasciare intimorire dalla sua apparente riservatezza, in realtà basta trattenersi un po’ con lei per scoprire i segreti di una vita, di trent’anni vissuti come custode di questo angolo di storia. E così abbiamo deciso di fare oggi, intrattenendoci ad ascoltare le parole di chi a vissuto il cimitero ebraico da dietro le quinte.

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9 Mar 2021 Comunità Ebraiche