Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

Ruth Dayan, mia nonna

Su com’e stato strano essere nipote di un personaggio della storia.

Assia Neumann Dayan

Venerdì ho letto su internet che mia nonna era morta. Era successo anche con mio padre, ed è stato spaventoso, con i social network che ti fanno “bu!” e ti viene da piangere, in una seduta di EMDR collettiva. Mia nonna aveva 103 anni, a marzo sarebbero stati 104, non propriamente una morte in culla, eppure. Eppure. Mia nonna era Ruth Dayan, era nata nel millenovecentodiciassette, e a scandire piano millenovecentodiciassette si capisce bene la dimensione esatta della storia. Prima guerra mondiale. Seconda guerra mondiale. Guerre in Medioriente. Pandemia. È sopravvissuta a due figli su tre, a un matrimonio, a un divorzio, è sopravvissuta a un ex marito e alla sua benda sull’occhio. La sua casa era piena di fotografie dell’ex marito, sculture, libri, ricordi di tutti e trentasette gli anni di matrimonio, ed è chiaro che non siamo dalle parti di Marriage Story, ma dentro una storia coniugale poco ordinaria.

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3 Mar 2021 Comunità Ebraiche

Il pol.cor. anglosassone si diffonde anche nelle università italiane

Intervista al semiologo Ugo Volli. “Attenzione, il woke americano sta arrivando. Sorgono studi sul colonialismo e il gender e in molte facoltà italiane ora usiamo chiamarci collegh*”

Giulio Meotti

Ugo Volli

L’Università di Glasgow ha cancellato su pressione dei militanti woke una conferenza del celebre economista della London School of Economics Gregory Clark. La scorsa settimana Clark non ha potuto spiegare “Per chi suona la curva della campana” (questo il titolo del suo intervento) . Il riferimento alla poesia di John Donne non era il problema. L’allusione al lavoro di Charles MurrayRichard Hernstein, sì. “The Bell Curve”, il loro libro del  1994, rimane uno dei saggi più controversi mai pubblicati. I suoi critici, sebbene tendano a non averlo letto, insistono  che non solo sostiene, ma addirittura si rallegra  dell’idea che l’intelligenza sia determinata dalle origini etniche di una persona. E’ un malinteso che continua da oltre un quarto di secolo, e ogni discussione sul libro di solito finisce male. Così, quando il professor Clark ha accennato al lavoro nel titolo della conferenza, l’università gli ha chiesto di cambiarlo. “Ho avuto una riunione su Zoom di mezz’ora con il preside”, ha raccontato Clark. “Avrebbe riprogrammato la conferenza se avessi accettato di cambiare il titolo. Ho rifiutato”. E la conferenza è stata annullata. 

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2 Mar 2021 Comunità Ebraiche

Il caso Bartali, le reticenze di Yad Vashem e la crisi della Storia

“Libertà per la storia”. D’accordo. Ma per fare che?

David Bidussa

Di L’ossessione della memoria. Bartali e il salvataggio degli ebrei: una storia inventata, di Marco e Stefano Pivato (Castelvecchi editore) il rischio è che rimanga al centro della discussione la parte più scandalosa o l’aspetto più impressionistico: la vicenda dell’azione di Gino Bartali e dei documenti per il salvataggio degli ebrei a Firenze. Quello è certamente l’aspetto immediatamente più eclatante, ma non è quello centrale del libro. A mio avviso è il pretesto del libro. Ci tornerò tra poco, prima consideriamo la questione che ha appassionato e fatto discutere in queste settimane. Cominciamo dall’inizio.

L’inizio è che Stefano Pivato nel 2018 quella volta da solo, amplia un testo dal titolo Sia lodato Bartali (prima edizione: 1985), in cui si sofferma con molta attenzione sulla vicenda del salvataggio sostenendo la tesi della veridicità di quella storia che ha portato nel 2013 Il centro Yad Vashem di Gerusalemme a iscrivere Gino Bartali tra i giusti delle nazioni.

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28 Feb 2021 Comunità Ebraiche

L’abito fa il monaco?

Parashà di Tetzavvè – Purìm

Rav Scialom Bahbout

Quest’anno Purim a Yerushalaim cade di Shabbath Tezzavè: la lettura della Meghilà si fa il venerdì sia nella Diaspora che a Gerusalemme. Alla lettura della parashà settimanale a Gerusalemme aggiungeranno il brano che ricorda la battaglia che Giosuè conduce  contro ‘Amalek, che aveva aggredito senza alcun motivo la retroguardia affaticata e fragile del popolo ebraico appena uscito dall’Egitto. Questa “coincidenza” non è sporadica, ma avviene quasi ogni anno ed è spontaneo domandarsi se esista una relazione tra Tetzavè, Amalek e Purim.  Andiamo per ordine:

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26 Feb 2021 Comunità Ebraiche

La quinta mem di Purìm

Le maschere e lo strano rapporto con il carnevale

Rav Riccardo Di Segni

A Purim si usa mascherarsi, ma perché? Da dove origina questo uso? Sappiamo che tradizionalmente vi sono quattro precetti da osservare a Purim, ognuno dei quali inizia con la lettera mem: meghillà, la lettura della meghillàda fare la sera e la mattina; mattanòt la evionim, doni ai poveri, un dono ciascuno a due poveri differenti; mishloach manòt, invio di due alimenti a un amico; mIshtè, il banchetto, nel senso di un pasto in cui si abbonda con il cibo e soprattutto con il vino. A questi precetti si è aggiunta un’altra cosa, che non è un precetto, ma una consuetudine, quella di mascherarsi; maschera in ebraico si dice massekhà, e così abbiamo la quinta mem.

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25 Feb 2021 Comunità Ebraiche

“Amos Oz, un violento” La figlia Galia accusa

Fanno scalpore le parole contenute nel memoir appena uscito in Israele. Ma sua madre e i fratelli la smentiscono: “Padre attento e amorevole”

Sharon Nizza

“Un meraviglioso uomo di famiglia e un uomo di pace e moderazione”, così Fania, la figlia maggiore di Amos Oz, si separava dal padre, mancato nel 2018 a causa di un tumore. A sconvolgere l’immaginario collettivo di uno degli intellettuali israeliani più amati, noto in tutto il mondo per la sua prosa tradotta in trenta lingue e per l’impegno civile contro il fanatismo, è la secondogenita di Oz, Galia, 56 anni, anche lei scrittrice, che ha pubblicato un libro autobiografico, “Qualcosa travestito da amore”, in cui denuncia i “continui abusi, fisici e mentali”, subiti dal padre.

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22 Feb 2021 Comunità Ebraiche

Profanare il tempo per costruire il tempio?

Parashà di Terumà – Si può costruire il tabernacolo di shabbat?

Rav Scialom Bahbout

Il Signore parlò a Mose dicendo: parla ai figli d’Israele e prendano per me una offerta; prenderete la mia offerta da ogni persona il cui cuore lo spingerà a donare …. E faranno per me un Santuario …….  – tutto l’argomento dalla Menorà, al tavolo e all’altare, ai travi e alla tenda e alle cortine e a tutti gli oggetti del tabernacolo – che scopo hanno?

Hanno detto i figli di Israele di fronte al Signore:  Padrone del Mondo! i re delle nazioni hanno una tenda e un tavolo e una Menorà e un incensiere, e queste sono le insegne regali, perché ogni re ha bisogno di questo; e tu sei il nostro re, il nostro redentore e il nostro salvatore: non ci saranno davanti a te le insegne regali, in modo che tutti coloro che vengono al mondo riconoscano che tu sei il nostro re?

(Rispose il Signore) Figli mei, voi siete fatti di carne e sangue e avete bisogno di tutto questo, ma io non ho bisogno di tutto questo, perché davanti a me non c’è cibo, né bevanda e non ho bisogno di luce; e i miei servi lo dimostrano: la luna e il sole illuminano tutto il mondo e io li influenzo con la mia luce e li controllo per merito dei vostri padri.

I figli d’Israele hanno risposto al Signore: Padrone del Mondo! Noi non chiediamo dei padri – perché tu sei il nostro padre, perché Abramo non ci ha conosciuto e Israele non ci riconosce  (Isaia 63, 16).

Disse loro il Santo benedetto sia: allora, fate ciò che voi volete, ma fate le cose come io vi comando …… come è detto: “ Fate per me un santuario  … fate una Menorà ….. farai un tavolo…. farai un altare per accendere dell’incenso… (Midrash Agadà Terumà 27,1)

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19 Feb 2021 Comunità Ebraiche