Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

Allam e Magiar sugli ebrei dei paesi arabi

Gli arabi senza gli ebrei

Magdi Allam – Corriere della Sera 19 novembre 2004

Israele forziere delle identità arabe mutilate.

Israele depositario della cattiva coscienza dei popoli arabi.

Israele testimonianza vivente della realtà storica dei Paesi arabi tutt’ora negata, falsificata, ignorata.

Vedendo il documentario The silent exodus di Pierre Rehov sull’espulsione e la fuga di un milione di ebrei sefarditi, ho capito meglio la tragedia di comunità che erano parte integrante e fondamentale delle società arabe, e ho soprattutto scoperto l’essenza della catastrofe che si è abbattuta e da cui non si è più risollevata la fin troppo mitizzata Nazione araba. Continua a leggere »

19 Nov 2004 Antisemitismo

La santa alleanza tra ebrei di destra e cattolici integralisti per la difesa acritica di Israele

Come per Gomel gli ebrei buoni, “portatori di memoria” combattono invece l’antisemitismo

Giorgio Gomel

Il vittimismo dei cattolici circa le ragioni dell’esclusione di Buttiglione dalla Commissione della UE – essi giungono a parlare di discriminazione anticristiana o, come il Presidente della Compagnia delle Opere, equiparano i cattolici oggi agli ebrei negli anni ’30 – sarebbe motivo di ironico divertimento se non rivelasse un sostrato più profondo, cioè, un moto di revanscismo clericale contro una laicità dello stato faticosamente e solo parzialmente conquistata. Continua a leggere »

18 Nov 2004 Antisemitismo, Cristianesimo

La scala di Yaakov

Riccardo Di Segni

La Bibbia è ricca di storie di sogni, molto differenti tra di loro, ognuno con il suo fascino, il suo mistero. Il primo di questa lunga serie è quello del patriarca Yaakov, fuggiasco dalla terra di Canaan. E’ la famosa visione di “Una scala piantata sulla terra, con la cima che arriva in cielo e gli angeli del Signore che vi salgono e scendono ….”. Risvegliatosi dal sonno Yaakov deduce che il luogo dove ha dormito e sognato è “terribile” (norà), casa di Dio e porta del cielo. Il racconto biblico non ci dice molto di più, lascia i lettori stupefatti e dà libero sfogo alla fantasia degli interpreti. Al prodotto di queste fantasie dedicheremo ora qualche attenzione. La prima cosa che va notata è che non tutti i sogni possono o devono avere lo stesso valore, anche perché non sono uguali le persone che sognano. Continua a leggere »

17 Nov 2004 Torà

Scusi dov’è il West?

La nostra comunità, Modena, è una delle più piccole in Italia, pochi ebrei, una sinagoga, un consiglio e tanti problemi.

Eppure anche una comunità piccola come la nostra diventa appetibile agli occhi della “congregazione” riformata milanese Lev Chadash. Hanno chiamato in comunità e hanno offerto un incontro con il loro nuovo capo spirituale: una “rabbina” (faccio ancora difficoltà a digerire il termine). I nostri responsabili comunitari hanno purtroppo abboccato all’amo e hanno risposto positivamente, con uno spirito di “abbiamo provato tutto, proviamo anche questo”. La cosa è però molto più grave. Temo che il riconosciuto senso di ospitalità della comunità modenese venga frainteso e usato per trovare nuovo terreno dove attecchire con ideologie estranee. Continua a leggere »

16 Nov 2004 Comunità Ebraiche, Riformati

Yom huledet sameach – Buon compleanno

Alberto Somekh

Qualche sera fa ho avuto l’onore di presenziare, nel Centro Sociale della ns. Comunità, alla festa per gli 80 anni di un nostro illustre correligionario. Per motivi legali di privacy, non posso rivelarne il nome. Di lui dirò soltanto che è un simpatico, arzillo narratore di barzellette, che ha una moglie molto affabile ed attiva (una vera signora) e che è considerato da molti uno dei padri dell’Ebraismo Italiano del dopoguerra, avendo avuto magna pars, per esempio, nell’articolazione dello Statuto. Ma soprattutto, come in quella festa è stato presentato da chi, a nome di tutti, gli porgeva gli auguri, “un difensore della diversità nell’Ebraismo e fuori”. I lettori capiranno che oltre non mi posso spingere… Continua a leggere »

14 Nov 2004 Comunità Ebraiche, Pensiero ebraico

La confusione tra “laicità” e sfera religiosa

Giovanni De Martis

Ho letto con una certa sorpresa le critiche mosse al Presidente Luzzatto. Sorpresa, debbo dire, mista ad un certo preoccupato stupore. Sta passando in Italia l’idea che l’essere cattolici sia un “peccato” agli occhi dell’Europa e che il professor Buttiglione sia una sorta di “martire” conculcato da una selva di seguaci di Robespierre atei e rabbiosamente antireligiosi. Idea che – francamente – trovo assai buffa per non dire fantascientifica. Romano Prodi, presidente uscente della Unione Europea, non ha mai fatto mistero di essere cattolico e per di più cattolico praticante. Nel suo caso credo non sia possibile parlare di “integralismo laico”. Probabilmente allora il problema si trova sotto altre latitudini. Probabilmente in Italia si fa una certa fatica a capire che un commissario europeo non è il rappresentante di una nazione ma è un esponente di comprovata capacità politica indicato da un governo aderente per rappresentare tutti i cittadini europei nell’ambito del suo incarico. In questo senso un commissario europeo ha il dovere di mettere da parte non soltanto le sue considerazioni e convinzioni di ordine partitico ma anche religioso. L’Unione Europea non è una istituzione a carattere religioso e non è il luogo per discettare di fede. Le decisioni che l’incarico affidato ad un commissario comportano vanno ad investire la vita quotidiana non di un paese al 99% cattolico come l’Italia ma anche nazioni con fedi e orientamenti differenti, con legislazioni diverse su argomenti estremamente delicati. Invece di domandarsi in modo enfatico se vi sia o meno una rabbiosa canea di giacobini in agguato sarebbe il caso di chiedersi in quale misura Buttiglione sarebbe stato in grado di rappresentare gli orientamenti e i convincimenti in tema di eutanasia che in questi anni sono maturati in Olanda.

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12 Nov 2004 Comunità Ebraiche

Questa non è laicità

Riccardo Pacifici, vicepresidente degli ebrei romani e simpatizzante radicale, spiega perché ha sottoscritto – a titolo personale – una dichiarazione di solidarietà a Rocco Buttiglione

È un simpatizzante del partito Radicale, è un ebreo osservante (vicepresidente della comunità di Roma e portavoce della medesima) che dice «noi ebrei siamo stati liberati da 400 anni di ghettizzazione forzata dai bersaglieri che il 20 settembre 1870 hanno aperto la breccia di porta Pia», eppure Riccardo Pacifici ha firmato convintissimamente la dichiarazione di solidarietà col papista Rocco Buttiglione che il quotidiano Il Foglio ha pubblicato nei giorni scorsi. «Perché siamo di fronte a un caso di isteria collettiva, siamo di fronte a un caso di integralismo laico», ribadisce deciso commentando quel che è accaduto al Parlamento europeo due settimane fa. Continua a leggere »

8 Nov 2004 Comunità Ebraiche, Cristianesimo