Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

Antisemitismo, rivalsa vittimistica

Stefano Levi Della Torre

In che cosa siamo diversi dagli altri, noi ebrei? Abbiamo storie particolari che in parte ci accomunano; abbiamo culture e tradizioni particolari per chi di noi le vive e le studia; abbiamo anche una religione particolare, per chi di noi ci crede e la pratica. Ci capita però di sospettare di razzismo chi ci considera diversi, e al tempo stesso di offenderci se non viene riconosciuta la nostra diversità. In che cosa vogliamo essere considerati uguali e in che cosa vogliamo sia riconosciuta una nostra differenza? Mi sembra una buona domanda per chiarire i rapporti tra noi e tra noi e gli ‘altri’. Ma occorre considerare che ogni seria differenza può produrre contemporaneamente diffidenza e attrazione, come succede ad esempio tra donne e uomini. Per cui non è logico vantare una nostra diversità pretendendo che questa sia del tutto esente da qualche attrito con coloro rispetto a cui ci differenziamo. Un certo attrito tra noi e gli altri è fisiologico. Qual è la soglia oltre alla quale questo attrito diventa patologico e possiamo parlare lucidamente di sintomi antisemitici? Continua a leggere »

6 Gen 2005 Antisemitismo

Il nome di Dio

Rav Benchitrit

Alla fine della Parashat Shemot, la Torà ci riporta che Hashem aveva mandato Moshè per chiedere la liberazione dei Benè Israel a Faraone. Non solo questo gli viene rifiutato, ma per lo più Faraone aumenta l’intensità e la crudeltà della schiavitù. Moshè si gira verso Hashem e gli “rimprovera” di aver portato ad aumentare la sofferenza dei Benè Israel. Continua a leggere »

26 Dic 2004 Pensiero ebraico, Torà

Antisionismo e antisemitismo

Il CDEC francese riesce a vedere anche l’antisemitismo arabo

L’antisionismo, così radicato nel mondo arabo e anche in Europa, non può non aver a che fare con l’antisemitismo perché va a negare il processo di liberazione di un popolo. L’accusa, corrente nel mondo arabo, di essere un popolo “creato da Hitler”. L’accusa, corrente in Europa, di comportarsi come nazisti. La ragione di entrambi i popoli, con la differenza che per gli ebrei Israele è l’unica spiaggia. Intervista a Georges Benoussan.

Georges Benoussan, storico, è direttore della Re vue d’Histoire de la Shoah, pubblicazione del Centre de Documentation Juive Contemporaine di Parigi; ha pubblicato: Génocide pour Memoi re, Plon 1989; L’Eredità di Auschwitz, come ri cordare?, Einaudi 2002; Histoire politique du sio nisme, Fayard 2003 (presto in uscita da Einaudi). Continua a leggere »

22 Dic 2004 Antisemitismo, Shoah

La Shoah fu un tentativo di genocidio

Giovanni De Martis (www.olokaustos.org) risponde alla provocazione di Giorgio Israel

Secondo Giorgio Israel “il genocidio è un concetto balordo e autocontraddittorio: se non esistono le razze – e non possiamo crederlo a meno di non essere razzisti, oltre che ignoranti – che senso ha parlare della soppressione di ciò che non esiste, se non nell’intenzionalità?” Continua a leggere »

21 Dic 2004 Antisemitismo, Shoah

Ebrei della legge, ebrei del sentimento, anche a Trieste (2)

Rigidità o flessibilità? Semplicemente rispetto delle regole

Mi fa molto piacere vedere come il nostro mensile sia diventato uno strumento di discussione e di confronto fra gli iscritti, ma, avrei altrettanto piacere che la partecipazione alla vita Comunitaria non sia semplicemente limitata a lanciare critiche che a volte non sono costruttive, come dovrebbero esserlo mentre contribuiscono a creare polemiche che poi non producono assolutamente nulla. Con ciò, credo che la tua esperienza tanto imbarazzante da farti prendere quella “sofferta” decisione di non offrire il Kiddush per festeggiare la tua laurea, sia l’esempio pratico di chi non ha capito lo spirito d’appartenenza ad una Comunità. Essere ebrei non è facile, per noi la Comunità è come la famiglia in cui uno nasce, non si sceglie, la si ama con tutti i difetti. Chi la dirige e amministra e prende decisioni così “rigide” lo fa in buona fede, nell’interesse comune e nel rispetto di tutti anche di quelli che credono che il solo essere ebrei o avere qualche ascendenza dia loro molti diritti e pochi doveri. Per doveri intendo per esempio, il solo partecipare alla vita Comunitaria, contribuire svolgendo qualche piccolo incarico, aiutando qualche istituzione come tanti di noi fanno volontariamente oppure semplicemente frequentando il Tempio per fare il minian. Continua a leggere »

19 Dic 2004 Comunità Ebraiche, Pensiero ebraico

Com’è successo che la memoria della Shoah alimenti l’antisemitismo

Giorgio Israel

Ha ben ragione Ernesto Galli della Loggia – quando parla della “tendenza da tempo sempre più forte nelle società occidentali che vede singole minoranze di qualunque tipo […] rivendicare un vero e proprio inedito diritto alla propria onorabilità storico-culturale da proteggere con apposite sanzioni penali” – a sottolineare come essa si manifesti “sull’onda di quanto stabilito da molte legislazioni per gli ebrei”. Questa osservazione si completa con quella del direttore del Foglio quando parla di “quella sinistra che è disposta a condannare chi racconta barzellette razziste contro gli ebrei, ma non quei movimenti islamici che puntano a distruggere Israele”. In un libro di alcuni anni fa (“La questione ebraica oggi”), mi permisi di osservare che le radici e le implicazioni della perversione per cui lo sterminio degli ebrei è divenuto, da modello negativo assoluto, il modello positivo per l’affermazione dei diritti delle minoranze, sono legate a due idee: l’unicità della Shoah e il concetto di genocidio. Questa osservazione mi è costata l’ostracismo delle madrasse culturali, ma sono prezzi che si sa di dover pagare. In sintesi. Continua a leggere »

15 Dic 2004 Antisemitismo, Torà

Quel fuoco che può illuminare o distruggere

Riccardo Di Segni

Per l’ultimo giorno di Chanukka e per l’ottavo centenario della scomparsa di Maimonide (secondo la data civile).

E’ noto che la Mishnà dedica poco spazio alla festa di Chanukkà. Una delle rare citazioni è quando si parla della responsabilità civile nell’eventualità di un incendio. Il caso è questo: Un cammello carico di balle di lino passa per un vicolo e la merce sfiora una chanukkià accesa accanto alla porta di un negozio sulla strada. Scoppia un incendio. Chi paga i danni? La questione nella Mishnà (Baba Qama 6:6) è controversa. Continua a leggere »

14 Dic 2004 Pensiero ebraico, Torà