Shoah | Kolòt-Voci

Categoria: Shoah

La maestra di Ferrara

Il dopoguerra trovò tutti gl’italiani annichiliti, ammutoliti, nessuno voleva ricordare, riparlare di quegli anni bui, quando delle ideologie folli attraversarono tutta l’Europa come vento di tempesta e coinvolsero il mondo in una lunga atroce guerra. Le domande di chi, troppo giovane per capire, voleva sapere, rimanevano inascoltate, prive di risposte, così come il bravo Eduardo seppe dire nella sua “Napoli milionaria”.

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«Sono ostile al Giorno della Memoria»

Piperno: contro tutte le ipocrisie il mio omaggio alla grande letteratura israeliana. Lo scrittore di origini ebraiche mette in guardia dall’ enfasi di chi celebra la Shoah ma si dimentica dell’ antisemitismo di oggi

Alessandro Piperno

Sono ostile al Giorno della Memoria. Non per quello che rappresenta ma per quello che è diventato. C’ è qualcosa di estetizzante nella commozione delle scolaresche sgambettanti sui prati di Auschwitz, ma ancor più nell’ enfasi con cui i loro insegnanti la reclamano al grido: «Non dimenticate»! Inoltre ho il sospetto che i più pronti a sdilinquirsi sui sei milioni di ebrei trucidati siano i primi a indignarsi con il settimo milione superstite la cui prole oggi costituisce lo Stato di Israele. E che quindi, per alcuni, il Giorno della Memoria sia diventato l’ obolo da versare per garantirsi il diritto all’ elaborazione di deliranti raffronti. Tipo quella mia cara ex amica che una volta mi chiese: «Come può un ebreo come Sharon comportarsi come un nazista?». In spregio a una siffatta mentalità, a poche ore dal Giorno della Memoria, vorrei tributare un omaggio ad Israele tramite la sua inconfondibile letteratura. George Steiner ha scritto che Israele è un «miracolo triste», perché, per costituirlo, gli ebrei hanno sacrificato se stessi sull’ altare del nazionalismo. Mi pare che quest’ idea sia confutata dall’ allegrissimo miracolo rappresentato dalla narrativa israeliana. Com’ è possibile che un popolo di pochi milioni abbia prodotto un numero esorbitante di scrittori di livello? Continua a leggere »

“Maledetti figli di Giuda, vi prenderemo”: la parola allo storico

Franco Giannantoni, autore della prefazione, espone il contesto dell’epoca cui è dedicato l’ottimo lavoro di Francesco Scomazzon

“Maledetti figli di Giuda, vi prenderemo!”, sottotitolo “La caccia nazifascista agli ebrei in una terra di confine”, scitto da Francesco Scomazzon per i tipi di Arterigere-EsseZeta, è un’opera destinata a lasciare un segno nel dibattito storico su un periodo oscuro della nostra storia. Si tratta del 1943-1945, segnato dall’occupazione di gran parte d’Italia da parte della Wehrmacht hitleriana, dalla Repubblica Sociale fascista spalleggiata dalle baionette tedesche e complice dei crimini nazisti, dagli eroisimi e dalla ferocia della guerra partigiana condotta dalla Resistenza. In questo quadro Varese, provincia di confine, assumeva il ruolo di luogo di passaggio, alla disperata ricerca della salvezza oltre il confine elvetico, per decine di migliaia di persone, fra cui migliaia di ebrei, cui i nazisti davano la caccia per sterminarli. Quasi sei milioni di loro correligionari – ma non solo, per i nazisti l’ebraismo era un concetto razziale, quindi la conversione non salvava la vita – furono annientati (vernichtete) nei lager del regime più abietto e malvagio che la storia della civiltà occidentale ha mai conosciuto. Continua a leggere »

Primo film tedesco che ride del nazismo

Dani Levy ironizza su Hitler e sull’ideologia che produsse la Shoah. In Germania la pellicola uscirà la settimana prossima: polemiche in agguato

BERLINO – Si può ridere sul nazismo. Non è un paradosso ma un film. Si intitola Mio Führer. La vera autentica verità su Adolf Hitler. Ed è diretto da un regista ebreo. In Germania uscirà l’11 gennaio, e le polemiche sono in agguato. Cosa c’è che fa sorridere nel sanguinario dittatore tedesco? Vederlo giocare a battaglia navale con dei modellini mentre fa il bagno nella vasca tra le bolle. O osservarlo mentre si aggira depresso, immalinconito e stordito dalle droghe in mezzo ai suoi fedeli gerarchi. O mentre abbiglia il suo cane – un pastore tedesco naturalmente – con l’uniforme nazista. Tutto questo è nel primo film di produzione tedesca che dileggia il Führer e l’ideologia che portò alla Shoah. Continua a leggere »

Superare la chutzpah

Finkelstein, i cui genitori sono entrambi sopravvissuti dell’Olocausto, discute dell’abuso dell’accusa di antisemitismo.

Norman Finkelstein intervistato da Sherri Mutzer

Audacità. Sfrontatezza. Arroganza. Sfacciataggine. La parola yiddish “chutzpah” può esprimere tutti questi significati, con sfumature sia positive che negative. Ma come il professor Norman Finkelstein dimostra nel suo nuovo libro, “Beyond Chutzpah: sull’abuso dell’antisemitismo e l’abuso della storia“, vi sono quelli che intendono con chutzpah qualcosa troppo in là nella cattiva direzione. Continua a leggere »

Lettera aperta alle comunità ebraiche italiane

Sherif El Sebaie

Carissimi fratelli,

Alcuni giorni fa, ho visitato la storica sinagoga di Torino, nell’ambito della Giornata Mondiale della Cultura Ebraica. E sull’onda di questa visita ospitale e coinvolgente, mi permetto di rivolgermi a voi come fratelli, perché sono fermamente convinto che lo siate. Lo faccio anche perché solo i membri della vostra comunità, specie le vittime e i sopravissuti alla barbarie nazi-fascista, i loro figli e i loro nipoti, saranno in grado di recepire il mio stato d’animo in questo momento, la mia paura e la mia preoccupazione come musulmano, sentimenti che – agli occhi di altri – specie i cittadini di questo bellissimo paese, tra cui anche voi, potrebbero apparire esagerati e persino offensivi. Continua a leggere »

Da Freud a Einstein gli ebrei geniali perché perseguitati

Albert Einstein, Sigmund Freud, Leonard Bernstein, Saul Bellow erano predisposti al genio in quanto ebrei, vittime per secoli di pogrom e discriminazioni? È questa la provocatoria conclusione di uno studio di antropologi dello Utah che hanno messo in relazione l’intelligenza altamente sopra la media degli ebrei ashkenazi alle persecuzioni da questo gruppo subite nel corso dei secoli.

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