Pensiero ebraico | Kolòt-Voci

Categoria: Pensiero ebraico

Se un uomo di fede sceglie la via dei kamikaze

Riccardo Di Segni

Una guida religiosa dovrebbe incarnare un ideale di moderazione e convivenza pacifica

L’attentato all’autobus di Gerusalemme impone nuovamente delle riflessioni sulle componenti intricate di un conflitto infinito e in particolare sul ruolo che vi hanno le religioni. Non passano inosservati i dati biografici sul giovane attentatore, padre di due figli, insegnante di scuola elementare e guida religiosa della sua comunità. Un curriculum personale che in una società diversa potrebbe rappresentare un ideale di moderazione, di convivenza, di costruzione di un mondo pacifico. Continua a leggere »

Rivolta contro la religione

Yeshayahu Leibowitz z”l

La questione dell’ebraismo riformato – o della Riforma nell’ebraismo – non assume di per sé carattere religioso. Non è espressione di uno scontro interno all’ebraismo sul proprio significato o sulla propria identità, ma nasce piuttosto da una lotta fra religione e laicismo, fra i valori dell’una e dell’altro. Affermare questo non comporta di per sé la presa di alcuna posizione verso la riforma; si tratta solo di stabilire dei fatti senza che da ciò derivi alcun accordo o disaccordo nei suoi confronti.

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Uno studio sulla Torà orale

Marco Ottolenghi

In concomitanza con la festa di Shavuot, il Beth Ha Knesset di Via Eupili ha ricordato i 40 anni dalla sua fondazione dedicando il tradizionale studio della prima notte della festa all’argomento sempre attuale della Torà Orale.

La peculiarità della festa di Shavuot si presta in particolare modo a fare risaltare il ruolo fondamentale della Torà orale nella vita ebraica. È noto in fatti che la festa di Shavuot è conosciuta come ” l’epoca in cui ci fu data la Torà” ma questo evento non viene ricordato nella Torà Scritta come motivo della festa. Per di più la Torà Scritta, in contrapposizione a tutte le altre feste, non indica una data precisa per la celebrazione della festa di Shavuot.

Nel Levitico ( 23; 15) il testo recita: ” E conterete, a cominciare dal giorno successivo a quello di astensione dal lavoro ( Mimachorat hashabat ) dal giorno cioè in cui porterete il manipolo che deve essere agitato, sette settimane che siano complete”. Il testo ci indica un percorso basato sul conteggio di giorni e settimane per arrivare alla meta ma rimane incerto il giorno dal quale bisogna iniziare questo percorso.

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Sotto un’altra stella di Davide

Controversie dottrinali – L’ebraismo riformato in italia

Donne che leggono la Torah, aperture verso i gay, regole meno rigide. Come nel resto del mondo, sta prendendo piede una corrente di ebrei «progressivi».

Valeria Gandus – Panorama

La sposa, naturalmente, era bellissima. Lo sposo raggiante. I parenti commossi, la cornice da favola. E la cerimonia? Decisamente insolita: il rabbino veniva da Londra, i canti erano in ebraico, il rito celebrato in inglese con traduzione in italiano. Quanto alla Ketubbà (il contratto di nozze), per l’occasione decorata da Emanuele Luzzati, era scritta sia nella lingua dei padri sia in «vernacolo», cioè in italiano. E, novità, firmata anche dalla sposa.

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Se Maimonide è un fan di Sharon

Sul Blog dell’Espresso Wlodek Gorldkorn smentisce Torno

Povero Maimonide, poveri noi. Sul Corriere della Sera del 22 maggio, Armando Torno scrive un dotto articolo sul filosofo ebreo del Dodicesimo secolo. Per dire che cosa? Semplice. Per sostenere che egli (Maimonide non Torno) è il padre dei neo-conservatori. E come lo argomenta? Dicendo che Maimonide è presente nel pensiero e nell’opera di Leo Strauss, un filosofo ebreo del Ventesimo secolo, cha a sua volta e’ all’origine ‘di taluni aspetti della politica conservatrice d’Israele’. Continua a leggere »

Benedetto… che non mi hai fatto donna

Una risposta di rav Riccardo Di Segni – Rabbino capo di Roma

Una lettrice si era rivolta a Shalom chiedendo spiegazioni sulla benedizione “che non mi hai fatto donna”, protestando per il fatto che viene citata come esempio di una condizione tradizionale femminile infelice. Questa la risposta:

La lettrice si è giustamente irritata per un atto disinvolto di disinformazione. L’occasione è utile per dare qualche spiegazione in più su una questione che è di grande attualità ed importanza e richiede un’esposizione più allargata, per quanto possibile in questa sede. Continua a leggere »

La donna rabbino

Riccardo Di Segni

1. Introduzione

I movimenti femminili di questo secolo, con le loro richieste di emancipazione e di pari diritti per le donne hanno spesso coinvolto, scosso e lacerato il mondo ebraico, nelle sue strutture sociali e giuridiche. Tra le numerose rivendicazioni, è emersa quella del tutto particolare dell’ordinazione rabbinica femminile. La comunità ebraica italiana, per diversi motivi, quali la sua esiguità numerica e il suo tradizionale isolamento, ha avuto solo lontani echi delle vivaci polemiche che hanno agitato altre parti del mondo ebraico; non c’è mai stata una richiesta organizzata di donne ebree italiane in questo senso; nelle scuole rabbiniche italiane esiste da molti anni una presenza femminile, ma il programma di studi è differente da quello maschile, e i titoli di studio finali, per quanto la materia non sia ancor bene definita, non sono certamente comparabili ad una ordinazione rabbinica.

Lo scopo di questo articolo è di riassumere i termini essenziali del problema e le sue soluzioni possibili nella prospettiva dell’ebraismo ortodosso. Continua a leggere »