Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

La fede incrollabile dell’ebrea del ‘600

Reclusa, violentata, derubata dei figli; Pacifica Citoni non si piegò mai alla conversione forzata al cristianesimo. La sua vicenda è stata ritrovata negli archivi della Comunità ebraica di Roma da Susanna Limcntani. Eccola.

Edoardo Sassi

Nulla le fece cambiare idea: non le prediche coatte, non le ripetute minacce, non le reclusioni. Nulla. Neanche il battesimo forzato dei due figli che le furono strappati per sempre dopo averglieli crudelmente mostrati un’ultima volta. E nemmeno la violenza carnale di cui fu vittima, da parte di un marito despota che invece, lui si era convertito al cristianesimo e che più volte tentò di «offrire» la moglie alla nuova fede.

Nonostante tutto Pacifica Citoni, sposata Di Castro, giovane donna ebrea vissuta nella Roma della fine del XVII secolo, ebrea restò. E la sua storia – una storia di fierezza e resistenza inedita fino a oggi – è ora oggetto del libro di Susanna Limentani, Opporsi alla conversione. Un testo autoprodotto, che l’autrice, non una storica di professione, ha voluto scrivere con l’obiettivo di «restituire dignità e memoria a questa donna forte, tenace, ostinata, consapevole del prezzo da pagare per la sua condotta, ma determinata nel restare fedele alla sua identità religiosa».

Continua a leggere »

Pèsach: La ricerca dell’identità e l’eliminazione del chamètz

Parashà di Tzav – Shabbat Hagadol

Rav Scialom Bahbout

La parashà di Tzav ci dà l’occasione per riflettere sulla festa di Pesach da un punto di vista speciale.  Siamo abituati a identificare Pèsach e la festa delle mazzot. In realtà si tratta di due feste distinte: la prima cade il 14 di Nissan, giorno in cui veniva fatto il  sacrificio pasquale, mentre la festa delle Mazzot inizia il 15 di Nissan e dura sette giorni (otto nella Diaspora). La notte tra il 14 e il 15 di Nissan con il Seder è il momento in cui le due feste si incontrano e condividono i loro significati.

Continua a leggere »

Artisti e intellettuali (anche ebrei) firmano una lettera contro la definizione di antisemitismo dell’Ihra

“Nega i diritti del popolo palestinese”

Ranieri Salvadorini

“La lotta contro l’antisemitismo non deve essere trasformata in uno stratagemma per delegittimare la lotta contro l’oppressione dei palestinesi, la negazione dei loro diritti e la continua occupazione della loro terra”. Sono queste alcune delle parole contenute in una lettera aperta pubblicata a fine novembre su The Guardian a firma di 122 intellettuali palestinesi e arabi che hanno criticato la “definizione operativa” di ‘antisemitismo’ dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), organizzazione intergovernativa che unisce i governi e gli esperti per rafforzare, promuovere e divulgare l’educazione sull’Olocausto. Definizione adottata da alcuni Paesi europei (tra cui l’Italia) e dagli Stati Uniti. La missiva ha ricevuto il sostegno di numerosi intellettuali, anche di origine ebraica, da tutto il pianeta e tra i firmatari ci sono anche 276 membri del mondo della cultura italiano, tra cui Salvatore SettisLivio PepinoCarlo RovelliMarco PaoliniMoni OvadiaAlessandra Farkase molti altri.

Continua a leggere »

Rosenkranz e Zweig, l’ebraismo prima della fine del mondo

Carteggi. Sedicenne raffinato, lo sguardo alla Palestina, Hans Rosenkranz si rivolge a Stefan Zweig: vuole diventare scrittore. Dal 1921 al 1933 le lettere tra i due evocano Herzl, Rolland, Schnitzler, Verhaeren, Freud…: da Giuntina

Massimiliano De Villa

Stefan Zweig

Nel 1921, Hans Rosenkranz, nativo di Königsberg in Prussia orientale, ha sedici anni ed è un enfant prodige. Raffinatissimo per sensibilità, ha lo sguardo acuto sulla questione ebraica, divisa in Germania tra la felice evidenza di un’integrazione riuscita e il ciclico risorgere di un antisemitismo mai sopito. Rivolge la speranza ai cieli orientali della Palestina, promessi dal sogno sionista, ha una vocazione letteraria in germe e molte aspirazioni nel cassetto. Scrive una lettera a Stefan Zweig, chiedendo consiglio per diventare scrittore e accludendo alcune precoci poesie: lo spessore della riflessione, la sincerità degli intenti, l’essenzialità di un discorso che va dritto alla radice delle cose colpiscono Zweig, già allora scrittore affermato, noto mediatore culturale, attivissimo agente per molti editori. Tra le righe di Rosenkranz vede la chiara testimonianza di una gioventù ebraica posta di fronte a problemi tragici e urgenti, ma insieme lucida e determinata. E risponde con generosità, spronando il ragazzo a insistere sui nuclei del proprio pensiero, perché proceda in profondità e in altezza, certo che i risultati non tarderanno ad arrivare. Nelle poesie vede una prevalenza dell’elemento intellettuale su quello sensibile ma si dice sicuro che l’esperienza del mondo saprà far maturare quanto è ancora acerbo.

Continua a leggere »

Chi era Golda Meir

Giovanna Pavesi

Pubblicamente appariva come una donna modesta, dall’aspetto sobrio e dallo stile misurato: mai un filo di trucco, niente tacchi, abiti dalle forme essenziali e capelli quasi sempre raccolti. Come se volesse passare inosservata. Eppure, la personalità di Golda Meir determinante, non solo per aver ricoperto la carica di quarto premier d’Israele, ma anche per essere stata la prima (e unica) donna a guidare il suo Paese (a livello internazionale fu preceduta soltanto da Sirimavo Bandaranaike, nello Sri Lanka, e da Indira Gandhi, in India). Ebbe due grandi amori, il socialismo e la Terra promessa, per i quali si batté per tutta la vita. L’ambizione, il lavoro e probabilmente anche l’umiltà le fecero scalare negli anni i vertici dello Stato ebraico, fin dalla sua costituzione. Il futuro primo ministro nacque con il nome di Golda Mabovič e fu Ben Gurion a imporle un cognome che suonasse più “ebraico”. Così lei scelse Meir, che significa “illuminato”.

Continua a leggere »

Islamo-gauchisme e Islamo-fascismo

Anselmo Calò

Nei giorni scorsi La Repubblica ha pubblicato alcuni interventi autorevoli sulla polemica in corso oltralpe sull’islamo-gauchisme. Su Moked, è intervenuto Francesco Moises Bassano con un interessante articolo. La polemica prende avvio da una dichiarazione della ministra del governo francese per l’Istruzione superiore, Frederique Vidal, secondo cui le università non sono immuni dall’islamo-gauchisme. La Vidal ha chiesto un’indagine al CNRS per verificare ciò “che è ricerca accademica e ciò che è militante”.

Continua a leggere »

Noi e i capi di fronte alle nostre responsabilità

Parashà di Vayikrà

Rav Scialom Bahbout

La crisi in cui versa il Mondo ha ovviamente riflessi sul popolo ebraico e sulla comunità: la domanda cui dobbiamo rispondere è qual è la strada da seguire per reagire a quanto accade oggi, in base al brano settimanale di questa settimana (Vayikrà), il cui contenuto ci sembra lontano mille miglia dalla nostra esperienza quotidiana. Siamo quindi chiamati a leggere tra le righe, anche nel non detto esplicitamente: rispondere a questa domanda è particolarmente difficile dato che  in questa parte della Torà si parla dei sacrifici che si facevano al Tempio, un argomento che ci sembra così lontano dalla nostra sensibilità.

Continua a leggere »