Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Le donne e lo studio della Torà

Si è aperto a Milano un Bet Midrash per donne, a cura del Rabbinato Centrale. È una novità importante per lo studio dell’ebraismo nella comunità più composita dell’Italia ebraica. Il Bollettino della Comunità ebraica di Milano ha chiesto a Ruhi Levi, una donna che insegna Torà a Roma di fare il punto sull’argomento.

Ruhi Levi

Negli ultimi decenni, puntuale e ricorrente si presenta la necessità di affrontare la questione dello studio della Torà, da parte delle donne. Si discute se le donne devono o possono studiare e se il loro studio deve essere diverso per argomenti e per metodi da quello degli uomini. Continua a leggere »

Una campagna per l’Hashomer Hatzair (1)

Basta osservare l’attuale classe dirigente ebraica in Italia (e spesso anche all’estero) per capire che la stragrande maggioranza (rabbini, consiglieri, segretari, presidenti di associazioni) si è formata in uno dei due movimenti giovanili presenti oramai da più di mezzo secolo: l’Hashomer Hatzair, sionista e socialista e il Benè Akiva, sionista e religioso.

Oggi, per uno scherzo della storia, proprio da Israele arrivano sempre meno fondi per le attività che oltre a formare una forte coscienza ebraica, indirizzano i ragazzi verso l’alià in Israele. Particolarmente critica la situazione dell’Hashomer che a Milano questa domenica 13 gennaio organizza un concerto di raccolta fondi. Per tutti coloro che non riusciranno a partecipare o vorranno aiutare anche in seguito, anche con piccole cifre, indichiamo sotto gli estremi del conto corrente per un bonifico che aiuterà non solo i nostri ragazzi di oggi ma anche i nostri dirigenti di domani.

Per lanciare questa campagna, Kolòt ha chiesto a ex-hashomeristi di scrivere che cosa è stato per loro il movimento. Iniziamo con l’onorevole Emanuele Fiano, deputato PD alla Camera.

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«Attenti, è pericoloso essere misericordiosi con i malvagi»

Intervista a rav Riccardo Di Segni

ROMA – Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, si trova da giovedì 28 dicembre a Gerusalemme. È tra i relatori di un convegno internazionale dedicato proprio agli ebrei di Roma, la più antica comunità della Diaspora. Tra gli organizzatori, il Museo italiano di Gerusalemme. E proprio parlando di cultura, in particolare della tradizione rabbinica, Di Segni risponde alla domanda che mezzo mondo si sta ponendo in queste ore: l’ esecuzione di Saddam è stata una barbarie o un atto di giustizia? «La questione della pena capitale per l’ ebraismo è complicata, sia dal punto di vista morale che giuridico. Nella Bibbia appare con chiarezza una lunga serie di reati per i quali la pena di morte è prevista. Ma il dato biblico è fortemente integrato dalla tradizione rabbinica che è arrivata a stabilire una procedura estremamente rigorosa, direi quasi pedante, per tutte le sentenze capitali. Per arrivare poi a una conclusione». Continua a leggere »

La kashrut a Torino

Alberto Somekh

Ho letto l’importante ed interessante scritto di David Piazza: “I costi della kashrut in Italia”, che mette sul terreno alcune delle problematiche del settore. Rispondendo ad un invito esplicito dell’Autore, voglio aggiungere a mia volta alcune considerazioni tratte soprattutto dalla mia esperienza di Rabbino Capo di una media Comunità italiana. A Torino distinguiamo fra due procedure diverse di “hekhsher”: la “certificazione kasher” e l'”autorizzazione kasher”. Continua a leggere »

I costi della kashrùt in Italia 2

Alcune reazioni all’articolo. Altre seguiranno.

Nella sua newsletter sulla Kashrùt, il Consigliere David Piazza esprime delle idee apparentemente condivisibili da tutti. Prezzi troppo cari, confusione dei ruoli di alcuni dipendenti comunitari (leggi Rabbini), concorrenza forse sleale di rabbini stranieri e non , invasione di campo (hassagàt ghevùl) e lesa maestà delle autorità rabbiniche locali. Lodevolmente ci ricorda come le istituzioni centrali (UCEI) si siano distinte per l’iperattivismo nei settori della cultura, la (legittima) memoria dei morti, la conservazione dei beni artistici etc, trascurando invece i reali bisogni religiosi,quali ad esempio la Kashrùt. Continua a leggere »

I costi della kashrùt in Italia

David Piazza

A un vecchio stereotipo antisemita piace rappresentare gli ebrei come un popolo di astuti commercianti che riescono a manipolare l’ambiente circostante a proprio vantaggio. Basta dare un’occhiata ai prezzi che gli ebrei sono costretti a pagare per mangiare conformemente alla legge ebraica (kashrùt) per rendersi conto di quanto sia facile smentire questo stereotipo. In particolare in Italia, dove le comunità ebraiche sono in proporzione più piccole di quelle di paesi come la Francia, la Gran Bretagna, o gli Usa il problema è ancora più acuto. Continua a leggere »

Ridere della Shoah si può. Ma che rimanga in famiglia

Arriva anche da noi «Tutto il resto è di primaria importanza» di Eva Menasse, saga famigliare ebrea nella quale la nonna ha vissuto l’Olocausto, il padre vuole dimenticare e la zia si converte al cristianesimo

Luigi Reitani

Accolto con notevole successo nel mondo di lingua tedesca, arriva anche da noi Tutto il resto è di primaria importanza (pp. 400 pagine, euro 18,00, Frassinelli) il primo romanzo di Eva Menasse, brillante giornalista austriaca che vive da qualche anno a Berlino. Si tratta di una saga familiare prettamente viennese, con forti tratti autobiografici, che racchiude la storia di almeno tre generazioni. Al centro vi è la figura del padre della narratrice: un noto calciatore austriaco in tempi in cui questo sport non assicurava ancora ricchezza economica e aveva bisogno di essere integrato da una qualche attività lavorativa. Vorrebbe armonizzare ogni conflitto, l’ex calciatore arguto e sempre charmant, la cui frase preferita è «tutto a posto?», e soprattutto vorrebbe esorcizzare ogni aspetto problematico del passato, trascorrendo tutto il suo tempo libero al circolo del tennis.

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