Antisemitismo | Kolòt-Voci

Categoria: Antisemitismo

Muri, non ponti

Deborah Fait

La corte dell’Aja ha appena deliberato e gia’ il Papa ha detto la sua dal paradiso della val D’Aosta dove è in vacanza. E’ stata una sorpresa perche’ avrei pensato che quando un Papa va in vacanza dovrebbe occuparsi solo di preghiera e di misticismo e invece pare di no! Inopinatamente il Papa continua a occuparsi di cio’ che non dovrebbe e il suo messaggio a Israele e’ stato breve e conciso ” Abbattete il muro” poi, probabilmente per sopperire alla flebile voce del Pontefice, il suo segretario ha rincarato la dose con “costruite ponti”. Continua a leggere »

Il can can per l’Aia

Emanuele Ottolenghi

Più che pronunciato, il verdetto di ieri all’Aia era preannunciato. Il quotidiano israeliano Haaretz aveva infatti anticipato la sentenza, rivelando che la Corte avrebbe deciso contro la costruzione della barriera difensiva, che secondo i giudici del tribunale viola il diritto internazionale. Il parere non è però vincolante: ha un valore consultivo, tuttavia potrebbe avere un forte potere propagandistico per i palestinesi, che hanno denunciato alla comunità internazionale la costruzione della barriera difensiva come una misura di Apartheid. Continua a leggere »

Non tutti i monoteismi sono intolleranti

Ancora su Stato e religioni – Una risposta al rav Scialom Bahbout

Alma Cocco

Nel suo intervento sul rapporto tra Stato e religioni tenutosi recentemente a Torino al The World Political Forum (Torino, Fiera del libro, 7 maggio 2004), Rav Scialom Bahbout, che personalmente stimo come una delle voci più importanti e significative dell’ebraismo attuale, appoggia l’intero suo discorso su una premessa con la quale è arduo essere d’accordo. Egli si è spinto, infatti, a sostenere che “le religioni monoteistiche, in quanto ritengono di essere portatrici di verità assolute, sono normalmente e naturalmente portate alla sopraffazione”. Continua a leggere »

L’Europa 60 anni dopo

D-Day, ancora grazie America

André Glucksmann

Dieci anni fa rimpiangevo l’assenza del cancelliere tedesco alle cerimonie di Normandia. Oggi, non rinuncerò al mio piacere, intimo quanto filosofico. Rivolgo un grazie ai soldati che sbarcarono il 6 giugno 1944, quando la rete della Resistenza dove lavoravano mia madre e le mie sorelle più grandi cadeva nelle grinfie di Klaus Barbie: arresti, torture, corpi martirizzati spediti senza ritorno là dove sapevamo. E grazie agli americani, agli inglesi, ai canadesi, agli australiani che mi hanno salvato il resto della famiglia, grazie a coloro che permisero ai francesi di oggi di non essere costretti a pensare da nazisti o da stalinisti.

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Noi a volto scoperto siamo più forti

Sappiano i cinque incappucciati, noi a volto scoperto siamo più forti

Emanuele Ottolenghi

Al direttore – Cinque uomini mascherati hanno decapitato con una sega un ragazzo di 26 anni, colpevole di essere americano ed ebreo. Lo hanno decapitato per vendetta, ci hanno detto, per l’umiliazione subita dai prigionieri iracheni nel carcere di Abu Ghraib. I loro fratelli palestinesi hanno mostrato orgogliosi i resti di sei soldati israeliani, i cui brandelli sono stati oggetto di negoziato. Anche loro giustificano il loro gesto in nome dell’umiliazione. E gli assassini di Stefano Quattrocchi erano anche loro “umiliati” dalla presenza americana in Iraq, così umiliati da uccidere un uomo legato e bendato in un atto vile e codardo. Continua a leggere »

La passione della Chiesa di Roma

L’avallo al film non è che l’ultimo passo di una Chiesa antisemita per necessità

Alma Cocco

Dovremmo esser grati anche a Carmine Monaco, oltre ai molti altri che hanno apportato notizie e contributi intorno all’operazione commercial/politica organizzata dagli antisemiti col film di Mel Gibson. Però il nocciolo della questione non è il film in se stesso, ma il fatto che esso ha avuto l’autorevole avvallo del Vaticano. Forse non ci sarebbe neppure stato alcun film se la Chiesa di Roma non avesse dato il suo preventivo assenso all’intera operazione. Continua a leggere »

“La Passione” di chi crede all’amicizia tra diverse comunità di fede

Carmine Monaco

Questi sono tempi difficili in cui, per ammissione delle stesse istituzioni (non soltanto religiose ma anche governative, come dimostrano i ripetuti inviti in tal senso da parte del Ministro degli Interni Giuseppe Pisanu), è più che mai necessario un dialogo tra le diverse comunità di fede, in particolare tra le religioni che affermano di riconoscersi in Abramo. Credo però, per una serie di ragioni, che sia più che mai l’amicizia ebraico-cristiana a rivestire una fondamentale importanza, in un momento storico in cui i rapporti tra ebrei e mussulmani sembrano toccare il punto più basso della loro storia e il mostro dell’antisemitismo torna a farsi sentire pressoché ovunque nel mondo. Da qualche anno a questa parte sembra quasi che, per le dinamiche geopolitiche connesse alla gestione delle riserve energetiche mondiali, più che per il conflitto arabo-israeliano, si sia scoperchiato un novello vaso di Pandora, i cui venefici effluvi hanno abbassato enormemente la “soglia di intolleranza” verso tale ripugnante fenomeno. Continua a leggere »