Yasha Reibman | Kolòt-Voci

Tag: Yasha Reibman

Identità minacciata

Se diventa sempre più difficile essere ebrei (e musulmani)

Yasha Reibman*

Brit-MilahDobbiamo chiederci se in Europa ci sia ancora posto per ebrei e musulmani o se ci troviamo su un piano inclinato che arrivi a proibire due pratiche centrali per ebraismo e Islam. Polonia, Norvegia, Svizzera, Islanda hanno vietato la macellazione rituale. L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha chiesto di fatto la proibizione della circoncisione.

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Tutte le dimissioni sono una sconfitta

La lettera di dimissioni di un consigliere milanese che spiega il suo gesto

Yasha Reibman

Care amiche e cari amici, ho scritto queste righe tornato a casa dopo l’ultimo consiglio. … Abbiamo fallito nel tentativo di costruire un clima di collaborazione in Consiglio. L’altra sera è stata l’ennesima dimostrazione. In un libro pubblicato di recente sono riportati verbali di sedute del consiglio dei ministri di Israele dei primi anni sessanta. Anni di decisioni terribili e sofferte. Ben Gurion è primo ministro; in una riunione il ministro Eshkol si oppone a una proposta ed espone alcune considerazioni. Il ministro Shapira dice: “Possiamo sospendere la riunione per rifletterci? Non avevo mai preso in considerazione questi aspetti”.

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Comunità ebraica, vince la tradizione

Alle urne il successo va alla lista “Per Israele”. Quasi dimezzati gli eletti della componente laica Chai e di Kadima. Tedeschi: “La parte laica non ha colto l´invito a partecipare più direttamente”

ALESSIA GALLIONE – Repubblica – 30 maggio 2006

Nelle stesse ore in cui la città decideva il suo futuro sindaco, c´era un´altra Milano che si metteva in coda di fronte alle urne, quella ebraica. I 6.500 iscritti della comunità più eterogenea d´Italia, la più numerosa dopo Roma, hanno scelto chi li governerà per i prossimi quattro anni. E i numeri dell´”altra elezione” raccontano la vittoria della lista Per Israele, che rappresenta l´anima più tradizionalista e che schierava il presidente uscente Leone Soued, sicuro della riconferma, e il portavoce Yasha Reibman, il più votato. Una affermazione che, con 10 consiglieri eletti su 19, supera le aspettative della vigilia. I laici della lista Chai – «Vita» in ebraico – vedono quasi dimezzati i propri rappresentanti, che passano da otto a cinque. Non decolla neppure Kadima (Avanti) la formazione dell´ex presidente Roberto Jarach, che per il suo ritorno ufficiale nella vita politica comunitaria aveva scelto il nome del partito israeliano di Sharon, ma che riesce a conquistare solo quattro consiglieri. Continua a leggere »

Milano: Tesi a confronto

Ester Moscati

«Si è aperto con le pacate parole di Rav Arbib, la sera del 14 dicembre, il dibattito comunitario sulla crisi che ha portato all’avvicendamento al vertice della Comunità milanese e alla ricomposizione del Consiglio dopo le dimissioni del presidente Jarach e di cinque consiglieri. Introdotto da Guido Vitale, moderatore della serata e direttore di Mosaico, il confronto, pur con momenti accesi e controverse ricostruzioni degli avvenimenti, si è mantenuto nei limiti di un civile scambio di idee. Sono state così sostanzialmente ascoltate le parole del Rabbino Capo, che ha parlato dell’importanza del rispetto nei rapporti umani, del peccato di lashòn harà (maldicenza) e della mitzvà (precetto) dell’amore per il prossimo. “Non volevo parlare, questa sera”, ha esordito, “per non confondere i ruoli del rabbinato e quelli della politica comunitaria, ma non avrei voluto che il mio silenzio fosse scambiato per indifferenza”. Come superare i limiti alla libertà di espressione che sembrano posti dal divieto di lashòn harà? Giudicando il nostro prossimo in tutto il suo complesso, non per un singolo aspetto del suo comportamento, dato che in ognuno c’è un lato negativo e uno positivo, da valorizzare. “Criticare gli altri è semplice, cercare il bene in ognuno molto più difficile; ma l’essenza dell’essere ebrei è proprio non cercare vie facili, istintive”. Continua a leggere »

L’avvicendamento nella Comunità ebraica di Milano

Chi ha lasciato – Roberto Jarach

Non è compito agevole spiegare ai lettori del Bollettino le motivazioni di un gesto così sofferto compiuto da parte dei sei consiglieri dimissionari che, per la prima volta nei quasi 30 anni di mia presenza ininterrotta nel Consiglio della Comunità, ha portato ad un reintegro così massiccio con l’ingresso di persone senza esperienza di gestione comunitaria. Da mesi ormai era di fatto impedita, attraverso il voto di maggioranza, la possibilità di gestire col consenso anziché con la contrapposizione la maggior parte dei temi più qualificanti in discussione. Continua a leggere »

Canfora, Reibman e Galli della Loggia contro l’arresto di Irving

Il Foglio – 20.11.2005

Si giocano sul filo dell’incredulità e della condanna, le reazioni alla notizia dell’arresto in Austria di David Irving, lo storico inglese noto in tutto il mondo per le tesi che ridimensionano il genocidio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale e sostengono che Hitler ne fosse del tutto all’oscuro. Irving, che nel 1993 era stato espulso dalla Germania, è finito in manette l’11 novembre 2005 sulla base di un mandato di cattura emesso nel 1989, in nome della legge austriaca che condanna la negazione dell’Olocausto. E’ tuttora in custodia cautelare in un carcere di Vienna, in attesa della decisione della procura austriaca. Lo storico Luciano Canfora, al quale il Foglio ha chiesto di commentare la vicenda,dice che sulle prime non riusciva a crederci: “E’ una follia: come si fa a procedere a un arresto per un reato di pensiero? Continua a leggere »

Perché il rabbino di Milano lascia e altri pensano di seguirlo

Roma. Da tre settimane gli ebrei milanesi erano a conoscenza delle dimissioni da rabbino capo di Giuseppe Laras, anticipate ieri dal Corriere.

Walker Meghnagi, membro influente (e tradizionalista) della comunità, al Foglio spiega che “Laras si è trovato solo. E’ stato obbligato alle dimissioni, un caso unico all’interno del mondo ebraico, il primo di potere politico che s’intromette in quello religioso. Il presidente della comunità, Roberto Jarach, non doveva permetterlo. E’ un fallimento della sua politica, che lascia un vuoto oggi incolmabile. Laras è un rabbino che in vent’anni ha fatto superare tutte le divergenze, che oggi riemergono fortemente”. Continua a leggere »