Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

Visto da fuori, tutto è diverso

Parashà di Yitrò

Ishai Richetti – Tempio di via Eupili – MIlano

Dopo aver saputo dell’esodo dall’Egitto, Yitro prende sua figlia (la moglie di Moshè), i due nipoti e li porta da Moshè, viene accolto nella sua tenda, si siedono e chiacchierano. Si può solo immaginare il divario che probabilmente esisteva tra le voci e la storia incredibile ma vera che descriveva quello che era accaduto; Yitro reagisce in modo più potente quando sente la storia direttamente da Moshè: “E Yitro si rallegrò per tutto il bene che Hashem aveva fatto a Israele, salvandolo dall’Egitto. E Yitro disse: ‘Benedetto Hashem, che ti ha salvato… Ora so che Hashem è più grande di tutti gli dei… E Yitro, il suocero di Moshè, portò un Olà e Zevachim a D-o, e Aharon venne, con tutti gli anziani, a mangiare il pane con il suocero di Moshè davanti a D-o”. (Shemot 18:9-12).

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21 Gen 2022 Comunità Ebraiche

Anche il miracolo inizia sempre da una nostra azione

Parashà di Beshallàch

Ishai Richetti – Tempio di via Eupili – MIlano

La Parashà di questa settimana inizia con la descrizione di come il popolo ebraico lascia l’Egitto e il giogo del Faraone. Di fronte al Mar Rosso, videro che l’esercito egiziano li stava inseguendo. Dopo aver gridato verso D-o ed essersi lamentati con Moshè, gli ebrei entrano nel mare e si verifica il miracolo. Dopo averlo attraversato, assistono alla distruzione finale dell’esercito egiziano. A questo punto ci dice la Torà; “In quel giorno D-o liberò Israele dalla mano dell’Egitto, e Israele vide il popolo (egiziano) morto sulla riva del mare”.

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14 Gen 2022 Comunità Ebraiche

Vaccini e Halakhà

Obbligatori, permessi o proibiti?

Rav Scialom Bahbout – L’attualità letta ebraicamente

A seguito dell’obbligo di vaccinazione, imposto dal Governo per varie categorie e per varie età, si pone il problema di quale sia la posizione della Halakhà. Una risposta precisa a questo quesito è stata data da rav Asher Weis, uno dei più importanti decisori attuali: vaccinarsi è permesso, è Hovà (obbligatorio), è Mizvà (adeguarsi a un precetto) oppure è addirittura proibito? In sintesi rav Weiss arriva a queste conclusioni. Da un punto di vista della halakhà,

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13 Gen 2022 Comunità Ebraiche

La luce della libertà

Parashà di Bo

Ishai Richetti – Tempio di via Eupili – MIlano

Letta superficialmente potremmo pensare alla Parashà di Bo come a una Parashà di passaggio. Inizia descrivendo l’ultima parte delle dieci piaghe e termina nel mezzo della fuga dall’Egitto. Potrebbe essere anche vista come una serie di finali: la fine delle piaghe e la fine della schiavitù. Quello che è facile non notare è quanto Parashat Bo parli degli inizi.

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7 Gen 2022 Comunità Ebraiche

Insetti nel piatto, la nuova frontiera

Rav Scialom Bahbout – L’attualità letta ebraicamente

L’osservanza di molte mizvoth ha subito trasformazioni a seguito dei cambiamenti dovuti allo sviluppo tecnologico e a alla scoperta di nuovi alimenti: si pensi ai Qinoa e al problema se possono essere considerati cereali permessi per Pèsach secondo l’uso delle comunità ashkenazite. Ora non c’è dubbio che il mondo dell’alimentazione si sia modificato nell’ultimo secolo e chi ha dovuto certificarne l’uso per la cucina kasher ha dovuto fare studi approfonditi e trovare spesso delle alternative valide secondo la Halakhà per proporre dei prodotti che potessero competere con quelli non kasher presenti sul mercato.

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5 Gen 2022 Comunità Ebraiche

Saper allargare lo sguardo

Parashà di Vaerà

Ishai Richetti – Tempio di via Eupili – MIlano

In Parsahat Vaera è scritto: “Ti porterò da Me come popolo e sarò D-o per te; e saprai che io sono Hashem, tuo D-o, che ti salva dal fardello dell’Egitto (mitachat sivlot Mitzrayim).” Nel libro Tiferet Shlomo [scritto da Shlomo Hakohen Rabinowicz, il primo Rebbe della dinastia Chasidica di Radomsk] è scritto che questo pasuk contiene la chiave che permise agli ebrei di poter resistere in Egitto, e mediante la quale furono in grado di uscire dall’Egitto. Questa chiave è nella parola “sivlot”, che significa sofferenza, fardello. C’è una parola simile in ebraico che ha una connotazione completamente diversa, savlanut, pazienza. Il Tiferet Shlomo suggerisce che il motivo per il quale gli ebrei furono in grado di resistere, e infine di essere salvati, era l’attributo della pazienza. Non hanno mai perso la fede che ciò che stava accadendo loro non era una semplice coincidenza, ma era parte di un grande piano. Potevano sopportare la sofferenza perché sapevano che quanto stava accadendo veniva da Hashem. Quando una persona sta attraversando un periodo difficile e non riesce a immaginare il perché è molto difficile sopravvivere a quell’esperienza. Ma se una persona può percepire che D-o mi sta facendo questo, e sa cosa sta facendo, e quindi ad accettarlo, questo è ciò che può dare a una persona la capacità di sopravvivere a qualsiasi prova.

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30 Dic 2021 Comunità Ebraiche

Tzedakà e Reddito di Cittadinanza

Rav Scialom Bahbout – L’attualità letta ebraicamente

Uno dei temi che è stato oggetto delle critiche da parte di molti, sia nel mondo della politica che in quello civile, è stato il Reddito di cittadinanza, che ha sostituito il precedente Reddito di inclusione.  Non c’è dubbio che durante la crisi pandemica il RdC ha svolto una funzione fondamentale. Tuttavia ricordo che all’approvazione della legge, chi aveva istituito il RdC dichiarò che era stata così eliminata la povertà.  Di fronte a una dichiarazione così “presuntuosa” basterebbe ricordare quanto più prudentemente e modestamente dice la Torà:  “poiché non cesserà il povero in mezzo alla terra, perciò io ti comando “apri bene la tua mano per il tuo fratello per i tuoi poveri e per il povero nella tua terra” (Deut. 15: 11).  La presunzione di essere una specie di Deus ex machina che può eliminare la povertà promulgando semplicemente una legge fa parte della visione illuminista della vita e della società. La realtà è molto diversa: nessuna legge, anche la più perfetta, è in grado di cambiare le persone: è necessario invece impegnarsi a educare l’uomo alla solidarietà e all’idea che tutto ciò che produciamo non ci appartiene, ma ci viene dato come opportunità da  condividere in parte con i meno fortunati. L’uomo e la società non si possono cambiare per decreto: soprattutto non si deve sottrare al singolo la sfera della solidarietà, per trasferirla in pratica alla burocrazia.

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28 Dic 2021 Comunità Ebraiche