Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

Groviglio legale. Groviglio identitario

Caso Eitan. Di qua i diritti, di là la tradizione. E Israele si scopre divisa sul nuovo giudizio di Salomone

Meir Ouziel

Ci sono tragedie in cui il cuore si spezza e, quando per un attimo si intravede uno spiraglio di luce, si spezza ancora di più. È il caso della terribile vicenda che vede coinvolto, a suo scapito, Eitan Biran, 6 anni, l’unico superstite della tragedia del Mottarone, in cui ha perso i genitori, il fratellino e i bisnonni. Il disastro quel 23 maggio è stato immenso, ma poi è emerso, come in un giudizio di Salomone dei nostri tempi, che la contesa tra i due rami della famiglia del bambino si è trasformata in un’ulteriore tragedia che ha portato a un atto indicibile, il rapimento di Eitan dall’Italia verso Israele.

Dove dovrebbe crescere il bambino? È la domanda sulla bocca di tutti. Con i nonni e gli zii materni in Israele, che hanno presentato domanda di adozione in Israele e sostengono che questo è il futuro che avrebbero voluto per lui i suoi genitori, o con il ramo paterno della famiglia in Italia, il luogo in cui è cresciuto quasi dalla nascita?

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26 Set 2021 Comunità Ebraiche

Riflessioni su Ecclesiaste e Coronavirus

Shabbàt Chol Hamo’èd Sukkòt

Rav Scialom Bahbout

L’epidemia dovuta al Coronavirus ha riportato in prima pagina l’esperienza della morte, che è rientrata improvvisamente e prepotentemente nella vita del singolo e della società. La morte era stata quasi bandita dalle case e confinata negli ospedali. La riflessione sulla morte e sulle epidemie ha spinto molte persone a cercare ispirazione nella lettura dei testi classici: ecco quindi che si tornano a leggere I promessi Sposi di Manzoni, il Decameron di Boccaccio o La Peste di Camus. Davvero strano che tra questi testi non trovi posto nessuno dei libri della Bibbia. Pur senza averle inserite nelle proprie leggi costitutive, l’Europa dichiara di ispirarsi alle radici giudaico-cristiane: ci saremmo quindi aspettati di trovare tra i testi proposti alla lettura e su cui riflettere qualcuno dei testi biblici. Ecclesiaste è un libro con molte domande e con qualche risposta per chi lo legge in momenti di crisi con la dovuta attenzione.

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24 Set 2021 Comunità Ebraiche

Perché si legge un libro pessimista come Kohèlet nello shabbàt di Chol Hamo’èd  Sukkòt?

Donato Grosser

Nel sabato di Chol Hamo’èd di Pèsach si usa leggere nel bet ha-kenèsset il Cantico dei Cantici (Shir Ha-Shirìm) composto da re Shelomò. A Shavu’òt si legge la meghillà di Rut e a Sukkòt si legge l’Ecclesiaste (Kohèlet), anch’esso composto da re Shelomò. Pèsach è la festa della liberazione dall’Egitto e dello “sposalizio” tra il Creatore e il popolo d’Israele; il Cantico dei Cantici che si legge a Pèsach è un’allegoria di questo amore tra l’Eterno e Israele.

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23 Set 2021 Comunità Ebraiche

“Di chi è la colpa”? Piperno indaga

Fabrizio Ottaviani

Alla ricerca del tempo perduto di Proust faticò ad essere pubblicato perché a qualcuno sembrò eccessivo impiegare venti pagine per descrivere le riflessioni di un uomo che non riesce a prendere sonno. Anche Alessandro Piperno, che a Proust ha dedicato più di un saggio, apre il suo ultimo romanzo (Di chi è la colpa, Mondadori, pagg. 434, euro 20 ) con una veglia, quella di un ragazzo che esita a disturbare il padre già addormentato per confessargli che è un pavido: nel liceo pubblico che frequenta un bullo ha deciso di pestarlo. Il quadro familiare nel quale la scena si svolge è eloquente: la madre, professoressa di matematica, insegna in un istituto del centro di Roma, niente di meno e niente di più. Il padre – toglierà il figlio dai guai concedendogli una gita al mare fuori stagione – è un eterno adolescente che colleziona chitarre, fissato con il rock and roll degli anni Cinquanta. Biondo e possente come un californiano cresciuto a bicchieroni di latte, per racimolare qualche soldo vende lavatrici che si rompono subito, pagato poco e male da un industriale che ha edificato la sua villa palladiana lesinando quattrini ai dipendenti. È chiaro che stavolta, a differenza di quel che accade nei romanzi precedenti (uno di essi, Inseparabili, ha vinto nel 2012 il premio Strega), Piperno non catapulta il lettore nel ricco e influente mondo degli ebrei romani: superate le colonne d’Ercole del portico d’Ottavia, l’autore si avventura nei quartieri abitati da una piccola borghesia impoverita, oppressa dai debiti.

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20 Set 2021 Comunità Ebraiche

La salvezza che solo il canto polifonico può assicurare

Parashà di Haazìnu

Rav Scialom Bahbout

Mosè ha terminato i suoi discorsi: dopo gli ammonimenti, resta la Benedizione che Mosè impartirà al popolo ebraico e alle 12 tribù. Dopo aver ricordato al popolo le norme principali che finalmente dovranno essere applicate nella Terra promessa e che riguarderanno non più solo il singolo, ma la società intera, Mosè dovrebbe scrivere o dettare il suo testamento per dire cosa vuole lasciare al Popolo d’Israele. In un testamento ci aspetteremmo parole affettuose e una sintesi di quella che egli ritiene sia la sua eredità. E questa dovrebbe essere espressa in maniera chiara, senza parabole. Mosè sceglie invece un’altra strada: scrive un testamento che potremmo definire un avvertimento per il futuro e come forma di scrittura usa la poesia, una Shirà, una Cantica. Questa Shirà rappresenterà la presenza continuativa di Mosè nel corso della Storia del popolo e per questo il popolo dovrà impararla  a memoria:  Ora scrivete per voi questa cantica e insegnatela ai figli d’Israele; mettetela loro in bocca, perché questa cantica mi sia di testimone contro i figli d’ Israele (31, 19): cioè una testimonianza che l’avvertimento è stato dato anzi tempo. 

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17 Set 2021 Comunità Ebraiche

L’Ucei sospende Gariwo

La Giunta dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha diramato una nota relativa ai rapporti tra l’ente e la Fondazione Gariwo. La nota è stata inviata anche al sindaco di Milano Beppe Sala.

“Riteniamo – vi si legge – che sulle relazioni fra l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Fondazione Gariwo siano necessarie alcune precisazioni alla luce di diverse iniziative promosse e posizioni espresse negli ultimi tempi. In una sua recente esternazione, il presidente di Gariwo, Gabriele Nissim, ha rappresentato che alcuni “integralisti” vorrebbero boicottare il Giardino dei Giusti e che si sarebbe parlato di Giusti solo con riferimento agli ebrei e non con riferimento a tutta l’umanità.

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14 Set 2021 Comunità Ebraiche

11 settembre, le teorie del complotto

Da attacco USA ad ebrei salvi perché avvisati

Dario D’Angelo

Era forse inevitabile che attorno ad un evento spartiacque come quello degli attacchi dell’11 settembre 2001 sorgessero molteplici teorie del complotto. Per comprendere la proporzione del fenomeno basta dire che oggi, alle voce “teorie del complotto 11 settembre” sono collegati su Google oltre 8 milioni di link. A dire il vero già dalle ore immediatamente successive al World Trade Center un ingegnere informatico americano seminò su un forum il dubbio che i grattacieli fossero crollati non, come stabilito dagli esperti, per effetto dell’incendio scoppiato all’interno degli edifici, bensì come risultato di una detonazione controllata. Ad alimentare questa versione, il fatto che in molti video si potessero osservare dalle Torri “sbuffi” di fumo simili agli “squibs” visibili durante le demolizioni controllate. Quella dell’esplosione controllata non è stata ovviamente l’unica teoria del complotto circolata rispetto agli attacchi di vent’anni fa. Molti cospirazionisti si concentrarono infatti sui mandanti degli attentati, negando che fossero opera di Al Qaida e di Osama bin Laden. Molto più probabile, a dir loro, che gli attacchi fossero stati orchestrati dal “deep State” americano, lo Stato profondo USA, all’epoca alle direttive di George W. Bush.

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12 Set 2021 Comunità Ebraiche