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Tag: Ucei

Un Congresso già in bilico prima del suo inizio

Domenica 5 dicembre si apre il 6° Congresso dell’Ucei. In molti hanno l’impressione che nemmeno 5 mesi di grave ritardo (rispetto alla data naturale di luglio) siano serviti a mettere a punto una bozza di riforma soddisfacente e soprattutto condivisa dal suo stesso Consiglio.

Maurizio Piperno Beer

Nel recente Convegno tenutosi a Torino “Quali rabbini nel nostro domani? ” è emersa, con diversi accenti ma con corale preoccupazione, una seria contestazione del progetto di riforma dello Statuto UCEI per la parte che riguarda la figura e l’organizzazione dei Rabbini. Le critiche hanno riguardato sia le singole norme del nuovo testo sia, soprattutto, l’idea guida che le ha prodotte e cioè che il Rabbino debba essere un semplice dipendente, con un contratto a termine che può non essere rinnovato con un anno di preavviso ad esclusivo giudizio del Consiglio della Comunità, e forse anche itinerante.

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Torino: Quali rabbini nel nostro domani?

Un seguitissimo convegno riporta a Torino la leadership culturale che aveva perso negli ultimi anni

Giulio Tedeschi

Tutti gli oratori l’hanno definita un gran pasticcio. Ed è già molto meglio delle precedenti. L’ultima versione della travagliata proposta di riforma dello Statuto, in tema di rabbini, recita che Per l’espletamento dei compiti di cui all’articolo 1, comma 2… la Comunità nomina un Rabbino Capo. Lo nomina per un periodo di sette anni. Rinnovabili. Ora l’art. 1 elenca semplicemente tutte, nessuna esclusa, le competenze e gli ambiti d’intervento di una Comunità.

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Per il Popolo Eletto – Il nostro programma Rea Lista

Parodia di proposte elettorali per il Congresso UCEI 2010

Gabriele Di Segni

Delocalizzare i Dipartimenti dell’Unione

• il Corso di Laurea ad Ajaccio (Corsica), dato che lì sono tutti corsi;

• il DEC decentrato a Decimoputzu (Cagliari) perché solo su un’isola si possono recuperare gli ebrei lost;

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Margherita Hack, fedele al fascismo, ora pro-palestinese

Le reazioni all’articolo sulla kashrut a Roma


Sharon Nizza

Leggo con stupore la newsletter di oggi dell’Unione, che riporta una ridente foto della redazione di Pagine Ebraiche con l’astrofisica Margherita Hack. Non ho ancora avuto modo di leggere l’intervista contenuta nel numero di agosto di Pagine Ebraiche, alla quale si fa riferimento nella breve nota. Ho potuto invece leggere ieri sul Corriere – e senza rimanerne così sorpresa considerato il comportamento di molti altri intellettuali italiani, antifascisti del poi, che al momento clou prestarono giuramento al fascismo – l’articolo in cui la Hack “rivela” che all’età non così fertile di 21 anni, giurò lealtà alla patria e al fascismo per ricevere una medaglia d’oro in atletica.

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Shabbat per giovani a Ostia

Alan Naccache

Non avremmo mai immaginato un’accoglienza così calorosa. In qualità di Ufficio Giovani Nazionale avevamo deciso di organizzare uno dei nostri seminari presso il centro Shirat Ha-Yam di Ostia. Una scelta, inizialmente, presa senza troppe aspettative: un posto di mare, vicino Roma, con un tempio per fare le teffillot e una cucina kasher dove passare un weekend con dieci leader comunitari in erba. E invece proprio quella piccola Comunità in riva al mare è divenuta un elemento importante, fino a essere parte integrante del nostro percorso di formazione.

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Pressioni inaccettabili sui rabbini

Riccardo Di Segni

Sono contento di aver promosso un bel dibattito con il mio intervento sul Tribunale rabbinico unico italiano. Un po’ meno soddisfatto perché qualcuno ha preso le mie note come un attacco alla sua sincerità. Mi è stata anche rinfacciata diffidenza verso gli interlocutori e come unica preoccupazione il mantenimento del potere rabbinico. Continua a leggere »

I rabbini diano risposte chiare

Dario Calimani*

Di fronte alla proposta di un Tribunale rabbinico unico che coordini a livello nazionale i percorsi di conversione e decida sugli stessi, rav Riccardo Di Segni, rabbino capo della maggiore Comunità ebraica italiana scrive sull’Unione informa: “Non si potrebbe essere più sinceri e chiedere semplicemente e direttamente quello che si vuole in realtà (procedure facili e una corte controllabile)?”

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