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Torino: In tre mesi “Conosce già bene la Comunità”

La comunità nomina Elihau Birnbaum. Ma resta anche Alberto Somekh

MAURIZIO LUPO

Viene da Gerusalemme il nuovo Rabbino Capo della Comunità ebraica di Torino. Si chiama Elihau Birnbaum. E’ ritenuto un uomo di grande esperienza, di circa cinquant’ anni, apprezzato per la sua cultura e la sua capacità di mediazione.

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La cena di natale in Comunità

Il nuovo Rabbino capo di Torino e le sue affermazioni paradossali

Emanuel Segre Amar

In tempi brevissimi la Comunità di Torino è riuscita ad eleggere il suo nuovo rabbino capo. Si era sperato in tanti, ed io ero tra questi, che potessero finalmente chiudersi quelle polemiche che, in questi ultimi anni, sono riuscite perfino a rompere amicizie fraterne che duravano da una vita.

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Rabbino capo una volta al mese

Daniel Reichel

Rav Birnbaum nuovo rabbino capo

Rav Eliyhau Birnbaum è il nuovo rabbino capo di Torino. La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, quando la Consulta rabbinica, ai sensi dell’art.30 comma 1 dello Statuto, ha espresso parere favorevole sulla nomina. La decisione era già stata assunta dal Consiglio della Comunità torinese lunedì scorso, ma si attendeva, come da prassi, il parere della Consulta. Rav Birnbaum assumerà pro tempore il ruolo di rabbino capo, a partire da domani, 1 luglio, e fino a data da definirsi. “Sono contento che la questione della nomina di rav Birnbaum” spiega il presidente della Comunità di Torino Tullio Levi “si sia conclusa abbastanza velocemente perché il protrarsi di questa situazione (la mancanza di un rabbino capo) non poteva che danneggiare la nostra Comunità. Auspico – continua Levi – rapporti di serena e proficua collaborazione tra il rav Somekh, che ha deciso di rimanere a Torino, e rav Birnbaum. Sono sicuro che lo stesso Birnbaum saprà farsi interprete delle esigenze della Comunità, agendo per il bene di tutti, quindi anche di coloro che in passato hanno avuto delle difficoltà con rav Somekh”.

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Il rabbino delle Comunità dimenticate

Daniel Reichel

Il rav Birnbaum visita la Comunità piemontese. “La realtà comunitaria è la chiave per rafforzare l’identità ebraica”

“Se una persona può cambiare il proprio destino anche un popolo può farlo” sostiene Rav Eliyahu Birnbaum, dayan al Tribunale per le conversioni del rabbinato israeliano e docente al Merkas Rapaport dell’università di Bar Ilan. In visita a Torino per “dare uno sguardo alla comunità”, con il rav, personaggio noto a livello internazionale, abbiamo parlato di identità ebraica fra presente e futuro. Continua a leggere »

Torino come metafora

Dietro al piccolo episodio

David Sorani

Si potrebbe anche sostenere che tutta la questione sollevata intorno alla riunione organizzativa convocata dal Consiglio della Comunità di Torino un venerdì pomeriggio alle 17,30 (questione diffusa e dibattuta in questi giorni su “Kolot”) sia in fondo cosa di poco conto, alla quale si è dato fin troppo peso: che importanza può avere e quali tracce può lasciare un incontro di lavoro tra pochi volontari in vista della prossima giornata europea della cultura ebraica? E invece no, invece è chiaro a tutti che la data e l’ora stabilite, e le priorità seguite per fissarle assumono una valenza emblematica della mentalità, del modo di porsi e di gestire le situazioni di interesse comune propri dell’attuale maggioranza consiliare.

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Un precedente illustre all’episodio torinese

Ariel Finzi

Riassumiamo la discussione a cui abbiamo assistito: Il consiglio della Comunità di Torino, mediante due suoi rappresentanti (Kaminski e Montagnana), ha organizzato una riunione alle ore 17:30 di un venerdì pomeriggio.

Il prof. Giulio Tedeschi si è lamentato del fatto che ciò va in contrasto con la preparazione dello Shabbat e che questo discrimina coloro che lo osservano. I due rappresentanti del consiglio rispondono con una lettera che ho letto e riletto ma che proprio non sono riuscito a capire. La lettera comincia con una disquisizione sui tempi dell’entrata dello Shabbat. Viene citato Rav Eliezer Melamed ed un principio alachico “Sfekà deoràita lechumrà”.

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Una scelta rigorosissima

1) Non abbiamo sbagliato 2) Anzi sì, ma siamo sinceri

Sarah Kaminski e Manfredo Montagnana

Egregio direttore,

rispondiamo all’intervento dal titolo “Torino sul limite”, giunto ai nostri indirizzi mail venerdì 18 luglio, in cui un Giulio Tedeschi indignato deplorava la scelta dei Consiglieri alla Cultura della Comunità Ebraica di Torino, per aver fissato una riunione organizzativa di venerdì alle 17.30, mettendo in profondo imbarazzo gli ebrei torinesi.

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