Rabbini | Kolòt-Voci

Tag: Rabbini

Il mal di stomaco dell’educatore ebreo

Rav Roberto Colombo e sua moglie, la morà Anna, lasceranno Milano per trasferirsi a Roma. Una grave perdita per la Comunità milanese che in questi anni ha visto, grazie anche agli sforzi di Roberto e Anna, una crescita ebraica senza precedenti. Questo il discorso pronunciato a maggio.

Continua a leggere »

Un Tribunale rabbinico autonomo e autorevole

Alfonso Arbib

Mi sembra che la discussione che si è aperta sia interessante pur nelle sue asprezze e forse grazie alle sue asprezze. La proposta di istituire un Beth Din unico in Italia credo che vada esaminata con attenzione. Personalmente credo che possa essere una buona idea, anche se è ovviamente vero ciò che dice rav Di Segni, cioè non è questa la situazione generale dei Batè Din in Europa e nel mondo. Credo però che l’Italia, viste anche le dimensioni molto ridotte delle comunità possa giovarsi di una situazione di questo tipo. Questo però a patto di rendere tale Beth Din assolutamente autonomo rispetto alle comunità e autorevole, a patto che sia mobile e che abbia uno stretto collegamento con i Rabbinati locali. Quello dell’autonomia è un tema assolutamente essenziale, dovrebbe essere una preoccupazione non solo dei rabbini, dovremmo pensare seriamente a quali soluzioni adottare per garantire questa autonomia.

Continua a leggere »

Rabbino capo una volta al mese

Daniel Reichel

Rav Birnbaum nuovo rabbino capo

Rav Eliyhau Birnbaum è il nuovo rabbino capo di Torino. La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, quando la Consulta rabbinica, ai sensi dell’art.30 comma 1 dello Statuto, ha espresso parere favorevole sulla nomina. La decisione era già stata assunta dal Consiglio della Comunità torinese lunedì scorso, ma si attendeva, come da prassi, il parere della Consulta. Rav Birnbaum assumerà pro tempore il ruolo di rabbino capo, a partire da domani, 1 luglio, e fino a data da definirsi. “Sono contento che la questione della nomina di rav Birnbaum” spiega il presidente della Comunità di Torino Tullio Levi “si sia conclusa abbastanza velocemente perché il protrarsi di questa situazione (la mancanza di un rabbino capo) non poteva che danneggiare la nostra Comunità. Auspico – continua Levi – rapporti di serena e proficua collaborazione tra il rav Somekh, che ha deciso di rimanere a Torino, e rav Birnbaum. Sono sicuro che lo stesso Birnbaum saprà farsi interprete delle esigenze della Comunità, agendo per il bene di tutti, quindi anche di coloro che in passato hanno avuto delle difficoltà con rav Somekh”.

Continua a leggere »

Pressioni inaccettabili sui rabbini

Riccardo Di Segni

Sono contento di aver promosso un bel dibattito con il mio intervento sul Tribunale rabbinico unico italiano. Un po’ meno soddisfatto perché qualcuno ha preso le mie note come un attacco alla sua sincerità. Mi è stata anche rinfacciata diffidenza verso gli interlocutori e come unica preoccupazione il mantenimento del potere rabbinico. Continua a leggere »

I rabbini diano risposte chiare

Dario Calimani*

Di fronte alla proposta di un Tribunale rabbinico unico che coordini a livello nazionale i percorsi di conversione e decida sugli stessi, rav Riccardo Di Segni, rabbino capo della maggiore Comunità ebraica italiana scrive sull’Unione informa: “Non si potrebbe essere più sinceri e chiedere semplicemente e direttamente quello che si vuole in realtà (procedure facili e una corte controllabile)?”

Continua a leggere »

Tribunale rabbinico unico? Per poterlo controllare!

Riccardo Di Segni

Un Beth Din, tribunale rabbinico, unico per tutta l’Italia. E’ una delle richieste più condivise in questo periodo di revisione dell’organizzazione ebraica in Italia. Servirebbe finalmente a mettere ordine in questioni controverse. Il Beth Din si occupa di diritto matrimoniale, di litigi ma soprattutto di conversioni, vero punto dolente. Bisogna trovare un criterio unico, si dice, così si fa anche in tutti gli altri paesi, dove di Beth Din ce ‘è uno solo, si aggiunge. Quindi perché dovremmo rimanere indietro noi? Continua a leggere »

Perché riposare il settimo giorno

Davide Frattini

Judith Shulevitz ricorda il valore religioso del non lavorare, senza limiti confessionali

La luce tinta miele del tramonto inghiotte il traffico e il rumore. La regina Shabbat scende su Gerusalemme senza proclami. Accompagna il silenzio e il riposo intimati (garantiti) da quel «ricordati del giorno di sabato per santificarlo». Sotto il comandamento vengono salvaguardate tutte le creature, come prescrivono i versi dell’ Esodo: «Tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te».

Continua a leggere »