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Milano talebana

Già condannati duramente in Israele, spuntano anche a Milano i trasposti pubblici che ghettizzano le donne.

Armando Stella

Settori «rosa» nelle stazioni del metrò: spazi videosorvegliati, protetti e segnalati sulle banchine. E ancora. Vagoni dedicati (o riservati) alle donne che utilizzano il treno negli orari serali e ronde di vigilanti addetti al controllo delle «utenti deboli». La sicurezza del pubblico femminile è il capitolo di lavoro più delicato sul tavolo del consiglio d’amministrazione Atm. Il board ha ricevuto l’input dall’assessorato comunale alla Mobilità: «Studiare nuovi e più efficaci sistemi di tutela per le viaggiatrici sulla rete metropolitana». Il progetto del «metrò rosa» ha priorità alta. Continua a leggere »

Accensione della Comunità a Milano

Dopo le dimissioni del vicepresidente Foà che è riuscito a litigare con il suo presidente, la sua lista e, ovviamente, la sua l’opposizione, quest’ultima fa sentire oggi la sua versione dei fatti. Chi ha pazienza trova anche la lettera di Foà del 23.12.

Alberto Foà, Vicepresidente della Comunità di Milano e assessore al Bilancio, al Personale e ai Tributi, ha presentato le proprie dimissioni da tutti i suoi incarichi comunitari. Sappiamo che molto verrà detto in questi giorni e, complici le vacanze invernali, avremo tutti modo di riflettere serenamente in proposito, ma fin da subito abbiamo il dovere di chiarire alcuni punti. Le dimissioni di Alberto Foà ufficializzano quanto diciamo da tempo. Esiste una crisi della maggioranza che è uscita dalle urne alle ultime elezioni milanesi, una crisi che sarebbe riduttivo e semplicistico ascrivere a incomprensioni personali.

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Le due porte della Teshuvà

Alfonso Arbib

Nella parashà di Chukkàt il popolo ebraico si lamenta per due volte per la mancanza di acqua: la prima volta Dio risponde semplicemente fornendogli l’acqua, la seconda li punisce severamente. Come mai? Il Ralbag risponde che c’è una differenza fondamentale: la prima volta, gli ebrei non avevano veramente l’acqua; la seconda l’acqua c’era.

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L’industriale al servizio di chi aveva perso tutto

L’attività diplomatica di Astorre Mayer nei primi anni dello Stato d’Israele

Sergio Itzhak Minerbi

Al momento della fondazione dello Stato d’Israele, nel 1948, il ruolo del Console Onorario non era ancora ben definito presso il ministero degli esteri israeliano. L’ignoranza delle prestazioni di un Console onorario generava talvolta scetticismo al ministero e, per prudenza, invece di incoraggiare la creazione di consolati onorari,  esso aveva la tendenza, piuttosto, di evitarli. Questo atteggiamento non è cambiato molto fino ad oggi e il ministero arrivò persino a chiudere il Consolato onorario di Hong Kong, per le solite ragioni budgetarie, sebbene le spese fossero coperte da Lord Kadoorie, che fu tra i primi ad inserirsi nell’economia della nuova Cina, costruendo una centrale elettrica nucleare del valore di 3 miliardi di dollari. Dopo alcuni anni di interruzione, il ministero israeliano decise di riaprire il consolato e fu sorpreso dalla facilità con la quale fu possibile farlo, proprio perché le autorità britanniche avevano già dato il loro exequatur in passato avendo, approvato il precedente Console onorario.

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Se la Comunità di Milano fa concorrenza ai rivenditori kashèr

Carne in Comunità? Chi ride e chi piange. L’inchiesta con interviste ai diretti interessati del sito yeud.im in occasione della vendita dei prodotti di Pesach dove la Comunità Ebraica di Milano ha importato direttamente carne congelata da Manchester, con controllo Glatt Bet Yosef, uno dei più rigorosi

La carne arriva nei locali della comunità a prezzi calmierati, ma non tutti sono contenti. Siamo andati a chiedere il parere di due rivenditori di carne Eretz e Keter, che vendono carne kasher importata dall’estero, e la macelleria Mr. Meat, che produce la propria carne con un shochet da Israele. Queste sono state le loro risposte.

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I popoli arabi hanno fame di futuro

Emma Bonino e Khaled Fouad Allam al centro di una serata (a Milano) ricca di spunti di riflessione e di analisi. Le rivolte che hanno acceso il mondo arabo, le prospettive, le speranze.

Ester Moscati

“Difendere la nostra libertà e usare la nostra libertà per difendere quella degli altri popoli”. Non ci sta, Emma Bonino, nella schiera di coloro che pensano “si stava meglio quando gli altri stavano peggio”, quando i popoli arabi erano sotto il giogo dei dittatori. Popoli che alzano la testa, dove, perché. E perché proprio ora. Egitto, ma anche Libia, incalzati dall’attualità che in poche ore cambia il corso di decenni di storia, e Tunisia, e Barein: di questo si è parlato in un incontro dibattito la sera del 27 febbraio in Comunità.

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Caccia all’ebreo (che non vuole pagare le tasse comunitarie)

Il testo integrale diffuso in questi giorni dall’Assessore al Bilancio e Vice-presidente della Comunità ebraica di Milano

Alberto Foà

Negli ultimi giorni gli Iscritti alla Comunità di Milano hanno avuto diversi motivi di lamentarsi per le misure prese dall’attuale Consiglio e dall’attuale Giunta al fine di risanare il Bilancio e di mettere la Comunità su un sentiero economico sostenibile nel medio-lungo termine e, più in generale, per assicurare l’esistenza stessa della Comunità nel prossimo futuro.

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