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Gad Lerner vuole Antonella Musatti Presidente

Antonella-Musatti

Antonella Musatti

Con un titolo bizzarro: “Il settarismo identitario non riscuote successo fra gli ebrei milanesi: vota solo il 35% degli iscritti” Lerner confessa la sua ignoranza: a Milano ha votato il 37,8% degli iscritti. Certamente pochi, ma più del 33,7% del 2012. Le discussioni, anche accese, sembrano far bene alla Comunità

Gad Lerner

Si sono concluse con un pari e patta fra due liste contrapposte le elezioni per il rinnovo del Consiglio della Comunità ebraica di Milano, sciolto dopo lo scandalo degli ammanchi milionari perpetrati negli anni da un funzionario disonesto. Il dato più significativo è l’ulteriore calo della partecipazione al voto, ormai ridotta al 35% degli aventi diritto. Molto meno della metà, nonostante un protagonismo mediatico senza precedenti.

La rappresentatività dei portavoce comunitari ne esce assai delegittimata. I roboanti proclami identitari in cui si è contraddistinta soprattutto la destra interna (“ci impegnamo a non criticare mai Israele”, hanno scritto in un appello congiunto l’uscente Walker Mekhnagi e il romano Riccardo Pacifici) trovano adesioni sempre più ridotte. Neanche fra i pochi che vanno ancora a votare prevale il settarismo di chi aveva strumentalizzato perfino la tutela della sicurezza a fini propagandistici.

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Milano. Appello della lista 6 Shalom

Giuseppe Chalom lista N.6 SHALOM

Joe-Chalom

Approfitto di questo spazio gentilmente concessomi, per esprimere il mio apprezzamento per la forma democratica del dibattito elettorale interno alla nostra comunità , che toccandolo con mano, constato essere onesto, nel segno delle pari opportunità

Colgo anche l’ occasione, dopo l’ incontro di ieri presso la scuola sul tema della sicurezza, per esprimere anche un mio pensiero su questo tema .

Come candidato consigliere sono stato invitato  ad un dibattito  sul tema SICUREZZA .

Lì mi sono accorto di essere indietro come programmi sulla sicurezza rispetto ad altre liste che hanno espresso piani anche molto ambiziosi su questo tema , evocando addirittura sistemi missilistici …

Al momento sono candidato per il consiglio della comunità e non intravvedo in questo ruolo il dovere di esprimermi in materia.

Ricordo , anni fa che quando organizzai , per conto del Maurizio Levi , eventi che contemplarono la presenza di personaggi come Rabin, Peres, Andreotti, Spadolini, solo per citarne alcuni dei più famosi, ci si rapportava con le persone preposte alla sicurezza, che c ‘ erano allora come oggi .

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Milano. L’appello dei due presidenti

Kolòt ha sempre dato voce a tutti i testi pervenuti in redazione. Ecco l’ultimo  arrivato, prima del voto milanese di domenica

Riccardo Pacifici – Walker Meghnagi

fotogramma - lagattolla -Cari amici, abbiamo deciso di scrivere un appello comune in nome del lavoro che negli ultimi abbiamo fatto insieme. Per il bene della nostre Comunità, dell’ebraismo italiano, per il bene dello Stato d’Israele. Ci hanno unito battaglie comuni contro l’omertà di taluni di fare sentire la voce delle due più importanti Comunità in Italia in difesa delle ragioni d’Israele. Israele è e rimarra’ sempre il centro delle nostre attivita’, senza se e senza ma.

Quando alcuni leader comunitari avrebbero voluto “mantenere un basso profilo”, per paura di infastidire ed urtare la suscettibilità dell’opinione pubblica e di alcuni salotti di “benpensanti”, noi abbiamo continuato il nostro lavoro senza farci intimorire da nessuno per le ragioni d’Israele.

Noi sosteniamo che la nostra responsabilita’ come Ebrei e quelle di sostenere Israele SEMPRE e oggi ancora di piu’ alla luce dei nuovi fenomeni di antisemitismo e antisionismo – Noi siamo con Israele! Non permetteremo mai critiche all’unico stato Ebraico, Democratico, offrendo ai nostri nemici strumenti per leggittimare le loro critiche!

Se dovessimo vedere la lista WELLCOMMUNITY sconfitta a queste elezioni, temiamo che tali critiche saranno considerate legittime o – peggio ancora – possano passare ancora senza alcuna presa pubblica di distanza. Questo è il serio rischio: che alcuni fra i nostri avversari possano sentirsi legittimati nel loro pensiero antisionista.

Insieme abbiamo deciso di scrivere questo appello perché purtroppo i problemi che affliggono la comunità ebraica di Milano , non sono solo quelli della difesa d’Israele, ma anche delle nostre scuole. Un costo senza dubbio tra i maggiori per le nostre comunità, ma che sosteniamo essere anche il miglior investimento. E soprattuto l’unico che possa garantire sopravvivenza alla nostra comunità e a quelle comunità che hanno deciso di tenerle aperte con sacrifici enormi per l’intera collettività.

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Milano. Social media, chiacchiere e il solito tiro al piccione Ucei

Domenica si vota a Milano per il rinnovo del Consiglio. Le inevitabili polemichette finali di una campagna elettorale tutto sommato pacata

Raffaele Turiel

TurielÈ da qualche tornata, ormai,  che il dibattito che precede le elezioni della CEM si sviluppa, in particolare, su Facebook. Ogni lista apre il suo gruppo, invita tutti (o quasi): pronti e via alla corsa nel pubblicare post, like etc. Ci sta, anche perché la classica assemblea preelettorale (quella della presentazione dei programmi da parte dei candidati, per intenderci) dice poco in quanto presidiata dai sostenitori chiamati a raccolta delle  liste. Questi hanno, evidentemente, già ben chiaro per chi votare a prescindere da cosa verrà presentato.

Anche FB, peraltro, è divenuto terreno fertile per alcuni “pierini” che si materializzano  prima delle elezioni, salvo poi, regolarmente, scomparire: intervengono  non per il desiderio di formarsi una opinione e decidere per chi votare, ma per fare un propaganda a  favore di una lista o tutelare un  candidato amico.

E poiché siamo nel campo dei tifosi, l’amico candidato o assessore, by definition, non sbaglia mai: se qualcosa non ha funzionato, le responsabilità è altrove.

Accade che, tra le buone cose riferibili all’Assessore alle Scuole uscente, non rientri a pieno titolo il c.d. Progetto di rilancio della Scuola. Un progetto sollecitato anche dall’Ucei per erogare  un sostegno economico significativo già deliberato a favore della Scuola di Milano. Il progetto è stato giudicato, da Giunta e Consiglio Ucei, non adeguato e si deve all’intervento del Presidente Meghnagi lo sblocco del finanziamento.

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Milano: conferenza sulla sicurezza confermata. Anche le polemiche

Davide Romano*

davide_romanoCome tutte le campagne elettorali, anche quella della Comunità ebraica di Milano appare molto tesa. Cadute le ideologie, in realtà, ci si polarizza su temi molto più leggeri. Per fortuna, aggiungerei. In Israele del resto, sono riusciti a fare un caso nazionale del fatto che Netanyahu non avesse restituito al cameriere i soldi di un collirio…

Nella nostra città invece,  la pietra dello scandalo è stata il fatto che il presidente uscente Walker Meghnagi abbia invitato al voto per la lista Wellcommunity da una newsletter del giornale della Comunità. Uno “scandalo” fatto arrivare addirittura sulle pagine del Corriere della Sera, ovviamente su segnalazione di chi crede (per il bene della Comunità, ovviamente) che l’unica lista da votare sia Lechaim. Evidentemente a costoro non importa se per cercare di fare vincere i “buoni” è l’immagine della Comunità a rimetterci. Il fine giustifica i mezzi, pare.

L’altra discussione aspra è stata quella sulla conferenza di questa sera alle 21 in aula magna, dedicata alla sicurezza degli ebrei milanesi. Polemiche perché “non si deve parlare di sicurezza in campagna elettorale” e “non si deve invitare il prefetto in una manifestazione di parte”.

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Truffa da 10 milioni alla comunità ebraica: “La banca ci deve risarcire”

Dopo l’indagine contro l’ex dipendente ora l’accusa: “Soldi senza controlli”. Il presidente uscente Meghnagi (definito con disprezzo “Superpippo” dalla lista concorrente): “La mia è una battaglia personale. Quell’uomo ha incassato 664 assegni troppo facilmente”

Alessia Gallione

fotogramma - lagattolla -Lo aveva promesso fin dall’inizio, fin dallo scorso aprile quando aveva dovuto comunicare a un’assemblea sotto shock la scoperta della truffa: «Andremo avanti fino a quando non avremo recuperato i soldi che ci sono stati rubati». Adesso Walker Meghnagi annuncia il prossimo passo che la comunità ebraica stapercompiere. Equell’atto sarà uno degli ultimi che farà come presidente dei 7mila iscritti: il 22 marzo ci saranno nuove elezioni (anticipate) per rinnovare le cariche. Lui non si ricandiderà, ma, dice, non intende mollare quella che considera anche una «battaglia personale». Il caso è quello dell’ex responsabile amministrativo che, negli anni, è arrivato a sottrarre dieci milioni. Soldi che adesso la comunità chiederà come risarcimento «economico» e «morale» anche alla banca che custodisce le loro risorse e da cui l’allora dipendente sarebbepassato all’incasso in almeno dieci anni di «664 assegni che non avevano i timbri necessari».

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Milano. Questioni etiche

Qualche precisazione e qualche conferma nella nota del Consigliere milanese che aveva denunciato la crisi sistemica della Comunità ebraica

Guido Osimo°

Guido OsimoIl Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna mi chiede cortesemente di precisare ciò che ho scritto in un articolo pubblicato una settimana fa su Kolot. Lo faccio volentieri, anche perché esso è legato al tema dell’onore e dell’onorabilità delle persone; un tema degno della massima attenzione.

Domenica 22 marzo la Comunità Ebraica di Milano andrà alle urne, per eleggere il suo prossimo Consiglio. Io ho proposto che nessuna persona che abbia ricoperto le cariche di Presidente, Assessore alle Finanze, Assessore al Personale o Segretario della Comunità, dal 1982 fino al momento in cui l’attuale gestione ha scoperto gli ammanchi di cui si è reso responsabile l’ex direttore amministrativo Sergio Lainati, si presenti alle prossime elezioni.

Ho argomentato che attribuivo alle categorie di persone che ho nominato precise responsabilità politiche ed etiche; vorrei precisare in che senso intendo queste responsabilità etiche. Prima di tutto devo ribadire con chiarezza che mai, in nessun momento, ho inteso ipotizzare alcun tipo di responsabilità penale o di connivenza di qualsiasi tipo in questa vicenda da parte dei passati vertici politici e gestionali della nostra Comunità. Quando accenno a una responsabilità etica, intendo qualcosa di completamente diverso.

In linea di principio è giusto e doveroso essere grati a chi ha voluto impegnare le proprie capacità per il bene comune.

Ma io credo che se questo impegno, con tutte le decisioni prese o non prese che lo hanno caratterizzato, è stato tale da consentire che la nostra Comunità riportasse un danno di queste dimensioni allora è giusto chiedere che i responsabili politici e gestionali passino la mano, ed è anzi eticamente corretto che questi stessi lo facciano spontaneamente.

Spero sinceramente che queste mie precisazioni aiutino a distendere gli animi, per continuare ad agire per il bene dell’ebraismo italiano e delle sue istituzioni.

*Assessore alla Comunicazione uscente, Comunità di Milano