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Progetto Kesher: Una realtà per l’ebraismo milanese

Parliamo con rav Roberto Colombo, direttore di Kesher, di questa che è ormai una realtà consolidata nel panorama sociale e culturale ebraico milanese.

È iniziato un nuovo ciclo di incontri del Progetto Kesher; è il terzo anno e le prime iniziative, il seder di Rosh Hashanà, la cena in sukkà e le prime conferenze, hanno avuto un buon successo. Possiamo fare già un bilancio dell’attività di Kesher?

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Le parole del Rav, la Comunità che tutti vogliamo

La Comunità Ebraica di Milano ha vissuto recentemente due importanti momenti: uno al Benè Berith, dedicato ai giovani; il secondo in un’affollata aula magna, dedicato alla scuola ebraica e alle diverse identità comunitarie.

In un mondo dove quasi tutti pretendono di improvvisarsi qualcosa che non sono (e che non possono essere), incontrare qualcuno che esprime opinioni fondate è un’emozione sempre più rara. In un pianeta, come quello dove abitiamo, dove i tromboni hanno sempre fiato da sprecare, non facciamo mai abbastanza sforzi per ascoltare chi parla a bassa voce. Si potrà o meno concordare di caso in caso con quanto dice, ma il rav Alfonso Arbib, il rabbino capo di Milano, appartiene certamente a quella rara categoria di persone che non ci assordano di parole pronunciate a sproposito. Non alza la voce, non sgomita per apparire, non si sente in dovere di dare pareri irrevocabili su tutto e tutti. Parla poco, agli occhi di qualcuno corre il rischio di sembrare quasi timido. Eppure in due recenti occasioni ha messo giù concetti solidi come le pietre angolari necessarie a sostenere le grandi costruzioni.

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Educazione ebraica, il laboratorio di Milano

Guido Vitale

Gli uomini, secondo un’antica interpretazione ebraica, sono superiori agli angeli. Gli esseri celesti, infatti, non devono affrontare la responsabilità e la difficoltà di educare i propri figli. Lo ha ricordato, nel corso della serata culminante di una importante due giorni di studi (il primo Seminario regionale per rabbini europei, organizzato dal Rabbinato centrale di Milano, dalla Conference of European Rabbis e dall’organizzazione Arachim), il rabbino capo di Milano Alfonso Arbib. Continua a leggere »

Gli ebrei che alzano la testa

Per Amos Luzzato gli ebrei hanno votato “per paura” – Davide Romano spiega perché la verità è diversa

Davide Romano

C’è un nuovo vento nell’ebraismo italiano. L’idea di alzare la testa e rispondere – sui mezzi di informazione piuttosto che scendendo in piazza –agli attacchi provenienti da destra come da sinistra, senza sconti per nessuno, non è più un tabù.

Le elezioni della Comunità ebraica milanese di domenica hanno confermato questa tendenza. Per capirne l’origine bisogna però tornare a sei anni fa, quando ebbe inizio la seconda intifada palestinese: quella che alle pietre preferì i kamikaze che si facevano esplodere negli autobus pieni di civili israeliani. In quegli anni di continui attacchi terroristici, il governo israeliano reagì in maniera molto più misurata rispetto a qualunque altro governo al mondo (dagli USA post 11 settembre alla Russia contro i ceceni). Ciononostante, le condanne del mondo intero e le manifestazioni nelle piazze europee si concentrarono soprattutto sul governo Sharon-Peres. La legittima critica politica sfociò in odio anti-israeliano che presto tracimò in antisemitismo. Gli atti ostili contro gli ebrei in Europa si moltiplicarono: in Francia si arrivò a bruciare le sinagoghe e alle violenze fisiche sugli ebrei. Continua a leggere »

Comunità ebraica, vince la tradizione

Alle urne il successo va alla lista “Per Israele”. Quasi dimezzati gli eletti della componente laica Chai e di Kadima. Tedeschi: “La parte laica non ha colto l´invito a partecipare più direttamente”

ALESSIA GALLIONE – Repubblica – 30 maggio 2006

Nelle stesse ore in cui la città decideva il suo futuro sindaco, c´era un´altra Milano che si metteva in coda di fronte alle urne, quella ebraica. I 6.500 iscritti della comunità più eterogenea d´Italia, la più numerosa dopo Roma, hanno scelto chi li governerà per i prossimi quattro anni. E i numeri dell´”altra elezione” raccontano la vittoria della lista Per Israele, che rappresenta l´anima più tradizionalista e che schierava il presidente uscente Leone Soued, sicuro della riconferma, e il portavoce Yasha Reibman, il più votato. Una affermazione che, con 10 consiglieri eletti su 19, supera le aspettative della vigilia. I laici della lista Chai – «Vita» in ebraico – vedono quasi dimezzati i propri rappresentanti, che passano da otto a cinque. Non decolla neppure Kadima (Avanti) la formazione dell´ex presidente Roberto Jarach, che per il suo ritorno ufficiale nella vita politica comunitaria aveva scelto il nome del partito israeliano di Sharon, ma che riesce a conquistare solo quattro consiglieri. Continua a leggere »

Comunrità ebraica di Milano: I risultati definitivi

Elezioni per il rinnovo del consiglio della Comunità ebraica di Milano

10 seggi a Per Israele

5 a Chai

4 a Kadima Continua a leggere »

La sinagoga di Milano apre le porte alla città

Anche Ferrante e la Moratti in via Guastalla. Iniziativa della Comunità ebraica dopo le bandiere d’Israele bruciate nel corteo del 25 aprile

E come si conciliano tra loro, le chiedono circondandola nella consueta selva di microfoni, la sua presenza qui in sinagoga per dire no all’antisemitismo e la sua alleanza appena siglata con l’estrema destra neofascista della Fiamma Tricolore per la corsa a Palazzo Marino? Letizia Moratti, pressata dai cronisti sul marciapiede, guarda dentro la telecamera. Continua a leggere »