Matrimonio ebraico | Kolòt-Voci

Tag: Matrimonio ebraico

Tanti auguri a chi?

L’esperimento scientifico socio-culturale di un iscritto che chiede lumi a 24 rabbini italiani su come comportarsi riguardo la spinosa questione dei matrimoni misti. Le risposte valgono più di 24 numeri speciali sul Rabbinato in Italia della Rassegna Mensile di Israel e dimostrano meno divisioni di quelle che appaiono all’esterno, sulle questioni cruciali.

Sandro Servi

Leggendo il giornale di una Comunità ebraica italiana mi sono imbattuto, qualche tempo fa, in una rubrica, intitolata “Auguri a…” in cui si fanno le felicitazioni per matrimoni, bar/bat mitzvà, nascite. Notando la nascita di ben tre bambini (due gemelli da un matrimonio e una bambina da un altro) e mi stavo rallegrando, visto che in quella Comunità le nascite raramente si contano in un anno con le dita di una mano, quando ho dovuto considerare che quei due matrimoni erano matrimoni misti in cui entrambe le madri non sono ebree, dunque anche i neonati non lo sono. Mi sono posto allora il problema dell’opportunità dell’iniziativa di pubblicare gli auguri per tali nascite in un giornale di una Comunità ebraica.

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Essere genitori ebrei

Da Lettere per la prossima generazione, allegato a Shalom di Roma e al Bollettino di Milano

Rav Jonathan Sacks*

SARA, DAVID, Vorrei parlarvi di figli. Dio ha dato ad ambedue la benedizione di avere figli: essi costituiscono la gioia della nostra vita, così come della vostra. Godeteveli, trascorrete un po’ di tempo con loro. Giocate, imparate, cantate, pregate e fate mitzvot insieme a loro. Sarà il modo migliore di trascorrere il vostro tempo. L’amore che darete loro quando sono piccoli rimarrà con loro nel corso di tutta la loro vita. Come il sole, li farà fiorire e crescere.

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Intervista al vetriolo

Dopo le provocazioni del presidente Jarach lanciate nel corso dell’intervista a La Stampa del 12 giugno qualcuno sbotta

Per Israele – Milano: “Parole molto gravi”

Nell’intervista senza veli a La Stampa, vengono attribuite a Roberto Jarach parole molto gravi, che molti hanno letto con raro sgomento e con la speranza di una rapida smentita da parte del presidente della Comunità ebraica milanese. Continua a leggere »

Scegliere di avere figli ebrei

Riccardo Di Segni – Rabbino capo di Roma

Nell’ora di Ne’ilà 5769 – 9 0ttobre 2008

Questo momento è decisamente speciale. Le nostre Sinagoghe sono già piene, al termine di una lunga giornata di preghiera, e ancora di più si riempiranno nei prossimi minuti. La preghiera di Ne’ilà va inziata poco prima del tramonto, quando il sole all’orizzonte sfiora la cima degli alberi. Corrisponde al momento in cui venivano chiuse le porte del Beth haMiqdash, in concomitanza simbolica con il momento in cui in cielo si chiudono le porte. Aldilà di queste porte, in questi momenti, viene firmato il decreto che ci riguarda. Per questo motivo, in tutta la preghiera diremo chotmènu, “fìrmaci”, a differenza di come abbiamo fatto finora, con l’espressione kotvènu, “iscrivici” nel libro della vita. Come spiegava R. Moshe Soloveitchik, “il tramonto di questa sera non è un tramonto qualsiasi, è un tramonto che porta la cancellazione di tutte colpe”. Ma in che senso?

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Un consiglio preoccupato per il rabbino “severo” ma non per il tasso dei matrimoni misti

Una nota da Iarchon – organo ufficiale della Comunità Ebraica di Trieste

Dall’ultimo resoconto delle riunioni del consiglio della Comunità pubblicato su Iarchon, si sono tenute tre ulteriori sedute che hanno avuto luogo il 19 dicembre 2007, il 16 gennaio e il 23 gennaio 2008.

Nel corso delle tre riunioni si è discusso principalmente di un importante fatto: Rav Margalit ha giustamente ritenuto doveroso chiarire quale sia la procedura da seguire affinché un bambino con il padre ebreo e la mamma non ebrea possa egli stesso diventare ebreo. Questo chiarimento, comunicato alle famiglie interessate nel corso di un’assemblea tenutasi il 3 dicembre, ha creato un certo sconcerto. Il signor Rabbino ha, infatti, illustrato criteri molto più severi di quelli adottati negli anni precedenti sui quali le giovani coppie in questione avevano basato i loro progetti di vita.

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