Kashrut | Kolòt-Voci

Tag: Kashrut

JewsNews 5

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

Rabbino a 14 anni?

Tutto è andato per il meglio, fino a quando, durante lo scritto finale in luglio, Rav Shlomo Amar, venendo ad augurare buona fortuna agli esaminandi, non ha notato un volto un po’ troppo giovane. E’ stato così che ha bloccato la procedura, adducendo che per il rabbinato l’età minima di ordinazione sarebbe di 22 anni.

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Cara cotoletta milanese

ARCHIVIO: I costi della Kashrut in Italia


Perché questa benedetta carne ha prezzi così alti? Colpa dei costi di macellazione rituale o della scarsa domanda? O il problema sta nella vendita al dettaglio? La questione scotta. Allo studio soluzioni e risposte. Per portare la bistecca su tutte le tavole

Davide Romano

“La carne Kasher costa troppo!” è una delle frasi più comuni che da anni si sentono tra gli iscritti alla nostra Comunità. L’attuale crisi economica ha purtroppo aggravato il problema e reso ancora più urgente trovare una soluzione. Eppure la missione di permettere a tutti gli ebrei di mangiare carne kasher dovrebbe essere un dovere, oseremmo dire una mitzvà. Sarebbe inaccettabile infatti, se il rispetto delle regole ebraiche fosse subordinato al reddito. Tanto più che mangiare secondo le regole halachiche è uno dei più importanti elementi che caratterizzano l’identità ebraica. Continua a leggere »

JewsNews 4

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

Come gli ebrei israeliani percepiscono il legame con la Diaspora?

Quando si tratta di riconoscere l’appartenenza spirituale e religiosa al popolo ebraico di chi vive fuori da Israele, tutti sembrano d’accordo. Più del 60% degli intervistati secondo un’indagine del Ministero per gli Affari della Diaspora sostiene il riconoscimento dell’importanza degli ebrei in Galut.

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Le polemiche fra rabbini non sono certo una novità

ARCHIVIO: Un articolo di rav Alberto Somekh del 2004 su Kippur che cade di shabbat come quest’anno


L’aspro scambio di lettere fra Shadal e Benamozegh sul significato del suono dello shofar. Dalla derashà tenuta il 1° giorno di Rosh Hashana all’Oratorio Di Castro di via Balbo, Roma

Gianfranco Di Segni

EsplosioneA Rosh Hashana in genere si fa il consuntivo dell’anno appena trascorso. Una delle caratteristiche di quest’anno è stata il dibattito che ha animato la comunità ebraica italiana riguardo al ruolo dei rabbini, con accese discussioni sui rabbini e fra i rabbini stessi. Ricordiamone qualcuna: la visita del papa alla sinagoga di Roma, con rabbini che hanno partecipato e altri che si sono astenuti dal farlo; la vicenda delle ciambellette nella comunità di Roma, che è finita addirittura sulle pagine della stampa nazionale; la revoca del rabbino capo di Torino; lo stato della kashrut a Roma. (La lista non è affatto esaustiva). Qualcuno si stupisce delle discussioni fra i rabbini. In realtà, non si capisce perché le divergenze di opinioni fra il presidente (a livello locale o nazionale) e il capo dell’opposizione siano viste come normali e, anzi, ci si meraviglierebbe se non fosse così, mentre quando i rabbini discutono fra di loro ciò è visto come qualcosa di inusuale. Invece, è proprio vero il contrario: fra i rabbini ci sono sempre state diverse opinioni.

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Reazioni all’articolo sulla kashrut di Roma

Chiunque può lasciare sul sito un commento. Pubblichiamo tuttavia alcuni commenti arrivati via email.

Sono completamente d’accordo con quanto espresso da Marco Sed e sono disposto a sottoscrivere qualunque richiesta o rivalsa nei confronti di chi con demagogia, e con discutibili motivazioni sta compiendo non un atto di zedaka, non una umana e religiosa azione in favore di correligionari che hanno problemi nell’acquistare alimenti kasher ma un atto di aggressione alla keilah di Roma alle sue istituzioni ed alla sua storia.

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La kashrut di casa nostra è sotto attacco

Marco Sed

Le recenti vicende relative alla kashrut romana mi inquietano non poco. È inutile prenderci in giro siamo arrivati alla resa dei conti. C’è chi ha avuto il coraggio di spaccare la kashrut di Roma. E se guardiamo in giro per il mondo il passo successivo sarà quello di creare un Bet Din diverso da quello di Roma e svolgere servizi paralleli a quelli comunitari come già ampiamente promesso via web.

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Roma: Kashrut fai da te?

Comunicato dell’Ufficio Rabbinico di Roma

A seguito delle notizie che sono state fatte circolare su vari canali di informazione, riteniamo doveroso chiarire alcuni punti:

1. Il controllo di kasheruth (hashgachà) è un controllo che un ente indipendente dal produttore esercita su di lui a tutela del consumatore: si fa cioè garante dell’effettiva kasheruth di quanto viene prodotto e venduto.

2.La Comunità Ebraica di Roma, tramite il Rabbino Capo, il Beth Din e gli organi dell’Ufficio Rabbinico ha una sua squadra qualificata di esperti delle regole e di controllori (mashghichim) con formazione specifica. Continua a leggere »