Identità Ebraica | Kolòt-Voci

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Quei no ebraici che aiutano a crescere

Il Rabbino Capo di Milano replica alla lettera di Stefano Jesurum pubblicata dal Bollettino e che criticava alcune sue decisioni (clicca qui)

Alfonso Arbib

Contrariamente alle mie abitudini interverrò sull’articolo del consigliere Stefano Jesurum. Lo faccio perché alcune delle cose dette mi riguardano direttamente e riguardano più in generale il Rabbinato e il ruolo di un rabbino nella comunità ebraica. Jesurum insiste molto sul concetto di accoglienza e conclude il suo articolo dicendo “vogliamo che i nostri nipoti e i nipoti dei nostri nipoti abbiano la possibilità, domani, di trovare ancora una Comunità ebraica di Milano a cui iscriversi”. Sono perfettamente d’accordo, il problema è come si ottiene questo risultato. Continua a leggere »

Autoritratto di un’identità (2)

Discorso pronunciato nel 1988, pubblicato sulla New York Review of Books nel 2011. Seconda parte.

Saul Bellow

Leggendo le memorie di Lionel Abel, “The Intellectual Follies”, sono rimasto particolarmente colpito da un brano molto interessante nel capitolo dedicato agli ebrei. Durante la guerra, scrive Abel, aveva sentito parlare delle atrocità naziste e dei campi di sterminio nell’Europa orientale, “ma non ebbi la vera consapevolezza di quello che era accaduto fino al 1946, più di un anno dopo la resa tedesca, quando portai mia madre al cinema e vidi un cinegiornale in cui si mostravano i filmati dell’ingresso dell’esercito americano nel campo di concentramento di Buchenwald.

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Autoritratto di un’identità (1)

Discorso pronunciato nel 1988, pubblicato sulla New York Review of Books nel 2011. Prima parte.

Saul Bellow

Qualche breve parola preliminare sul titolo di questo discorso: si parla di alcuni aspetti della mia storia personale e della sostanzialità della persona che sta dietro a questa storia. Il concetto della sostanzialità di una persona è stato sottoposto dai pensatori modernisti, postmodernisti e postpostmodernisti a un esame critico che ricorda l’indecente uso di effigi da parte degli ingegneri che simulano incidenti automobilistici e collisioni aeree: manichini che vengono dilaniati davanti ai nostri occhi o bruciati dalle fiamme della benzina. Il “problema dell’identità” ha assillato e lacerato l’intelletto moderno. Perciò quale diritto ho io, in considerazione del “nuovo look” prospettato per gli individui da illustri pensatori esistenzialisti, decostruzionisti e nichilisti, di parlare della mia personalità e della mia storia personale? E la verità è che un tale diritto non può essere arrogato da uno scrittore – un romanziere – che, in ogni caso, non avrebbe né il tempo né la competenza metafisica per portare a termine questo compito.

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Libri: John Lennon e gli ebrei

Dovrebbe essere letto da ogni ebreo, non importa dove ci si trovi nell’ampio spettro tra rigorosa osservanza religiosa ed il rifiuto determinato della stessa.

Andrew Pessin* (Traduzione di Roberto Maggioncalda)

Maghen – uno studioso israeliano della legge Islamica, di origine americana, ma anche un tipo un po’ so-tutto-io-ma-non-in-modo-arrogante – ha letteralmente inventato un nuovo genere di scrittura, giustamente auto-intitolato “una furia filosofica” (“a Philosophical Rampage”), che potrebbe essere meglio descritto come l’equivalente letterario di tre parti caffè forte, due parti di Red Bull, e una parte la fusione nucleare. Si prende questa cosa in mano e praticamente vi esplode una supernova. Ma se ce la si fa a proseguire si è imbarcati per una cavalcata indiavolata, chiunque si sia.

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Se l’identità ebraica è come la Padania

La famiglia si difende. La risposta a Riccardo Di Segni.

Gadi Luzzatto Voghera

La discussione accesa attorno all’opportunità o meno di lamentare una perdita di identità ebraica come una delle conseguenze del Risorgimento in Italia rischia di prendere una piega personale che non fa giustizia delle questioni messe sul tavolo dall’intervento di David Bidussa. Purtroppo, l’insistere sull’assenza di identità non costituisce di per sé un’affermazione dell’identità stessa: magari la “cura” potesse essere solo questa.

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Il rabbino delle Comunità dimenticate

Daniel Reichel

Il rav Birnbaum visita la Comunità piemontese. “La realtà comunitaria è la chiave per rafforzare l’identità ebraica”

“Se una persona può cambiare il proprio destino anche un popolo può farlo” sostiene Rav Eliyahu Birnbaum, dayan al Tribunale per le conversioni del rabbinato israeliano e docente al Merkas Rapaport dell’università di Bar Ilan. In visita a Torino per “dare uno sguardo alla comunità”, con il rav, personaggio noto a livello internazionale, abbiamo parlato di identità ebraica fra presente e futuro. Continua a leggere »

Maccartismo per gli ebrei

Haaretz: antisemitismo in Francia e l’identità degli ebrei francesi :  Presto in Italia?

Amiram Barkat

Il prof. Daniel Dayan racconta un aneddoto per spiegare la propria teoria sull’esclusione degli ebrei dalla società francese. Sono stati, dice, spinti fuori dal più generale “pubblico” francese. Questo senso di esclusione dai media francesi – che lo stesso Dayan afferma di aver sperimentato – può essere anche visto come una finestra sulle motivazioni nascoste dell’uomo, che confessa di non essere obiettivo e ammette di stare “creando un caso”. Continua a leggere »