Giulio Meotti | Kolòt-Voci

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Dove gli ebrei sembrano mostri

Giulio Meotti

In Germania ha generato scandalo la vignetta pubblicata dalla Süddeutsche Zeitung, in cui gli ebrei sono raffigurati come dei mostri. Infanticidio, omicidio rituale, deicidio, avarizia, malvagità innata, doppiogiochismo. Sono soltanto alcuni dei topoi antisemiti che ormai dominano la migliore stampa europea e occidentale. I vecchi schemi della demonizzazione antiebraica sono stati applicati a Israele e una degenerazione giornalistica dilaga ovunque, dal Guardian al Times, dal Monde al Mundo, riempiendo le pagine dei maggiori giornali dell’establishment europeo.

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L’ebreo italiano bandito da Ramallah

Succede con i nostri “partner per la pace”. Succedeva solo con i nazisti.

Giulio Meotti

Nella recente visita a Ramallah, “capitale” dell’Autorità Nazionale Palestinese, della delegazione ufficiale della Città di Torino, guidata dal sindaco Piero Fassino, non ha potuto far parte il vice Presidente della Comunità Ebraica di Torino, Emanuel Segre Amar, perché EBREO. Sì, perché EBREO. Perché le istituzioni italiane e i loro rappresentanti accettano il “judenrein”, come i nazisti chiamavano le entità ripulite dagli ebrei? Continua a leggere »

La kippah blasfema

Cresce la paura di un nuovo antisemitismo. In Europa gli ebrei non portano più lo zucchetto per strada

Quando gli occupanti tedeschi cominciarono a progettare la deportazione in massa degli ebrei danesi, la popolazione civile nascose i ricercati, raccolse denaro per affittare un numero di barche sufficiente a caricare in poche riprese migliaia di persone, li accompagnò ai luoghi di imbarco (lungo strade e sentieri di campagna vigilavano i membri della resistenza), infine li traghettò nella sicura Svezia. E’ così che più del novanta per cento dei 7.695 ebrei danesi è passato dalla parte dei “salvati”. Un caso quasi unico nell’Europa della “soluzione finale”. Per questo ha generato scandalo l’invito dei diplomatici israeliani appena rivolto agli ebrei di Danimarca: le persone di religione ebraica che vivono o si trovano di passaggio in Danimarca non dovrebbero indossare o mostrare i simboli della loro fede. Era pericoloso nella Danimarca del 1943, lo sarebbe ancora in quella del 2013. Lo riferisce il giornale danese Jyllands-Posten, che ha pubblicato un’intervista all’ambasciatore israeliano a Copenaghen, Arthur Avon, secondo il quale è consigliabile non esporre simboli dell’ebraismo.

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Quanto kosher serve a Romney per vincere le elezioni

Mai così in basso il sostegno ebraico in Israele al candidato democratico

Giulio Meotti 

Il presidente Barack Obama è avanti agilmente nel voto ebraico in Florida 69 per cento contro il 25 dello sfidante repubblicano, Mitt Romney. Ma nel 2008 l’allora candidato democratico ottenne il 76 per cento di consensi. E su questa forbice di sei-sette punti si gioca la battaglia negli swing state. I repubblicani ci credono, anche a giudicare dalla quantità di denaro che Sheldon Adelson, il magnate ebreo dei casinò di Las Vegas, continua a pompare in Florida, Pennsylvania e Ohio. “Obama… Oy vey! Non ne avete abbastanza?”, recita una pubblicità. Ma nel 2008 l’allora candidato democratico ottenne il 76 per cento di consensi. E su questa forbice di sei-sette punti si gioca la battaglia negli swing state. I repubblicani ci credono, anche a giudicare dalla quantità di denaro che Sheldon Adelson, il magnate ebreo dei casinò di Las Vegas, continua a pompare in Florida, Pennsylvania e Ohio. “Obama… Oy vey! Non ne avete abbastanza?”, recita una pubblicità. Un’altra: “Gli amici non consentono che gli amici siano bombardati”, in riferimento all’atomica iraniana e Israele. Se nel 2008 la Republican Jewish Coalition spese appena un milione di dollari contro Obama, stavolta ne ha investiti dieci.

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Sono ebrei, antisemiti e molti insegnano nelle università israeliane

Fanno impallidire persino i distinguo nostrani “Loro non sono nostri fratelli”. Chi li finanzia e chi li protegge

Giulio Meotti

Karl Marx è morto molto tempo prima che lo Stato di Israele fosse stato creato. Ma quel che rese il fondatore del comunismo un anti-sionista ante litteram, è stata la sua opposizione all’idea stessa di una identità ebraica. La spiegazione  è nei suoi scritti. Ne “La questione ebraica”,   Marx aveva fatto molte affermazioni antisemite, del tipo: “ Il denaro è il dio geloso di Israele, accanto a lui nessun altro dio può esistere ”. “ In ultima analisi, l’emancipazione degli ebrei è l’emancipazione dell’umanità dal giudaismo ”.

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Boom di attacchi antisemiti dopo Tolosa. Francia sotto choc

Giulio Meotti

Due giorni fa, vicino alla scuola ebraica Beth Menahem di Villeurbanne, un sobborgo di Lione, tre ebrei con la kippah sono stati aggrediti a sprangate al grido di “sporco ebreo”. I dieci aggressori sono stati poi identificati come maghrebini. Il premier francese, Jean-Marc Ayrault, ha parlato di emergenza antisemita. Nei giorni scorsi un ebreo di Villeurbanne era stato attaccato con proiettili di gomma da un’auto in corsa.

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I protocolli della London Review

Think tank inglese demolisce dieci anni di antisionismo della fiera letteraria più cool

Giulio Meotti

Una monografia dedicata esclusivamente alla più nota rivista culturale europea, prediletta da docenti universitari, diplomatici di carriera, intellettuali liberal. Ma non una monografia per incensare la London Review of Books, da sempre pilastro delle chattering classes britanniche, quanto per demolirne la trentennale retorica sul medio oriente. E’ questo il senso del report di Just Journalism, il nuovo think tank che monitora l’informazione inglese. Il rapporto dice molto della deformazione ideologica della verità in tempo e in tema di guerra e di pace. E della acrobatica credibilità del più blasonato giornale della vecchia Europa.

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