Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

Sull’omosessualità

Alberto Somekh

Norman Lamm, Judaism and the Modern Attitude to Homosexuality, in “Encyclopaedia Judaica Yearbook 1974”, pp. 194-205; rist. in F. Rosner-J.D. Bleich, “Jewish Bioethics”, Sanhedrin Press, New York , 1979, pp. 197-218.

Rivoluzione sessuale a fatti, o soltanto a parole? Su questo si interroga il Rettore della Yeshiva University in un saggio di poco posteriore al ’68. “Gli omosessuali domandano di essere accettati nella società, e questa domanda ha assunto forme diverse: non essere condannati come criminali, non essere soggetti a sanzioni sociali, fino all’affermazione ardita per cui essi rappresenterebbero un modo di vita alternativo non meno legittimo dell’eterosessualità”. Citando i dati statistici del saggio di Kinsey, Sexual Behaviour in the Human Male del 1948, rispetto ai quali non riscontra notevoli variazioni al suo tempo, Lamm stima che negli anni ’70 gli omosessuali esclusivi fossero in America circa 10 milioni, pari al 5% della popolazione totale. Continua a leggere »

25 Feb 2005 Pensiero ebraico, Riformati, Torà

Il mercante di Venezia strapazzato

Come avere successo con un film antisemita.

Alma Cocco

Aveva in mente il Kenneth Branagh della trasposizione cinematografica di Molto rumore per nulla il regista Michael Redford quando ha pensato di realizzare un film dal lavoro teatrale Il mercante di Venezia di William Shakespeare? se è così, è andato da tutt’altra parte. Se Branagh ha composto un’opera filologicamente corretta che, non solo asseconda ma persino esalta il testo, al contrario, Redford con la sua grossolana trasposizione in pellicola involgarisce e svilisce l’opera teatrale dalla quale trae ispirazione. Continua a leggere »

22 Feb 2005 Antisemitismo, Cristianesimo

Beffò il regime con il suicidio

La sfida di Formiggini

Stefano Paolo

Editore ebreo di libri umoristici si uccise nel ‘ 38 per contestare le leggi razziali «I posteri non si occuperanno di me». Il presentimento di Angelo Fortunato Formiggini si è avverato. I posteri lo hanno quasi ignorato. Eppure è una di quelle figure su cui gli storici della cultura avrebbero molte ragioni per riflettere. «Un punto luminoso del Novecento», lo definisce Antonio Castronuovo in una biografia da poco uscita (Libri da ridere, Stampa Alternativa, pp. 156, euro 7) dedicata al «privato editore dilettante» e al filosofo della risata. Una biografia sui generis per un personaggio sui generis, un omaggio leggero a un uomo che aveva sposato la leggerezza e che il 29 novembre 1938, all’ indomani della promulgazione delle leggi razziali, scelse di gettarsi dalla Ghirlandina, la torre campanaria di Modena. Continua a leggere »

20 Feb 2005 Antisemitismo, Comunità Ebraiche, Shoah

Baget Bozzo, nemico del giudaismo

POLEMICA Mentre si ripubblica l’ autobiografia spirituale «Vocazione», nasce un caso sul suo «integralismo religioso»

Dario Fertilio

«Libertà». Ripete tre volte la parola, don Gianni Baget Bozzo, fra cori e slogan berlusconiani, seduto nel bel mezzo del consiglio nazionale di Forza Italia. Libertà per giustificare il suo nomadismo politico, dalla destra dc al Psi di Craxi, fino a re Silvio. Libertà per spiegare il suo atteggiamento «anticonvenzionale» nei confronti degli ebrei. E invoca la libertà, anche, per esprimere le sue critiche radicali nei confronti della religione e della cultura islamica. Il fatto è che un giovane storico di sinistra, Simon Levis Sullam, gli ha dedicato sull’ ultimo numero della rivista Belfagor un ritratto velenoso, in cui quelli elencati sono appunto capi d’ imputazione. Molto ideologica appare la disputa, e destinati a non comprendersi i due protagonisti. Tanto politico, infatti, il linguaggio dell’ accusa, quanto profetico e suggestivo quello dell’ accusato. E c’ è una punta estrema di incomprensione là dove – secondo Belfagor – Baget Bozzo arriverebbe a «inserire l’ Olocausto in un disegno provvidenziale». Continua a leggere »

13 Feb 2005 Antisemitismo, Cristianesimo

Milano: La mozione della svolta

Giuseppe Flavio

Per anni abbiamo pensato che nel Consiglio della nostra Comunità regnasse la più serena calma, che tutti andassero d’amore e d’accordo, che le decisioni venissero prese all’unanimità. Ci eravamo sbagliati. La crisi apertasi con l’annuncio di possibili “dimissioni” da parte di Rav Giuseppe Laras ha aperto una finestra e stanno venendo fuori cose interessanti. Sono sempre di più ad esempio i consiglieri che hanno mal di pancia per la gestione autoritaria dei lavori durante le sedute settimanali della Giunta e del Consiglio da parte del presidente Roberto Jarach, un approccio che definiscono “aziendalistico”, ma anche per la sua tendenza a ridurre gli spazi di autonomia per le diverse organizzazioni ebraiche. Continua a leggere »

11 Feb 2005 Comunità Ebraiche

Il futuro del giudaismo

Gli ortodossi aumentano, presto l’ebraismo non ortodosso potrebbe tornare a essere un episodio

Daniel Pipes – New York Sun – 25 gennaio 2005

Fino al XVIII secolo, è esistito fondamentalmente un solo tipo di ebraismo, che oggi viene chiamato ortodosso. Esso equivaleva a vivere secondo i 613 precetti religiosi e a pervadere di fede la vita degli ebrei. In seguito, a cominciare dal filosofo Baruch Spinoza (1632-1677) e con una vivace evoluzione subita nel corso dell’haskalah (“illuminismo”), a partire dalla fine del Settecento, gli ebrei svilupparono una vasta gamma di interpretazioni alternative della loro religione, molte delle quali sminuirono il ruolo della fede in seno alle loro vite e indussero a una concomitante riduzione del senso di appartenenza ebraica. Continua a leggere »

10 Feb 2005 Comunità Ebraiche, Riformati

Per un dialogo con l’Islam

Alberto Somekh

Rivincita e differenza

Nel 1991 il Dott. Gilles Kepel, docente all’ Institut d’etudes politiques di Parigi, pubblicava il suo libro intitolato “La rivincita di Dio. Cristiani, ebrei, musulmani alla riconquista del mondo” (Rizzoli). In questo importante saggio l’A. identificava in quattro eventi della seconda metà degli anni ’70 (l’elezione del battista Jimmy Carter alla Casa Bianca, di Menachem Begin a primo ministro d’Israele; di Karol Wojtyla al soglio pontificio e l’instaurazione della Repubblica Islamica di Khomeini in Iran) il simbolo di un movimento che era destinato ad affermarsi nell’ultimo scorcio del secolo in tutte tre le religioni abramitiche: quel movimento per cui l’Occidente avrebbe adoperato l’etichetta di fondamentalismo o integralismo. Continua a leggere »

4 Feb 2005 Comunità Ebraiche, Cristianesimo