Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

L’obiettivo dei “nuovi storici” d’Israele è colpire il sionismo

Emanuele Ottolenghi

NEL LORO PROGETTO E NELLE LORO “SCOPERTE” CHOC SI SENTE IL FUMUS PERSECUTIONIS VERSO IL NAZIONALISMO EBRAICO

Adriano Sofri si chiedeva se lo storico israeliano Benny Morris fosse impazzito. Se lo sono chiesti in parecchi negli ultimi tre anni. Morris ha inaugurato quasi vent’anni fa il filone della nuova storia israeliana, autoproclamandosi iconoclasta dei miti fondatori d’Israele in nome della verità storica. Altri lo hanno rapidamente seguito, non solo ergendosi a custodi della verità, ma presentando la riscoperta del passato come un atto di contrizione nazionale, strumentale a influenzare il processo di pace tra Israele e i palestinesi, che era contemporaneo alla loro produzione accademica.

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4 Feb 2004 Israele

L’origine di Tu Bishvat

Riccardo Di Segni

Anche quest’anno, all’inizio dell’estate, dovremo, nostro malgrado, fare la nostra dichiarazione dei redditi. E lo faremo raccogliendo tutta la documentazione di quanto abbiamo guadagnato e speso nell’anno precedente, dal 1 gennaio al 31 dicembre. Ciò che sta prima e dopo queste date non conta. Conta solo l’anno fiscale, che comincia e finisce in momenti precisi. Per quanto possa sembrare strano, la ricorrenza del Tu-bishvat, 15 del mese di Shevat, è strettamente legata al concetto di anno fiscale. Anche nell’antica società ebraica si pagavano le tasse, e questo certo non sorprende. Il calendario era diviso in cicli di sette anni, e in ogni anno bisognava prelevare una “decima” sul prodotto agricolo. La “prima decima” spettava ogni anno ai Leviti. Sul prodotto che rimaneva dopo il prelievo si applica una seconda decima; nel primo, secondo, quarto e quinto anno questa decima rimaneva al produttore, ma con l’obbligo di consumarla (direttamente o nel suo equivalente valore economico) a Gerusalemme; nel terzo e sesto anno veniva invece versata ai poveri. Si noti per inciso come l’entità di queste tasse fosse molto più modesta di quelle che ci impone uno stato moderno. Continua a leggere »

3 Feb 2004 Pensiero ebraico, Torà

Il peggior modo di celebrare il Giorno della Memoria

Emanuele Calò

Il Giorno della Memoria ricorda la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, avvenuta peraltro quando il mostro aveva portato a compimento la sua opera: l’eliminazione degli ebrei d’Europa. Da quel momento, gli ebrei nel mondo passammo da diciotto milioni a dodici e in gran parte d’Europa non vi è ormai che una presenza simbolica. Si dice sovente che non bisogna confondere ebrei e israeliani, e su questo non vi sono voci discordi, ma semmai interviene qualche giusta distinzione e precisazione. Continua a leggere »

2 Feb 2004 Israele, Shoah

La giornata della memoria… corta (3)

Tre intolleranze per un discorso che dura da secoli

David Bidussa

L’antisemitismo è molte cose. Un tentativo di spiegazione del mondo a fronte dell’impossibilità di trovare un bandolo che dia ragione delle cose; la pretesa di individuare le origini del male e le cause del suo persistere in un soggetto dato; è la descrizione di un sistema di potere di cui ci si autodefinisce come vittime e di cui si indica negli ebrei il soggetto collettivo che ne incarnerebbe l’essenza. Continua a leggere »

28 Gen 2004 Antisemitismo, Shoah

La giornata della memoria… corta (2)

Germano Marubbi

Martedì prossimo l’Europa ed il mondo celebreranno la Giornata della Memoria. La ricorrenza, voluta per non dimenticare la barbarie nazista e fissata nell’anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, vedrà anche nella nostra provincia una serie di appuntamenti importanti. L’occasione sarà propizia per una profonda riflessione, ci auguriamo non solo sul passato, ma anche su un presente non privo di elementi di preoccupazione, almeno per chi sappia leggerli. Continua a leggere »

27 Gen 2004 Antisemitismo, Israele, Shoah

La giornata della memoria… corta (1)

Europei e l’antisemitismo: 15% è ostile agli ebrei

Renato Mannheimer

Per un cittadino su due sono «diversi». Giudizi negativi, Italia sopra la media. Scarse le conoscenze storiche

MILANO – In una ricerca dell’«Eurobarometro» dell’ottobre 2003, la maggioranza della popolazione dell’Unione Europea dichiarava di ritenere Israele «una minaccia per la pace». Il risultato suscitò molte polemiche: chi lo riteneva un indice di antisemitismo, chi una mera critica al governo israeliano, chi addirittura una negazione al diritto stesso all’esistenza dello Stato ebraico. La formulazione un poco ambigua del quesito impediva di individuare scientificamente l’interpretazione corretta. Continua a leggere »

26 Gen 2004 Antisemitismo, Shoah

Lettera ad un ebreo conformista

Alma Cocco

Nei giorni scorsi ROCCA (n. 24/2003) ha pubblicato un articolo di un suo abituale collaboratore, il sociologo ebreo Giuliano della Pergola, su antiebraismo, antisemitismo e antisionismo, che esprime perfettamente il punto di vista degli intellettuali “ebrei” conformisti. Della Pergola classifica come “interpretazioni storiche reazionarie” le paure di coloro che vedono con preoccupazione il ritorno dell’antisemitismo, non solo sotto forma di antisionismo, ma anche nella forma classica di antigiudaismo. Nel contestare i loro punti di vista, e segnatamente quelli di F. Nierenstein e O. Fallaci, ma anche di G. Rossella, G. Ferrara e A. Panebianco, egli precisa che essi “non entrano nel merito dello scenario attuale, e interpretano la storia di ieri come paradigma per capire quella odierna”. Continua a leggere »

8 Gen 2004 Antisemitismo, Israele