Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

Israel e Reibman a Luzzato

Giorgio Israel critica Luzzatto

Prof., ebreo, progressista dice no all’intolleranza degli ideologi liberal. “Capisco il fastidio per il vittimismo cattolico, ma occorre lucidità. Il capo delle comunità ebraiche sbaglia”

Roma. “Comprendo le motivazioni psicologiche che hanno spinto Amos Luzzatto a quel tipo di reazione, ma non condivido le conclusioni”. Giorgio Israel, saggista e docente all’Università La Sapienza, giustifica in parte l’intervista al Corriere del Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche sul caso Buttiglione e sulla “nuova inquisizione anticristiana” denunciata dal cardinale Renato Martino: “Pesa un senso d’invadenza che la Chiesa ha spesso dimostrato e che può far sembrare curiosa la protesta di sentirsi perseguitati”. Secondo Israel c’è una “difficoltà psicologica di molti ebrei di mettersi dalla stessa parte. Ci vuole molta lucidità per farlo. Ma è una lucidità obbligatoria”. Continua a leggere »

31 Ott 2004 Comunità Ebraiche, Cristianesimo, Torà

Stupidità e “cupidità”

Alberto Somekh

Nel corpo di una relazione su Gli Ebrei a Costantinopoli a p. 330 del Corriere Israelitico, anno 1856, leggo la seguente, istruttiva affermazione che riporto testualmente: “I Mussulmani perseguitavano per ignoranza e cupidità mista ad indifferenza e dispregio per tutto quanto è straniero; gli altri all’opposto incrudelivano per fanatismo religioso velato da una sconsigliata carità e tutto pel bene del peccatore”. Illustre sapienza dei nostri maggiori! Continua a leggere »

29 Ott 2004 Antisemitismo, Cristianesimo, Pensiero ebraico

Ripensare Sharon

David Bidussa – Il Riformista

Da ieri sera esiste di nuovo una questione israeliana rispetto ai luoghi comuni della convinzione politica. Soprattutto per la sinistra europea e italiana. Ma anche, occorre aggiungere, per coloro che raramente hanno avuto la pazienza di guardare dentro la realtà di Israele e di inquadrarlo come una realtà lacerata, contorta, ma che, alla fine, doveva misurarsi con la politica.

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28 Ott 2004 Antisemitismo, Israele

Percorsi fatti e questioni aperte nei rapporti ebraico-cristiani oggi

Riccardo Di Segni

Roma, 19 ottobre 2004, 5 Cheshwan 5765, presso la Pontificia Università Gregoriana

Ringrazio l’amico prof. Joseph Sievers, direttore del Centro “cardinale Bea” per gli Studi Giudaici, organizzatore di questo importante corso, per l’onore che mi ha fatto invitandomi a parlare in questa prestigiosa sede, insieme a S. Em. il card. Walter Kasper. Saluto….. e in particolare, tra il pubblico presente, le delegazioni della Commissione Vaticana per le relazioni religiose con gli ebrei e della Commissione di Rabbini capi israeliani per il dialogo Ebraico-Cristiano; delegazioni che si stanno riunendo, in un nuovo incontro, proprio in questi giorni nella villa Cavalletti vicino a Roma. E’ proprio il lavoro di queste due delegazioni uno dei segni più indicativi dei progressi compiuti nel dialogo ebraico–cristiano. Non solo per la presenza di una rappresentanza ufficiale di un organismo dello Stato d’Israele; ma anche e soprattutto per il coinvolgimento di una parte del mondo rabbinico ortodosso ad un livello che sarebbe stato impensabile ancora pochi anni fa; dal punto di vista ebraico questo è probabilmente uno dei segni più importanti, se non il più importante, di una mutata percezione rabbinica dei termini del problema. Continua a leggere »

27 Ott 2004 Antisemitismo, Comunità Ebraiche, Cristianesimo

Non voglio ebrei in casa mia

Intervento di Piero Terracina all’Assemblea ANED di Trieste

Reduce della Shoà – Dalla newsletter Sinistra per Israele

Lo spunto per il mio intervento mi è venuto da due episodi recenti che voglio raccontarvi. Una mia amica, la dottoressa Joanna Arbib, ne faccio il nome perché mi ha autorizzato, molto nota tra l’ebraismo italiano essendo presidente di un importante ente ebraico aveva conosciuto un attore di cinema e di televisione, anche lui abbastanza noto , il quale un giorno l’ha invitata a casa sua insieme al marito e ad altri conoscenti, una quarantina di persone. Continua a leggere »

21 Ott 2004 Antisemitismo, Israele

Il Diario di Helga, ebrea diciottenne deportata in Polonia dove morì

Come Anna Frank: «Sono così sola»

Una giovane ebrea olandese ha raccontato gli ultimi mesi di vita nel lager: «Vedo la libertà dietro il filo spinato»

AMSTERDAM – Comincia così: «1 Giugno 1943. Carissimo, la situazione, finora, va meglio del previsto. Sono in una baracca vuota, sulla brandina più bassa (ce ne sono tre una sull’altra) e se da qui guardo fuori dalla finestra vedo betulle, abeti, il cielo azzurro con delle nuvole bianche». È il diario che Helga Deen, ebrea olandese, scrive sul suo quaderno di chimica. Ha 18 anni e frequenta l’ultimo anno di liceo a Tilburg, nel sud dei Paesi Bassi. Suo padre è responsabile dell’«Ufficio permessi di trasporto» della comunità ebraica locale e questo risparmia alla famiglia la deportazione. Almeno fino al 10 aprile 1943. Quel giorno, tutti gli ebrei di Tilburg vengono portati al campo di raccolta di Vught, pochi chilometri a nord della città. È qui, dopo un paio di mesi dall’arrivo, che Helga comincia a scrivere la sua cronaca dell’inferno. Continua a leggere »

20 Ott 2004 Antisemitismo, Shoah

Bioetica in Israele

Giuio Meotti

Una radicale libertà, ricerca ed esperimenti senza limiti

Emergenza demografica, fecondazione incoraggiata, e una domanda: la vita inizia quando il pupo sbadiglia o no?

Roma. La ricerca scientifica gode di un’ampia libertà in Israele, trova fondamento e limitazioni nella Halaka, la Legge religiosa ebraica. E’ una libertà accettata moralmente dall’intera società e dalle autorità rabbiniche, perché le nascite tramite fecondazione in vitro sono il 2 per cento del totale, contro lo 0,2 degli Stati Uniti. L’ordine di “prolificare e moltiplicarsi” ripetuto due volte nella Torah, prima ad Adamo ed Eva e poi alla famiglia di Noè, non è mai stato considerato tanto urgente quanto oggi che Israele non beneficia più delle grandi ondate migratorie. Inoltre: dall’inizio della seconda Intifada sono morti 1017 israeliani e nel 2012, stando ai dati dell’American Jewish Committee, nel Grande Israele, con dentro Samaria e Giudea, i palestinesi saranno maggioranza. Per questo vengono addirittura finanziati dallo Stato i tentativi di fecondazione in vitro fino alla nascita dei primi due figli. Con gli attentati kamikaze, alcuni genetisti hanno parlato persino della possibilità di prelevare un tessuto di un figlio morto e di clonarlo, e consentire alle mogli dei soldati uccisi nei Territori di fecondarsi con il seme congelato del marito. Continua a leggere »

20 Ott 2004 Israele, Torà