Israele | Kolòt-Voci

Categoria: Israele

Discorso per il centenario della Sinagoga di Roma

Rav Riccardo Di Segni

Quando circa tre millenni fa il re Salomone costruì il Tempio di Gerusalemme lo inaugurò con una lunga preghiera. E’ un testo che fa ancora oggi impressione per la sua forza spirituale, e per la chiarezza con cui pone una domanda fondamentale. Rivolgendosi a D. il re si chiese: “il cielo e i cieli dei cieli non Ti possono contenere, e come mai potrebbe farlo questo luogo che ho costruito?” (1 Re 8:27). E’ la stessa domanda di ogni fedele monoteista davanti a qualsiasi tempio che vorrebbe avere la pretesa di limitare o concentrare in un unico luogo Colui che invece è il luogo del mondo. La risposta di Salomone fu che il suo Tempio era o un riferimento, un simbolo, un luogo di attenzione speciale, di incontro e di comunicazione tra uomo e cielo, tra trascendente e immanente. Continua a leggere »

Alcune risposte a rav Somekh

Una ricorrenza più condivisa?

David Piazza

Rav Somekh in un suo intervento diffuso da questa lista, si lamenta dello spostamento della data di Yom Haatzmaut perché suppone che sia stato deciso per compiacere quella fetta di popolazione osservante ma non sionista, i cosiddetti ultraortodossi, in ebraico “charedim”.

Proviamo a chiederci: se pure fosse? Continua a leggere »

Una ricorrenza piu’ divisa?

Alberto Somekh

Nel ringraziare coloro che, dall’Italia e da Israel, hanno contribuito a meglio chiarire il dibattito su Yom ha-‘Atzmaut, mi sia concesso lo spazio per una replica. Non certo per spirito di polemica. Lungi dal trattarsi di una questione halakhica in senso stretto, essa è legata a fattori ideali che senza dubbio stanno a cuore a molti.

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Perché posticipare Yom Ha-‘atzmaut?

Alberto Somekh

Un paio di mesi fa sono venuto a sapere quasi per caso che la celebrazione di Yom ha-‘Atzmaut quest’anno sarebbe spostata di un giorno. Non mi ricordo se la E-mail, scritta in italiano, proveniva dalla Comunità di Roma o dall’U.C.E.I., ma non certo da Israele. Il messaggio non adduceva motivazioni per questa decisione, e non menzionava neppure chi l’aveva presa. Ricordo di aver chiesto immediatamente lumi ad un mio stretto collaboratore israeliano, ma mi disse che non ne sapeva nulla. Solo qualche giorno fa questa stessa persona mi ha riferito che la decisione viene dalla Rabbanut ha-Rashìt e si spiega con l’esigenza di evitare che le celebrazioni della vigilia, Yom ha-Zikkaròn in memoria dei Caduti, potessero in qualche modo interferire con l’osservanza di Shabbat. Continua a leggere »

Sinistra ecco la storia del tuo antisemitismo

David Bidussa

Esistono dimensioni specifiche dell’antisemitismo distintamente riferibili alle destre e alle sinistre. In merito ad alcune questioni si producono anche delle sovrapposizioni, ma è essenziale tenere separati i campi di analisi. In questo intervento intendo affrontare la genealogia dell’antisemitismo all’interno delle culture della sinistra. Continua a leggere »

Sionismo: un progetto per il futuro?

Andrea Jarach – Presidente della Federazione Associazioni Italia – Israele

Mentre assistiamo alla rinascita dell’antisemitismo in tutta Europa e alla sua esplosione nel mondo arabo ci troviamo a riflettere sul futuro del sionismo. Questo movimento miracoloso (si dice essere l’unico ismo nato nel diciannovesimo secolo che abbia visto il compimento dei suoi obiettivi) si trova oggi in una crisi di riflessione che porta molti studiosi a concludere che esso abbia perso la sua funzione. Continua a leggere »

Caro Vecchioni

Yasha Reibman

In molti ti seguiamo con affetto e interesse. Sappiamo quanto la musica tocchi nel profondo chi la senta più di mille ragionamenti. Anche per questo abbiamo ascoltato con attenzione e preoccupazione “Rotary Club of Malindi”, il tuo ultimo album, e in particolare “Marika”, la canzone in cui parli delle ragioni di una giovane terrorista. Abbiamo apprezzato la tua sensibilità quando hai deciso di non cantare questo pezzo a Torino, a pochi giorni dall’attentato di Madrid. Marika infatti non è solo una canzone. Marika è stata in Spagna pochi giorni fa e da quasi quattro anni oramai gira per le strade di Israele. Entra nei pub, sale sugli autobus dei bambini che vanno a scuola, colpisce nel porto gli operai. Continua a leggere »