Lo scomparso di Anzio | Kolòt-Voci

Lo scomparso di Anzio

Lorenza Cordovani

Un uomo di 78 anni, è stato rinvenuto cadavere sulla spiaggia vicino ad Anzio il dodici ottobre scorso, ucciso, secondo la polizia, da un malore. L’unica traccia era accanto al suo corpo: una ricevuta di un bagaglio depositato alla stazione Termini. Nella borsa da viaggio la polizia ha trovato una fotocopia di un passaporto israeliano con la foto dell’uomo, a cui è stato possibile finalmente dare un nome: Yackov Chaimovitch.

Immediatamente sono partite le segnalazioni al consolato d’Israele alla ricerca di qualche parente che potesse prendersi cura della salma. Ad una prima verifica niente è risultato dall’anagrafe israeliana, e pertanto le autorità italiane si sono rivolte alla Comunità Ebraica per poterlo seppellire a Roma.  È stato a questo punto che si è pensato di rivolgersi a Zaka, un’organizzazione internazionale con sede in Israele che ha come scopo anche la ricerca e il recupero di persone scomparse, che è riuscita ad entrare in contatto con il figlio di Yackov Chaimovitch, Yossi, che nel frattempo si era lui stesso rivolto a questa organizzazione alla ricerca di suo padre che mancava da casa ormai da due mesi.  Il padre infatti si era recato a Mosca per gravi ragioni di salute e da allora nessuno aveva più avuto notizie di lui. Rav Shie Deitch Shaliach Chabad e responsabile di Zaka in Russia proprio grazie alla segnalazione del figlio si era attivato immediatamente ma dell’uomo non avevano trovato traccia.

A questo punto Yossi e la sua famiglia hanno chiesto aiuto a Chabad Giovani a Roma, rivolgendosi al Rav Menachem Lazar, per poter avere la salma del padre indietro così da potergli dare una degna sepoltura.  Immediatamente tra la sera del 29 ottobre e il 7 novembre è scattata una corsa per far rientrare in Israele la salma di Yackov, dopo il disbrigo delle varie procedure burocratiche ed amministrative di rito tra cui il riconoscimento della stessa da parte del figlio Yossi che nel frattempo è arrivato in Italia. D’altra parte la mitzvà di garantire la sepoltura, chiamata Chesed Shel Emet, cioè Vera Misericordia,  è una delle più importanti perché la persona che la riceve non è in grado di ringraziare. Chabad Giovani si è anche preoccupata anche di raccogliere dei fondi per provvedere alle spese per il rimpatrio, il trasporto in Israele e la sepoltura del povero Yackov.  Rav Lazar ha ricevuto lettere di ringraziamento per l’organizzazione messa in campo con tanta efficienza e dedizione da parte sia del Presidente della CER , Riccardo Pacifici sia dal Rav Meshi-Zahav, Presidente dell’organizzazione Zaka, che ha richiesto la sua disponibilità alla creazione di una sede di  Zaka anche in Italia.

http://chabad.it/Articolo.asp?id=1706