E che succede con maiali e aragoste? | Kolòt-Voci

E che succede con maiali e aragoste?

Qualche dato scientifico e statistico per il dibattito sulla macellazione rituale

Sono veterinario e con specializzazione in Malattie Infettive in una specie d’allevamento. Oltre a ciò, anche ebreo. Ho notato che si scrive a sproposito relativamente alle macellazioni rituali, ed anche relativamente a quelle con stordimento. Ciò soprattutto perché chi scrive è largamente incompetente in materia e, tipico della cultura dominante europea-cristiana, non riesce minimamente ad immaginare il concetto di “ritualità” relativo alla macellazione, considerando che per la cultura cristiana (a prescindere dal fatto che si sia credenti o meno) non esiste alcuna “ritualità” nelle macellazioni, ma si uccide per mangiare e basta.

Nel vuoto lasciato dalla mancaza di concetti “ritualisti” si inseriscono, spesso a sproposito, concetti “animalisti” o “buonisti” o “vegetariani” che, pur accettabili nelle intenzioni generali, sono spesso improntati all’improvvisazione ed alla pseudo-scienza.

Alcunui esempi di consistenza numerica ampiamente esorbitanti le “macellazioni rituali” :

1. MAIALI

Al secondo Simposio su “Porcine Health Management” tenutosi ad Hannover (DE), 2010 e riservato a specialisti in Patologia Suina, una delle lezioni magistrali ha trattato dello stordimento dei suini tramite tunnel a CO2, da decenni praticato e raccomandato per la macellazione dei suini. Il tunnel a CO2 e’ raccomandato quale alternativa allo stordimento elettrico, il quale induce in percentuale non trascurabile contrazioni muscolari incontrallate – nello spasimo della elettrificazione – talmente intense da provocare anche fratture ossee (sic!) oltre ad alterazioni del circolo tali da provocare, emorragie sottocutaee e intramuscolari in percentuale altrettanto apprezzabile. Cio’ senza tenere in considerazione errori nella elettrificazione dei maiali, i quali vengono poi, in percentuali variabili da macello a macello, giugulati in stato di non incoscienza completa e, quindi, annullando ogni possibile beneficio indotto dallo stordimento.

Quand’anche dovessimo quantificare in un sottostimato 1×1000 l’incidenza di tali problemi, tenendo presente la macellazione di decine di milioni di suini in Europa si arriverebbe a numeri stratosferici ed assolutamente esorbitanti le “macellazioni rituali”. In Italia si macellano tra gli 11 ed i 12,000,000 di maiali all’anno. I conti fateli da soli!

Ritornando al tunnel a CO2, la lezione magistrale cui sopra arrivava alla conclusione che il tunnel a CO2 induce nei maiale senso di angoscia, sensazione di asfissia e soffocamento, atteggiamenti da “fame d’aria”, alterazione del ritmo respiratorio per insufficiente ventilazione, sino alla alterazione dei livelli di ormoni corticoidi edogeni (segno “fisiologico” di profondo stress nell’animale)

Insomma, una moderna e largamente praticata camera a gas sia pure “indolore” fisicamente! Ma, a questo punto, andrebbe messo in discussione il concetto di “dolore” stesso. Cio’ dopo anni ed anni di convinte ed accese discussioni sulla utilita’ e sulla “umanita’ ” del tunnel a CO2!

Oltre a cio’, va da se che tutte le macellazioni “rurali” e/o “famigliari” del maiale, ancora autorizzate “in deroga” (esattamente come le “macellazioni rituali”) in molti Paesi Europei ed in moltissime regioni d’Italia, non prevedono alcuno stordimento ma la semplice giugulazione e nemmeno praticata da un “professionista” ma semplicemente dal propietario dell’animale e/o dall’allevatore/venditore.

Noi Ebrei non mangiamo e non macelliamo maiali.

2. CROSTACEI MARINI

Le aragoste vengono, solitamente, gettate vive nell’acqua bollente e così pure alcuni tipi di grossi granchi. Stima numerica: circa 1.500 tonnellate/anno ovvero tra 750,000 ed 1,000,000 di aragoste/anno. Senza menzionare che, prima della bollitura, i crostacei vengono tenuti (vivi ed a chele legate) su ripiani di ghiaccio tritato.

Noi Ebrei non mangiamo e non bolliamo aragoste ne’ granchi!

3. MOLLUSCHI

Le Lumache (36.000 tonnellate/anno) vengono “prevalentemente” bollite vive. Vive.

Noi Ebrei non mangiamo e non bolliamo lumache!

4. RANE

Ho fatto fatica a trovare stime attendibili; si parla di circa 1 kg/media anno per persona in Italia, pari circa 50.000 tonnellate. Non entro nei dettagli su come si ottengano le “rinomate” cosce di rana (il resto viene in gran parte buttato o riciclato per altri usi) che andrebbero ottenute dopo passaggio delle rane in acqua elettrificata per stordirle (?) o ucciderle (?).

Noi Ebrei non mangiamo e non uccidiamo rane!

4. CONCLUSIONE

Ritengo sia necessario che chi parla di “maggiore sofferenza” indotta dalla macellazione rituale ebraica debba prima dimostrare di conoscere perlomeno l’ABC della fisiologia (sia animale che umana!) altrimenti le considerazioni espresse diventano basate su pietismo malriposto e mal orientato (vedasi i maiali cui sopra, ma anche agnelli e capretti piu’ avanti, oltre che i bovini stessi) e, quindi, non attendibili e molto facilmente (e correttamente!) preda di etichetta “intollerante / antisemita” .

Ovvero, sono disposto ad ascoltare una critica da chi sa ma non da un ignorante!

(Riprendo da Lerner e Rabello in IL DIVIETO DI MACELLAZIONE RITUALE (SHECHITÀ KOSHER E HALAL) E LA LIBERTÀ RELIGIOSA DELLE MINORANZE

“Quaderni del Dipartimento N. 88, 2010” , Universita’ di Trento; Dipartimento Scienze Giuridiche;

«Com’è possibile che la macellazione rituale ebraica (shechita’) risponda al requisito di “evitare inutili sofferenze” anche senza lo “stordimento”? Per rispondere a questa domanda bisogna riflettere su un paio di concetti di fisiologia e di anatomia. La sensazione del dolore è “elaborata” dal sistema nervoso centrale (leggi, per noi, “cervello”): l’informazione relativa ad un danno subìto risale le fibre nervose ed una volta giunta al cervello viene recepita come “dolore”. Il cervello è un organo estremamente delicato, che per la sua funzionalità necessita di una grande quantità di zuccheri e di ossigeno, quest’ultimo assicurato da una massiccia irrorazione ematica sostenuta da due grosse arterie che originano quasi direttamente dal cuore sinistro, ciò per assicurare il massimo tenore in ossigeno e la giusta pressione per spingere il sangue “in avanti” ed “in alto”: le carotidi. L’arresto della circolazione carotidea provoca un pressoché istantaneo blocco dell’afflusso di sangue e quindi di ossigeno al cervello.

Il cervello ne risente in tempo reale, entrando cioè pressoché immediatamente in uno stato di incoscienza. Se il blocco permane, dall’incoscienza si scivola nella morte. La shechità comporta la contemporanea recisione delle carotidi e delle giugulari (che riportano il sangue dal cervello al cuore), oltre che, incidentalmente, anche della trachea e dell’esofago. Ciò è assicurato da tre particolarità tecniche: lunghezza ed altezza della lama del coltello, calcolate in modo da recidere contemporaneamente carotidi e giugulari; estrema affilatura della lama per facilitare il taglio. Durante la shechità avviene dunque che con un unico gesto le carotidi siano recise, l’afflusso di sangue al cervello venga a mancare e l’animale entri in uno stato di incoscienza pressoché istantanea. In questa situazione la percezione del dolore, dovuta al taglio stesso, di fatto scompare e l’animale risulta insensibile. La continua perdita di sangue dal taglio comporterà la morte per dissanguamento,

E’ quindi molto chiaro come la tecnica di macellazione e la conoscenza minimale dell’anatomia animale giochino un ruolo fondamentale nella esecuzione della macellazione rituale, che non e’ MAI lasciata nelle mani di improvvisatori, o “macellai della domenica” e/o allevatori da diporto, ma sempre affidata a professionisti della macellazione, che ogni anno devono sostenere un esame di riconferma della professione.

La stima della macellazione rituale ebraica in Italia e’ di circa 2,000 – 3,000 bovini all’anno per una popolazione di circa 30,000 Ebrei ed ammettendo un consumo di 25 kg/anno di carne bovina equivalente a quello della popolazione non ebraica.

La macellazione dei bovini con stordimento avviene invece, prevalentemente, attraverso l’utilizzo di una pistola a proiettile retrattile (“captivo”) in grado di stordire l’animale e lasciarlo privo di coscienza per alcuni secondi, durante i quali viene comunque praticata la giugulazione e la morte comunque avviene per dissanguamento.

Da Veterinario tirocinante al macello ( e credo che parecchi colleghi lo possano confermare !) ho potuto constatare come non sia “infrequente” il caso della necessita’ di un secondo sparo, essendo il primo, apparentemente, non sufficiente a stordire l’animale. Se volessimo essere ancora una volta, come nel caso dei maiali, magnanimi, e quantificare in un 1×1000 tale incidenza su un totale di 4,000,000 – 4,500,000 di capi macellati in Italia annualmente, si arriverebbe a una cifra di 4,000 – 4,500 capi, largamente esuberante la pratica della macellazione rituale ebraica.

Rimane totalmente inesplorato, anche in questo caso, il mondo delle macellazioni (non rituali) rurali / famigliari di agnelli e capretti, sviluppato soprattutto nel Centro-Sud Italia, anch’esso “in deroga” come le macellazioni rituali e quantificabile di alcune decine di migliaia di capi/anno.

In sintesi, volevo sottolinare due concetti ben precisi, e li ripeto per non voler essere frainteso, ed aggiungerne un terzo!

1. la macellazione rituale ebraica e’, per tecnica, per velocita’, per professionalita’, rapida e (pressoche ! ) indolore. O, perlomeno nel modo piu’ assoluto, non “piu’ dolorosa” delle altre forme di macellazione, che lasciano ampi varchi di tempo e di imperfezione tecnica tra “stordimenti” di vario tipo e la giugulazione mortale vera e propria. Le critiche alla macellazione rituale ebraica si basano su concetti emozionali ed antropomorfi che non hanno riscontro nella pratica ne’ della macellazione rituale stessa ne’ delle macellazioni con stordimento : non e’ vero che le macellazioni con stordimento siano “indolori” e non e’ vero che la macellazione rituale ebraica sia “piu’ dolorosa” !

2. la macellazione rituale ebraica e’ di tale modesta entita’ numerica rispetto anche solo all’ “errore di tecnica” della macellazione con stordimento che tale accanimanto solo ed esclusivamente contro di essa non puo’ non far pensare a pura e semplice intolleranza ed inoltre :

3. la macellazione rituale ebraica considera solo alcune sopecie ben precise (ruminanti, polli) e non si abbandona a “capricci alimentari” quali rane, lumache, aragoste, struzzi (9,000 / 10,000 anno in Italia), cavalli (280,000 – 300,000/anno in Italia), per i quali, anche ammesso che le macellazioni siano assolutamente indolore, per certo rappresentano uccisioni di animali totalmente inutili ai fini alimentari !

Per concludere: una ricerca commissionata negli anni ’80 dalla Comunità Europea e ripresa poi da alcune riviste anche nazionali, di Veterinaria (purtoppo confesso di averne perso l’indicazione bibliografica, ma qualche collega Veterinario potrebbe ricordarla e rintracciarla!) pose a confronto la morte cerebrale, valutata tramite encefalogramma, di due gruppi di bovini (vitelli) macellati con stordimento (proiettile captivo) o con shechita’ : i due gruppi non hanno differito relativamente alla velocita’ della “morte cerebrale” (pochi secondi entrambi) e sulla base di questo studio la Comunita’ Europea accetto il principio di macellazione rituale ebraica “in deroga” e senza stordimento.

È anche vero che, come diceva Peppino De Filippo “gli esami non finiscono mai”, ma, io mi chiedo, perché interrogate solo gli Ebrei!

Un caro saluto

Paolo