JewsNews 5 | Kolòt-Voci

JewsNews 5

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

Rabbino a 14 anni?

Tutto è andato per il meglio, fino a quando, durante lo scritto finale in luglio, Rav Shlomo Amar, venendo ad augurare buona fortuna agli esaminandi, non ha notato un volto un po’ troppo giovane. E’ stato così che ha bloccato la procedura, adducendo che per il rabbinato l’età minima di ordinazione sarebbe di 22 anni.

Tuttavia il ragazzo non si è rassegnato e ha presentato una petizione all’Alta Corte di Giustizia per spingere il Gran Rabbinato ad esaminare la sua prova d’esame. Il risultato del suo scritto gli sarebbe stato dunque inviato, ma solo per incoraggiarne le grandi capacità, senza tuttavia prendere in considerazione alcuna candidatura reale.

Tra le diverse posizioni, ha vinto l’opinione di chi ha reputato fosse troppo giovane e, nonostante l’ulteriore ricorso del padre dell’aspirante rabbino, non sembra che la decisione sia suscettibile di modifiche. Rimane da chiedersi se il titolo rabbinico sia solo un attestato di competenza che possa essere ottenuto studiando, o se si tratti di un ruolo spirituale e umano di grande peso e spessore, che vada oltre i meriti scolastici, per quanto grandi, di un giovane genio.

http://www.vosizneias.com/65823/2010/10/11/israel-14-year-old-petitions-court-for-right-to-be-rabbi

Una guida per capirsi l’un l’altro

Un crescente scisma tra le comunità ebraiche laiche e quelle ortodosse sembrerebbe minare alle basi la sopravvivenza delle stesse. David Baum è autore di un nuovo libro: “The Non-Orthodox Jew’s Guide to Orthodox Jews”. Una guida pratica per l’ebreo non religioso, che lo aiuti a scoprire i vantaggi concreti di una vita in linea con la Torà: felicità, soddisfazione, legami familiari più forti e maggiori risultati professionali. Questi sono solo alcuni dei vantaggi che sarebbe possibile ottenere da una maggiore osservanza dei precetti.

David Baum, nel suo nuovo libro, invita appunto a lasciare che l’identità religiosa e culturale ebraica rivesta di sé il proprio mondo, migliorandolo e illuminandolo di una nuova luce.

http://www.vosizneias.com/65777/2010/10/10/passaic-nj-expert-trying-to-bring-peace-between-secular-and-orthodox-jews

Spezzatino di drago e cholent di Leviatano

Non è il il ricettario di qualche gigante biblico, ma bensì qualche esempio di quello che ci può offrire “ The Kosher Guide to Imaginary Animals”. In un fantasioso e originale libro, Ann e Jeff Vandermeer ci offrono un dettagliato manuale di kashrut applicata ad animali fantastici.

E’ una sorta di rilettura in chiave moderna degli antichi libri Monstrorum o Bestiari, veri e propri trattati di zoologia biblica e leggendaria, che tanta fortuna ebbero in epoca medioevale. Per scoprire se il Leone formica di Giobbe sia kasher, andate su:

http://www.jewcy.com/gallery/kosher_guide_imaginary_animals

Houdini: Il mago figlio di rabbino

A 4 anni, nel 1878, il figlio di un rabbino di Budapest arriva in America, insieme ai suoi sette fratelli, si Chiama Erich Weiss ed è solo uno dei tanti immigrati ebrei che giungono in America nel 19 ° secolo. Il maestro della magia e delle evasioni da scatole e catene inizierà solo nel 1893 a chiamarsi Houdini, quando, in coppia con il fratello, darà nell’ombra i suoi primi spettacoli a Coney Island.

Solo nel primo decennio del 900’ diventerà il grande mago illusionista che tutti conosciamo e inizierà una grande carriera in tutto il mondo. The Jewish Museum di New York propone fino a marzo 2011 una mostra su questo personaggio: Houdini: Art and Magic. Accanto a materiale documentario che ne ripercorra la storia, una serie di opere rievoca il fascino e le impressioni che questa leggendaria figura suscita ancora oggi in artisti contemporanei.

http://www.thejewishweek.com/special_sections/arts_preview/great_escape

La storia di una conversione di massa in Puglia

Conversione. Una scelta per certi versi scomoda, se non addirittura pericolosa, ma, in ciò, estremamente affascinante nelle implicazioni spirituali e concrete. Accadde nell’Italia del Sud del dopoguerra favorita dai soldati americani.

John Davis, uno storico dell ‘Italia moderna a Yale, ce ne offre uno scorcio nella suo opera “Gli ebrei di San Nicandro”. La vicenda singolare di una piccola comunità nata nel 1920 da un umile calzolaio cattolico, che continua ancora oggi in Israele con alcuni dei suoi discendenti.

http://yalepress.yale.edu/book.asp?isbn=9780300114256