Cara Bianca | Kolòt-Voci

Cara Bianca

Abbiamo ricevuto via email molti commenti all’articolo di Bianca. Pubblichiamo questo perché è tra i migliori. Ricordiamo che il sito www.kolot.it è comunque aperto a ogni commento

Massimo Moscati

Poche note di risposta in merito all’ “accorato” articolo della “diciannovenne” Bianca Ambrosio. Innanzitutto un chol-a-kavod a te per aver fatto una scelta così importante e coinvolgente, per una giovane ebrea, come quella di andare a vivere in Israele con tutto quanto questo comporta.

Chol-a-kavod ad una ragazza, così piena di entusiasmo che vuole lottare, comprendere e difendere i diritti di ogni essere umano; così pronta a confrontarsi e parlare con chiunque ed ad indignarsi se un portavoce dell’ Autorità Palestinese viene “maltrattato” da un gruppo di stupidi studenti all’ Università ( chissà se fosse stato possibile, però, ad un portavoce dello Stato di Israele ( in futuro scrivilo maiuscolo “Stato” anche perchè è l’unico che abbiamo ! ), essere invitato a parlare in una università non dico iraniana ma anche soltanto palestinese ); che si sta rendendo conto, di persona, di tutte le cose belle e brutte che ci sono in uno Stato ebraico che non può essere, per questo, il simbolo della perfezione come vorrebbero i suoi detrattori i quali, su questo assurdo intellettuale, sguazzano quando le cose non vanno bene; che vorrebbe far riconoscere alla maggior parte dei giornalisti (italiani credo che intenda) che non si aiuta la verità ad essere riconosciuta come tale se non si scrive in modo, quantomeno, obbiettivo; che non approva l’operato dell’ attuale Governo, cosa perfettamente leggittima se si vive la realtà israeliana in prima persona ma molto meno se lo si fà da migliaia di kilometri di distanza come sono usi fare tanti ebrei della diaspora; che, da perfetta “diciannovenne”, riesce, grazie a D.o, ancora ad indignarsi di fronte alle storture nelle quali si imbatte quotidianamente.

Cara diciannovenne, accogli, ora, un piccolo consiglio da parte di un sessantenne (se ti fai due conti, capirai quanti ne aveva nel 1969 !) che da sempre si dibbatte nelle problematiche da te evidenziate con la giusta enfasi e la passione della gioventù; che vorrebbe essere sempre fiero e soddisfatto di quanto accade in Eretz dal punto di vista sociale, politico e, quando inevitabile, militare; che vorrebbe, finalmente una patria anche per i Palestinesi, magari senza Hamas; che mille volte si è detto che no, non è possibile che la Sinistra italiana, quella vera, quella ideologica ed intellettuale non questi quattro “poveracci” che ci sono ora, non veda dove è il marcio e che Israele, con tutti i suoi difetti, è l’unica realtà da difendere; che è stato regolarmente smentito dalle piroette di partiti politici e pseudo intellettuali cosidetti progressisti; che non riesce, però, a credere ad una Destra diventata filo ebraica e, di conseguenza, filo israeliana. No, proprio non ce la fà.

Ama Israele per quello che è, difendilo con tutta la tua forza fisica ed intellettuale perchè sono in tanti a volerlo veder scomparire, accettalo con tutti i suoi difetti veri e presunti, guardalo con amore ed emozionati anche solo perchè quando alla fine delle trasmissioni serali televisive va in onda la Tikva.

Guardati attorno e gioisci perchè può capitarti che, passeggiando per una strada qualsiasi di Tel Aviv, ti rendi conto che è dedicata a Yehuda Hamacabi (l’ eroe della rivolta contro i greci che avevano profanato il Beit Hakeneset) cosa possibile soltanto in uno Stato ebraico.

Preoccupati più degli israeliani che fanno difficoltà ad arrivare a fine mese e che vedono le risorse di un grande Paese finire nell’ acquisto di una nuova arma di difesa piuttosto che pensare a quei “poveri Palestinesi” di Gaza che mentre piangono per un ingiusto embargo, poi continuano a lanciare razzi su Sderot.

Convinciti che, purtroppo, i sentimenti di amore e solidarietà che nutri nei confronti del mondo esterno al Paese nel quale hai deciso di vivere, spesso non sono contraccambiati e che ancora più spesso, nella situazione attuale, possono essere scambiati come segni di debolezza. Loro ragionano così…..

Vedrai, alla fine, che sul Fronte Occidentale non c’è niente di nuovo ma in Medio Oriente da oltre sessanta anni c’è tutto quello che per secoli generazioni di ebrei hanno sognato e per il quale sono vissuti e morti : uno Stato ebraico, per ebrei si ma anche per tutti coloro che, se anche non lo sono, vorranno rispettarlo ed amarlo come lo amiamo noi.

Ti auguro ogni bene e che i tuoi di sogni di giustizia si reallizzino con completezza e felicità magari proprio in Eretz Israel. Con affetto.