È bene essere riconoscenti, anche per le cose imperfette | Kolòt-Voci

È bene essere riconoscenti, anche per le cose imperfette

Domani sera, 28 aprile 2009, è Yom Haatzmaut, il 61° anniversario dell’indipendenza dello Stato d’Israele. Secondo la tradizione italiana, che era sionista anche prima che esistesse lo stato (Rav David Prato venne cacciato nel 1943 dal Consiglio – fascista – della Comunità Ebraica di Roma perché troppo… “sionista”) in tutte le sinagoghe d’Italia si celebrerà l’evento con una tefillà festiva, per sottolineare l’importanza spirituale di una conquista civile, sognata da secoli. Tuttavia a Milano aumentano le sinagoghe che non festeggeranno in alcun modo l’evento. A queste sinagoghe è dedicato il seguente articolo. DP

Rav Zalman Baruch Melamed Shlita

A Yom haAzmauth io ringrazio D-o per due cose. La prima, in generale, per il fatto che D-o ci ha concesso di creare una nostra nazione. La seconda, più personale, per essere uno di quelli che ringrazia D-o di questo bene, e di non far parte di coloro che guardando alle mancanze della leadership dello stato non riesce a riconoscere il buono di cui dovremmo ringraziare. Ed io ho avuto l’onore sia di conoscere questo bene che di poter ringraziare per esso, ogni anno che passa.

Noi ringraziamo D-o che ci ha liberato dal giogo dei popoli, ed ha liberato Eretz Israel dal governo degli altri popoli. Abbiamo l’onore di avere un governo ebraico in Eretz Israel, un governo che ha aperto le porte del nostro paese a tutti gli ebrei, e funge da riunificatore di dispersi, con l’obiettivo di costruire nella nostra terra. Gli ebrei che vivono in Eretz Israel, per merito della santità della Terra di Israele, tornano per definizione alla fede in D-o, nella Torà e nelle mitzvot. La fondazione dello Stato è stata la scintilla che ha portato al risveglio del popolo ebraico in Eretz Israel e fuori da Israele, e questa è una componente fondamentale per il rafforzamento nelle Comunità di tutto il mondo. Per ogni luce c’è, però, anche un’ombra. La redenzione ancora non è completa, c’è ancora tanta strada da fare per arrivare ad essa. Ciononostante, la situazione è sicuramente migliore di quella prima della fondazione dello stato, sia da un punto di vista materiale che spirituale; il cambiamento in meglio che ha portato la fondazione dello stato è enorme e bisogna solamente ringraziare per esso. E per ciò che ancora non è completo – bisogna pregare.

Anche quando Am Israel uscì dall’Egitto, la sua redenzione non fu completa fino a quando non arrivarono in Eretz Israel, anche se nella sera della liberazione cantarono lode per la liberazione stessa, ed al Mar Rosso intonarono una cantica. Davanti a loro si presentava una strada ancora lunga. Non solo: la loro fede ancora non era completa, come i nostri Saggi ci dicono in riferimento alle parole degli angeli delle Schiere Celesti al momento della divisione del Mar Rosso “Essi sono idolatri, essi sono idolatri – perchè stai salvando Israel ed annegando gli egiziani?”. Nonostante difficoltà e mancanze, il popolo comunque cantò lodi e ringraziamenti. Ed anche noi ringraziamo al bene che rappresenta la fondazione dello stato ed alla salvezza dai nostri nemici, anche se la redenzione ancora non è completa.

Io ringrazio D-o che non ho commesso lo stesso peccato degli esploratori che, come hanno commentato i nostri Saggi, erano tra i più giusti ed importanti nel popolo d’Israele – ma hanno comunque sbagliato, fallito.

Ci possono essere Giusti che falliscono e sbagliano, dicendo che essi in quanto Giusti stanno agendo in nome di D-o. Essi parlano male della Terra, la definiscono una terra che mangia i propri abitanti, che è pericoloso vivere in essa, che è popolata da terroristi; essi dicono che è proibito ringraziare D-o per essa perché ciò legittimerebbe il sionismo laico, porterebbe ad un deterioramento. Essi dicono che proteggendosi dallo Stato, custodiscono il loro pubblico da cattive influenze. Ma se ci si protegge – non c’è nulla per cui ringraziare, se si evidenzia il pericolo – non c’è nulla per cui ringraziare. Ed io non ho fallito, e ringrazio per questo enorme bene, con la consapevolezza che c’è ancora tanto da correggere. Ma questo non diminuisce la grandezza di questo bene.

Se il padrone del mondo ci avesse solamente liberato dal giogo delle nazione e non avesse riunificato i dispersi, ci sarebbe bastato. Se avesse riunificato i dispersi e non avesse costruito insediamenti in tutta la terra, ci sarebbe bastato. Se avesse costruito insediamenti in tutta la terra e non avesse risvegliato il cuore del popolo ebraico in ogni posto nel mondo, ci sarebbe bastato. Se avesse risvegliato il cuore del popolo ebraico in ogni posto nel mondo e non ci avesse dato Gerusalemme, ci sarebbe bastato. Se ci avesse dato Gerusalemme e non ci avesse fatto fare Teshuva, pentimento, ci sarebbe bastato.

Questi sono solo alcuni dei ringraziamenti che dobbiamo a D-o dalla fondazione dello Stato. E noi diciamo a gran voce – grazie a D-o che ci ha fatto vivere ed abbiamo avuto l’onore di godere di tutti questi beni.

Hodu l’Ha-Shem ki tov, ki leolam hasdo.

Ringraziate D-o poiché è buono, perché la Sua bontà è eterna.

Rosh Chodesh Iyar 5768.

Dedicata alla guarigione di Shira bat Rachel

Traduzione di Avi Leghziel in esclusiva per Kolot

Con la collaborazione del Benè Akiva Italia