Non abbiate vergogna di essere Ebrei fra tanti Cristiani | Kolòt-Voci

Non abbiate vergogna di essere Ebrei fra tanti Cristiani

Nel 1788 l’esercito Asburgico fu il primo in Europa a reclutare ebrei, segno tangibile dei nuovi diritti acquisiti dopo secoli di ghetti e di discriminazioni. Il discorso del rabbino è un mirabile tentativo di coniugare una specificità identitaria con i doveri di cittadino, prima dell’assimilazione che inizierà a decimare l’ebraismo emancipato. DP

Discorso del Rabbino Landau alle prime reclute ebree nel 1789

“Fratelli, che siete sempre stati miei fratelli, che tali siete ora, e sempre sarete se vi comporterete con devozione e giustizia. Iddio ed il nostro grazioso Imperatore vogliono che voi prestiate servizio militare. Andate dunque incontro al vostro destino, seguitelo senza mormorare, obbedite ai vostri superiori e siate fedeli con senso del dovere, e pazienti con ubbidienza.

Non dimenticate, però, la vostra religione. Non abbiate vergogna di essere Ebrei fra tanti Cristiani. Pregate Iddio ogni mattina, quando vi alzate. Prima di ogni cosa dobbiamo servire Iddio, anche l’Imperatore deve le sue preghiere a Dio, e tutti i suoi servitori, quelli presenti e quelli assenti, rivolgono ogni giorno orazioni al loro Creatore. E non abbiate vergogna di portare i segni della vostra fede (a questo punto distribuì a ognuno alcuni tefillin, un pacchetto di tzizit e un libro di preghiere). Se avrete il tempo, recitate quotidianamente le preghiere che un Ebreo deve recitare e che ben conoscete; se non avrete il tempo, almeno leggete lo Shemà.

Potrete anche rispettare lo Shabbat, quando vi sarà permesso, perché apprendo che questa sarà per lo più giornata di sosta. Ungete i carri il venerdì, prima del tramonto. Fate il venerdì tutto ciò che vi sarà possibile. Vivete in armonia con i vostri camerati cristiani, e fate in modo ch’essi vi siano amici. Così al sabato essi faranno il vostro lavoro, mentre la domenica lavorerete voi per loro, quando saranno loro, i Cristiani, a dover santificare la festa.

L’Imperatore nella sua grazia ha dichiarato che non sarete costretti a mangiare carne. Potrete, quindi, sempre vivere di burro, formaggio e di altri alimenti permessi finché non troverete Ebrei cui i vostri commilitoni umanamente vi permetteranno di rivolgervi. Se qualcuno di voi dovesse ammalarsi, si nutrirà di tè, ed assumerà brodo di carne solo se la necessità dovesse imporglielo. Per il resto, nell’intimo del vostro cuore siate sempre fedeli a Dio. Non allontanatevi mai dalla fede dei vostri padri, e servite il nostro grazioso Imperatore con buona volontà e costante operosità.

Guadagnate, per voi stessi e per la nostra nazione, gratitudine ed onore, affinché sia chiaro che anche la nostra nazione, finora oppressa, ama i suoi sovrani ed il loro governo, e, nel bisogno, è pronta a sacrificare la vita per loro. Spero che per mezzo vostro – se voi farete la vostra parte con senso del dovere, come compete a tutti i sudditi – ci libereremo di quelle catene che in parte ancora ci legano. Quale fama allora, quali onori vi verranno tributati da tutti i giusti e dai vostri concittadini. Per concludere, infine, vi benedico, perché la benedizione che mi sale dal profondo del cuore vi accompagni”.