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Il vino ‘nazista’ va di traverso ai turisti ebrei

Vino HitlerRimini, 12 luglio 2015 – «That’s incredible! Incredibile! E vergognoso. Siamo offesi e choccati per quelle bottiglie di vino in vendita nei negozi con fotografie e citazioni da Hitler e Mussolini. Ma anche per la reazione aggressiva di un commerciante a cui abbiamo espresso la nostra contrarietà e che ci ha cacciato».

La denuncia viene da Yonatan e Michael Weinberg, turisti californiani di 27 e 32 anni, fratelli di origini ebraiche, in vacanza a Rimini, scelta come personale tappa di un tour nel vecchio continente, iniziato con una festa nuziale sul lago di Como. «Venerdì sera camminavamo sul lungomare – attaccano i due – quando in un negozio abbiamo visto un’esposizione di bottiglie di vino, sulle cui etichette c’erano i volti di Mussolini e di Hitler, con la scritta Mein Kampf, l’apologia antiebraica per eccellenza». «E’ stato uno choc – prosegue Michael, di professione regista – trovare in una città cosmopolita come Rimini, su una viale importante come il lungomare, trovare vetrine che propongono oggetti simili, con i volti dei più grandi criminali della storia».

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Il vino speziato della Bibbia

40 anfore antiche scoperte a Naharya

VinoChe gusto ha un vino di 3.700 anni fa? Sa di menta, cedro, miele, resina e cannella. Sono questi gli ingredienti che conteneva. Un cocktail oggi impensabile. Ma per i vignaioli antichi era una necessità. La scoperta che il vino del passato era sofisticato e non puro non è nuova, ma ora arriva una conferma importante. Nel nord di Israele, a Nahariya, sono state trovate quaranta anfore all’interno della cantina di un palazzo. Era la scorta di vino della famiglia, il vino migliore, da bere nei momenti importanti, durante i banchetti.

Puntare su cucina kasher contro pregiudizi

Il Rabbino capo Roma all’evento ‘Gusto Kosher’, i sapori della tradizione ebraica

Virginia Di Marco

Prendere gli antisemiti per la gola, a tavola: è la ricetta del rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che punta anche sulla cucina ebraica per contrastare pregiudizi e discriminazioni. “La cucina ebraica è l’arma migliore per combattere l’antisemitismo”, ha dichiarato ieri Di Segni, intervistato da ANSAmed durante l’evento eno-gastronomico ‘Gusto Kosher’, tenutosi nel vecchio ghetto della capitale.

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