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Tag: Vaticano

Un film per riscrivere la storia sul papa che non fece nulla per salvare gli ebrei

Il film su Pio XII che turba gli ebrei e gli storici. «Sfumature di verità» di Liana Marabini la pellicola dedicata a Papa Pacelli. Gli archivi storici vaticani però rimangono rigorosamente chiusi dopo 70 anni dagli avvenimenti

Paolo Conti

Pio XIIPer accendere il fuoco delle polemiche basterà la locandina. Un Pio XII dall’aspetto estremamente giovanile (interpretato dall’attore Roberto Zibetti) che, accanto alla preziosa croce pettorale, sulla sua sinistra ostenta una Stella di David gialla. La stessa che gli ebrei furono costretti a indossare nella parte d’Europa occupata dai nazisti e nell’Italia fascista. Sempre la stessa che accompagnò sei milioni di israeliti alla morte nei campi di sterminio. È l’immagine scelta dalla regista Liana Marabini che ha firmato «Sfumature di verità», il film dedicato a papa Pacelli, portatore di una tesi provocatoria: Pio XII avrebbe salvato la vita a 800.000 ebrei in tutta Europa attraverso le disposizioni impartite ai vescovi del mondo, accogliendo molti israeliti in Vaticano e nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Per questa ragione, ha così affermato in più occasioni la regista, Pacelli avrebbe diritto al titolo di «Schindler del Vaticano».

La produzione del film (che viene presentato lunedì 2 alle 18 a Roma con un’anteprima mondiale a inviti nell’Istituto Maria Santissima Bambina in via Paolo VI, accanto all’ingresso della Città del Vaticano a Porta Cavalleggeri) appare robusta: divi internazionali come Christopher Lambert, Giancarlo Giannini, Gedeon Burkhard (il televisivo Commissario Rex), David Wall, gli italiani Victoria Zinny e Remo Girone, in un piccolo ma simbolico ruolo anche la principessa Maria Pia Ruspoli, moglie del principe Sforza, detto Lillìo, campione della Nobiltà Nera romana fedele al Papa.

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Che cosa non si fa per l’unità dei cristiani

Hezbollah in Vaticano per salutare Bechara Boutros Rai. In fondo non è il “Partito di Dio”?

L’ingresso nel Sacro Collegio del Patriarca maronita Bechara Boutros Rai diventa occasione per ritrovare l’unità nazionale libanese in un momento estremamente delicato per gli equilibri politici e sociali del Paese dei cedri. Rappresentanti di tutte le fazioni e i gruppi politici e religiosi che compongono il mosaico libanese, presenzieranno nei prossimi giorni alle celebrazioni e ai momenti pubblici legati al Concistoro convocato a Roma da Benedetto XVI per la creazione di sei nuovi cardinali. In quell’occasione, anche il capo della Chiesa maronita riceverà dalle mani del Vescovo di Roma la berretta cardinalizia.

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Anna Foa sbaglia su Zolli e sul ruolo del Vaticano

Sergio Minerbi

Non sono d’accordo con l’articolo di Anna Foà. Anzitutto mi sembra un tentativo piuttosto goffo di rifare una verginità ebraica per Israel Zolli il quale dopo la liberazione, sparito il pericolo nazista, accettò la carica di Capo del Seminario Rabbinico. Nella mattinata egli andò a presiedere una seduta del Tribunale Rabbinico e il giorno stesso nel pomeriggio andò in una chiesa, prescelta in anticipo, e si convertì al cattolicesimo. Non c’è nessuna scusa valida per chi abiura la sua fede e se fu un atto di ripicca ciò significa che egli preferì salvaguardare il proprio onore personale, piuttosto che l’ebraismo. Che vergogna.

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La politica vaticana è sempre più filo araba

“Antisemitismo” è anche concedere a tutti quello che non viene concesso agli ebrei o a Israele: esistono muri statunitensi, polacchi, cechi e spagnoli. Ma l’unico che “deve essere abbattuto” è quello che difende Israele dai terroristi. DP

Sergio Minerbi

Sergio Minerbi, il più illustre storico dei rapporti fra Vaticano e Israele, ha scritto per Informazione Corretta, una lucida analisi del viaggio di Benedetto XVI nella cosidetta Terra Santa. Questi sono i fatti, incontrovertibili.

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Ma la Chiesa ha aiutato anche i nazisti a mettersi in salvo

Famoso il caso di quell’ebreo romano che alla liberazione di Roma, uscendo dal Vaticano (dove era stato nascosto) vide entrare un membro della famigerata Banda Koch armato di tutto punto.

Lo storico Steinacher racconta la fuga dei criminali nazisti e il ruolo centrale di Bressanone

Alto Adige — 10 settembre 2008

È la città vescovile, paese d’arte, meta turistica, è anche sede delle vacanze di Papa Benedetto XVI; ma da quando è uscito il libro di Gerald Steinacher, Bressanone è anche uno dei nodi cruciali della fuga dei criminali nazisti dal Reich verso il Sudamerica e tutte quellealtre mete dove – chi più chi meno – hanno trovato la salvezza. E’ anche per questo motivo che l’autore di «Nazi auf der Flucht» ha volutoorganizzare la prima presentazione del suo volume proprio nel capoluogo della Valle Isarco. Invitato dall’associazione Heimat, lunedì sera Steinacher si è trovato dinanzi ad un pubblico davvero folto, nella sala congressi dell’accademia Cusanus (centro studi della diocesi locale)per parlare della sua ultima fatica, un volume di oltre 350 pagine in cui descrive per la prima volta nella storia, come molti nazisti sianoriusciti ad acquisire – ed acquistare – una nuova identità grazie alla complicità della Chiesa locale, che a suon di raccomandazioni scritte,era riuscita a fare in modo che la Croce Rossa internazionale fornisse loro dei passaporti falsi, ma validi per il loro espatrio. «Il mio non èun libro che si vuole fermare a Bressanone o solo all’Alto Adige, ma è un’opera di respiro molto più ampio», spiega l’autore.

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Le vittime cancellate

La polemica tra Israele e Vaticano

Pierluigi Battista

Certamente non è stata un’omissione voluta, una negligenza deliberata e carica di significati negativi. Se nel suo Angelus di domenica scorsa Benedetto XVI non ha incluso Israele nell’elenco dei Paesi (Egitto e Turchia, Iraq e Gran Bretagna) esplicitamente menzionati come vittime degli attacchi terroristici degli ultimi giorni, si sarà sicuramente trattato di una banale dimenticanza, di un veniale errore diplomatico. Però è comprensibile che il governo di Gerusalemme abbia convocato il Nunzio apostolico in segno di protesta per la cancellazione dello Stato di Israele dall’elenco di chi patisce, tra lutti infiniti, le aggressioni terroristiche di un nemico che fa della strage degli innocenti la propria arma, seminando il panico non su obiettivi militari, ma tra la gente normale intenta nelle occupazioni della vita ordinaria. Continua a leggere »

Neo antisemitismo nell’Italia di oggi

Sergio Minerbi

L’Italia è sempre stata considerata un paese immune da antisemitismo perché le leggi razziali imposte dai fascisti nel 1938 e le conseguenti atrocità dovute alla repubblica di Salò hanno avuto un effetto molto traumatico sugli ebrei. Si sperava che tale fenomeno non avrebbe mai più dovuto accadere dopo la liberazione. Tuttavia l’antisemitismo si è ripresentato benché non esistano oggi leggi razziali, e si è sempre nascosto dietro la politica di Sharon. Le attuali accuse antisemite biasimano tutti gli ebrei per crimini che essi non hanno mai commesso1. Continua a leggere »