Ultraortodossi | Kolòt-Voci

Tag: Ultraortodossi

Per favore non chiamateli haredim

Chi sono i veri timorati di Dio? Come dice il profeta Isaia chi cerca la giustizia, aiuta gli oppressi, sostiene l’orfano e difende la vedova

Rav Shlomo Riskin

Nelle ultime settimane i media – in particolar modo in Israele, ma purtroppo anche nel resto del mondo – sono stati riempiti con l’insistenza haredi che le donne siano separate dagli uomini e siano relegate nella parte posteriore degli autobus che si trovano nei quartieri haredim e che le donne (persino le giovani bambine) che si mostrano non vestite secondo le norme haredi, nelle strade dei haredim – o nelle loro vicinanze che agli occhi dei haredim sono considerate come fossero quartieri haredim – possono essere insultate e si può persino sputare loro addosso per costringerle a cambiare strada.

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L’ultimo bagliore di una candela spirante

Ultraortodossi e le donne. Una voce controcorrente.

David Cassuto

Vorrei cercare di spiegare quello che sta succedendo nella società israeliana fra i liberal e l’ultraortodossia. Il fenomeno dell’uso dei simboli della Shoah dagli ultraortodossi nelle loro dimostrazioni in Israele è veramente scioccante e ci lascia tutti senza parole: bisogna però cercare di capire cosa ci sta dietro.

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L’ipoteca degli ultraortodossi su Israele

Un articolo ben informato del quotidiano Europa che però ricade nei soliti pregiudizi di chi non capisce. Anni luce dall’eccellente episodio della serie “A Good Wife” trasmesso da RaiDue il 20 novembre (clicca qui) e ambientato nel mondo ultra-ortodosso americano. DP

Lucia Stella

Gli studenti universitari israeliani sono sul piede di guerra. Da settimane scendono in piazza per protestare contro le sovvenzioni per gli studenti delle yeshiva, le scuole religiose in cui ci si dedica esclusivamente allo studio dei testi sacri. La Corte suprema israeliana aveva giudicato questo tipo di finanziamento discriminatorio nei confronti delle istituzioni non religiose, ma la pressione dei partiti ultraortodossi nella coalizione di governo ha fatto si che esso riapparisse nella legge finanziaria.

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JewsNews 2

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

Tutte le conversioni di Tzahal a rischio

Ben 4.500 conversioni all’interno dell’esercito israeliano sarebbero avvenute senza la supervisione e l’approvazione del Gran Rabbinato e questo le renderebbe dubbie, soprattutto in tema matrimoniale. I soldati in questione non potrebbero sposarsi secondo il diritto ebraico. Fonti vicine all’esercito hanno respinto le osservazioni della procura, sostenendo che la maggior parte delle conversioni sono effettuate da alti rabbini militari o giudici della Corte di conversione che svolgono il loro servizio militare di riserva in quel ruolo.

http://www.vosizneias.com/63730/2010/09/06/israel-4500-idf-carried-out-conversions-are-not-valid/

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Israele: Quanti osservano il 9 di av?

Secondo il sondaggio Ghesher-Ynet, su 550 intervistati, il 22% dichiara di digiunare e ben il 52% comunque non esce con gli amici quella sera. Peraltro la legge israeliana che vieta l’apertura dei locali è considerata dal 18% una forma di “costrizione religiosa”.

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Contro gli ultraortodossi di Emanuel

Ho visto la prima newsletter del 23.6 sull’argomento del “razzismo ebraico” ed ho ricevuto poi la newsletter del 24.6, scritta da Michele, a sostegno delle tesi contrarie. Sono rimasto colpito non tanto dal contenuto, giacché ognuno ha ovviamente le proprie idee e giustamente Kolot dà spazio a tutte, ma soprattutto dalla sottotitolazione (un lettore di Kolot smonta le tesi di chi vede nella controversia sulla scuola ultra-ortodossa di Emanuel un caso di razzismo) data ad una lettera che inizia con “mi spiace che da questa newsletter si propaghino informazioni completamente distorte sugli ebrei ortodossi” dando ad intendere ai lettori che il caso sia risolto ed il primo articolo altro non era che propaganda a danno degli ebrei ortodossi.

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A favore degli ultraortodossi di Emanuel

Non posso che confermare quanto Michele (che non conosco) scrive. Abbiamo la fortuna di vivere in Israele. I miei figli sono iscritti in varie scuole “americane”. Al momento dell’iscrizione ci e’ stato chiesto di firmare un modulo con il quale ci impegnavamo a non avere la televisione in casa, no internet, casherut, zniuth, etc. Ho firmato senza problemi perche’ condividiamo queste regole: nessuno ci ha obbligato e se non fossimo stati d’accordo, saremmo andati in un’altra scuola. Continua a leggere »